03 Luglio 2026 - 11:47:42

di Vanni Biordi

Presentato a L’Aquila, nella sala Ipogea del Palazzo dell’Emiciclo, l’accordo quadro tra la Regione Abruzzo e l’Agenzia Spaziale Italiana. Un passaggio che illustra nei contenuti un percorso già avviato e che punta a trasformare la space economy in un pezzo concreto dell’economia regionale, non in un’etichetta da convegno.

Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha parlato di un settore in cui l’Abruzzo può contare su «competenze scientifiche, industriali e tecnologiche di assoluto livello». Una frase che suona come un auspicio, ma che trova riscontro nei numeri emersi in questi mesi dal Distretto Aerospaziale Abruzzo, nato poco più di un anno fa e già capace di aggregare decine di imprese attive nel comparto.

Marsilio insiste su un punto che merita di essere preso sul serio. Lo spazio, dice, non è «una realtà lontana, riservata a pochi ricercatori». Dai sistemi di navigazione ai servizi di sicurezza, fino alla gestione del territorio, lo spazio è già dentro la vita quotidiana. È un modo per spiegare perché una regione di dimensioni medie come l’Abruzzo abbia deciso di puntare su un settore che fino a poco tempo fa sembrava riservato a poche grandi potenze industriali.

L’interesse non resta confinato ai confini regionali. Marsilio ha raccontato di un incontro a Bruxelles con la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, che avrebbe manifestato la volontà di studiare e replicare il modello abruzzese. Un segnale che, se confermato nei fatti, varrebbe più di molte dichiarazioni di intenti.

L’accordo con l’ASI serve proprio a dare struttura a questo percorso, sostenendo il trasferimento tecnologico e la partecipazione delle imprese ai programmi nazionali ed europei. Il convegno che ha accompagnato la firma, intitolato «Road Map strategiche e tecnologiche dello Spazio e competenze del territorio», ha riunito ASI, ESA, EUSPA, Leonardo e il mondo accademico.

Resta una domanda di fondo. Gli accordi quadro, per loro natura, fissano intenzioni più che risultati. La vera partita si gioca ora, nella capacità di trasformare protocolli e distretti in commesse, brevetti e posti di lavoro stabili. È qui che si misurerà se l’Abruzzo dello spazio è un progetto industriale o solo una buona intenzione. Un accordo come questo non serve a nulla se il geometra di un piccolo comune non ha gli strumenti normativi o le competenze tecniche per tradurre quei dati in una delibera urbanistica o in un piano di evacuazione. La vera rivoluzione avviene in orbita ma deve avvenire anche negli uffici tecnici dove il dato deve diventare un atto amministrativo.

Se non semplifichiamo i processi decisionali locali il progetto rimarrà soltanto una bellissima mappa colorata su uno schermo di alta qualità. Per chi vuole partecipare le indicazioni sono chiare. Le imprese devono monitorare il sito web del distretto e il canale LinkedIn ufficiale per rispondere alle chiamate del programma Open Innovation. Le startup possono già richiedere l’accesso alla piattaforma Space Lab per testare i propri componenti nei laboratori universitari di ottica e sensoristica. In buona sostanza, l’accordo tra la Regione Abruzzo e l’Agenzia Spaziale Italiana segna l’inizio di una fase operativa che richiede pragmatismo e velocità di esecuzione.

«L’economia dello spazio rappresenta una delle più importanti sfide industriali dei prossimi decenni e l’Abruzzo possiede tutte le caratteristiche per esserne protagonista. Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha riportato al centro una politica industriale fondata sulla ricerca, sull’innovazione e sul rafforzamento delle filiere strategiche del Paese. L’accordo quadro tra la Regione Abruzzo e l’Agenzia Spaziale Italiana va esattamente in questa direzione e rappresenta un’opportunità concreta per il nostro territorio», ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris.

«Parlare di aerospazio oggi – prosegue Liris – significa parlare di occupazione qualificata, trasferimento tecnologico, competitività delle imprese e opportunità per i giovani. L’Abruzzo può contare su un patrimonio di competenze scientifiche, industriali e accademiche di assoluto valore che, grazie a una forte collaborazione tra istituzioni, università, centri di ricerca e sistema produttivo, può consolidarsi come uno dei principali poli italiani della space economy».

«Come parlamentare eletto in Abruzzo continuerò a sostenere, anche nell’ambito della Commissione Bilancio del Senato, tutte le iniziative che valorizzano le eccellenze del nostro territorio e rafforzano la competitività del sistema produttivo regionale. Investire nell’aerospazio significa investire nel futuro dell’Italia e offrire ai nostri giovani nuove opportunità di lavoro qualificato senza essere costretti a lasciare la propria terra».

«Le iniziative presentate dal Distretto Aerospaziale Abruzzo nel corso del convegno ‘Road Map strategiche e tecnologiche dello Spazio e competenze del territorio’ rappresentano un passaggio importante per consolidare una filiera che può diventare uno dei principali motori di sviluppo del nostro territorio. Progetti come il Digital Twin Abruzzo, Space Lab e la DAAB Academy dimostrano la capacità di tradurre innovazione, ricerca e formazione in strumenti concreti per la nostra crescita – ha detto anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi -. Per questo desidero ringraziare la Regione Abruzzo e l’assessore Tiziana Magnacca, che hanno saputo mettere quel pragmatismo necessario per trasformare una visione in un progetto concreto. Quella dell’aerospazio è una rivoluzione che, diversamente da quelle che l’hanno preceduta, non spoglierà le aree interne, ma darà loro un nuovo impulso. Ora occorre legare il lavoro del Distretto Aerospaziale Abruzzo alla formazione del capitale umano. L’Abruzzo è tra le regioni con i migliori risultati sul fronte della dispersione scolastica e della formazione universitaria: dobbiamo avvicinare sempre prima i giovani al mondo del lavoro attraverso un grande patto tra istituzioni pubbliche, università, centri di ricerca e imprese. Solo così potremo costruire un futuro migliore per questa terra».