01 Luglio 2026 - 17:07:37
di Redazione
L’Amministrazione comunale e la Polizia locale di Tagliacozzo intervengono con fermezza per fare chiarezza sull’episodio avvenuto domenica sera durante la processione di San Vincenzo Ferrer, smentendo i toni allarmistici diffusi sui social dal direttivo dell’Associazione Complesso Bandistico Città di Tagliacozzo e ripresi dalla stampa locale.
Dall’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dal Comandante della Polizia locale, Tenente Paolo Pascucci, l’evento non risulta affatto come un «tentativo di strage o di gravissimo incidente», bensì come una «manovra avventata da parte di un automobilista che, all’esito delle indagini, qualora la legge lo preveda, sarà sanzionato».
La nota di protesta inviata al Comune dai referenti della banda – recante le firme di Damiano Pendenza, Matteo Livan, Franco De Sanctis, Alberta Tabacco, Paolo Casale, Massimo Donati e Adele Gagliardi – contiene considerazioni che, secondo l’Ente, rischiano di ingenerare una percezione errata nei cittadini in merito alle responsabilità. Dal Comune viene infatti ricordato che «se un automobilista non rispetta il limite di velocità o non si ferma ad uno stop, la colpa non è dell’autorità preposta o delle forze dell’Ordine, ma di chi compie il reato». Viene inoltre precisato come sia «impossibile tenere vigilato con personale e mezzi ogni metro del territorio affidato alle responsabilità del comune e delle forze dell’ordine e, per le note carenze di personale e di risorse economiche, è impossibile prevedere il presidio di ogni incrocio in occasione di tradizionali processioni». L’alternativa, qualora non si potessero garantire tutte le richieste dei firmatari, sarebbe «il diniego dell’autorizzazione», fermo restando che l’organizzazione delle processioni ricade «nelle dirette responsabilità organizzative dell’Autorità religiosa».
Nel merito specifico dell’accaduto, il sindaco Vincenzo Giovagnorio ha voluto smontare le tesi della denuncia, secondo cui «l’intero incrocio non era presidiato da nessuna autorità preposta, nessun vigile, nessuna transenna e nessuna protezione per garantire l’incolumità dei fedeli».
Il primo cittadino ha sottolineato che «la cosa più grave è la manovra azzardata dell’automobilista che ha approfittato di un ampio varco nella processione – come documentato dalle immagini delle telecamere – transitando per attraversare l’incrocio e non attendere la sfilata dell’intero corteo». I filmati mostrano infatti «una ragguardevole distanza di circa 2 metri dalla prima fila della banda e l’attraversamento dell’automobile, così come la distanza tra gli ultimi fedeli già transitati e il mezzo che risulta superiore ai 3 metri». Di conseguenza, non risulta affatto «che si sia sfiorata la tragedia, così come forse evidenziato sulla scorta di un’eccessiva emozione da parte dei referenti della Banda».
L’Amministrazione ha confermato il corretto e attento operato dei tre agenti dislocati per l’occasione (Sandro Forzosi, Lavinia D’Angelo e Valeria Faccia) e l’efficace coordinamento del Comandante Pascucci, spiegando che l’incrocio era stato verificato all’inizio del corteo. Tuttavia, alla luce delle lamentele ricevute, il Comune sta ora valutando una stretta per il futuro: in vista del rilascio delle prossime autorizzazioni per eventi laici o religiosi, si valuta «l’evenienza futura di esigere dagli organizzatori di manifestazioni e cortei ulteriori misure, integrative a quanto già previsto dai piani di sicurezza, con la presenza di personale specializzato e dell’istallazione di “new jersey”, a garanzia della pubblica incolumità».
LAQTV Live