22 Giugno 2026 - 11:26:51
di Tommaso Cotellessa
Il futuro di Aura Srl si trova a un passaggio decisivo che potrebbe determinare non solo il destino dell’azienda, ma anche quello delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglie.
Il Tribunale dell’Aquila ha infatti pubblicato un avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse finalizzate alla cessione del ramo d’azienda della società, attiva nel settore del trattamento e del riciclo dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e dei cavi elettrici, con sede all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo.
L’avviso riguarda la cessione dell’intero complesso aziendale, comprensivo di immobili, macchinari, impianti, autorizzazioni amministrative e ambientali, licenze, contratti attivi, portafoglio clienti e dipendenti. L’offerta non potrà essere inferiore a 4 milioni di euro, importo corrispondente a un’offerta irrevocabile già pervenuta. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro le ore 17 del 1° luglio 2026.
A suscitare polemiche, tuttavia, è un passaggio contenuto nell’avviso che fa riferimento a un organico di 25 dipendenti, a fronte dei circa 60 lavoratori attualmente coinvolti nella procedura e oggi in cassa integrazione.
Sul tema intervengono i consiglieri comunali dell’Aquila Enrico Verini e Gianni Padovani, che esprimono forte preoccupazione per le prospettive occupazionali delineate dal bando.
«Il contenuto dell’avviso pubblicato dal Tribunale civile dell’Aquila per la raccolta delle manifestazioni di interesse finalizzate alla cessione del ramo d’azienda di Aura Srl desta forte preoccupazione. Non è accettabile che, a fronte di circa 60 lavoratrici e lavoratori attualmente in cassa integrazione, il bando faccia riferimento al riassorbimento di appena 25 dipendenti. Una prospettiva che non può essere considerata una soluzione alla vertenza e che rischia di scaricare sui lavoratori il prezzo della crisi», dichiarano i due consiglieri.
Secondo Verini e Padovani, la tutela dell’occupazione dovrebbe rappresentare il criterio prioritario di qualsiasi operazione di rilancio.
«Il primo valore da salvaguardare è quello del lavoro e delle persone. Non si può immaginare un percorso di rilancio industriale che metta in conto fin dall’inizio l’esclusione di oltre la metà dei dipendenti. La tutela occupazionale deve rappresentare il criterio prioritario di qualsiasi operazione di cessione e rilancio dell’azienda. Per questo chiediamo che il bando venga immediatamente modificato, introducendo condizioni che garantiscano il mantenimento del maggior numero possibile dei livelli occupazionali e che impegnino i soggetti interessati a presentare un piano industriale serio e credibile, fondato sulla continuità produttiva e sulla valorizzazione delle professionalità presenti».
I due esponenti chiedono inoltre la convocazione urgente della Terza Commissione consiliare del Comune dell’Aquila.
«Riteniamo indispensabile affrontare con urgenza una vertenza che coinvolge decine di famiglie e un’importante realtà produttiva del territorio. Devono essere convocati e ascoltati tutti i soggetti che hanno concorso alla predisposizione del bando e che sono coinvolti nella procedura, affinché si faccia piena chiarezza e si individuino soluzioni che abbiano al centro la salvaguardia dell’occupazione».
Per Verini e Padovani, la vicenda non può essere ridotta a una semplice operazione economica.
«La vertenza Aura non può trasformarsi in una mera operazione economica e patrimoniale. Il futuro di circa sessanta lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie deve rappresentare la priorità assoluta. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire perché nessuno può ritenere accettabile che più della metà dei dipendenti venga lasciata senza prospettive. Il lavoro viene prima di tutto e il bando va corretto immediatamente».
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