05 Luglio 2026 - 14:29:39

di Redazione

C’è un Abruzzo Liberty che si muove tra due respiri: quello luminoso dell’Adriatico e quello più raccolto delle città storiche dell’entroterra. È un Liberty che non sempre alza la voce, ma lascia tracce profonde nelle facciate, nei villini, nei balconi in ferro battuto, nei bassorilievi, nelle vetrine, nei teatri, nelle palazzine borghesi e nei dettagli decorativi che, tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento, raccontarono il desiderio di modernità di una regione in trasformazione. Dall’8 al 14 luglio 2026 Art Nouveau Week porta in Abruzzo un programma diffuso dedicato al Liberty e alle arti decorative, dentro il festival internazionale promosso dall’associazione Italia Liberty e curato dal professor Andrea Speziali. Le città coinvolte sono Atri, Giulianova, Guardiagrele, Lanciano, L’Aquila, Penne, Pescara, Sulmona e Teramo, in un itinerario che attraversa borghesia, mare, artigianato, cinema, memoria urbana e paesaggio.

A dare ulteriore forza simbolica all’edizione 2026 c’è anche il francobollo celebrativo “L’Art Nouveau in Italia”, prodotto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito della serie tematica “Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano”. Si tratta della prima emissione nella storia postale italiana dedicata all’Art Nouveau, un riconoscimento istituzionale che consacra la stagione Liberty come parte integrante dell’identità culturale del Paese. Il bozzetto del francobollo è stato realizzato dall’artista Andrea Speziali, curatore del festival e presidente dell’associazione Italia Liberty.

Il tema generale dell’ottava edizione, “Il Mare”, in Abruzzo trova una doppia interpretazione. A Pescara e Giulianova diventa linea di costa, luce dell’alba, villeggiatura, pineta, stabilimenti, ville private e città giardino. A L’Aquila, Sulmona, Guardiagrele, Lanciano, Atri, Penne e Teramo diventa invece un’onda culturale che arriva nell’entroterra, portando con sé il gusto europeo dell’Art Nouveau e adattandolo a un paesaggio urbano fatto di pietra, mattoni, ferro battuto, intonaco, tradizioni artigiane e memorie medievali o rinascimentali. Il risultato è un Liberty abruzzese mai uniforme, ma proprio per questo ricco: marino e borghese sulla costa, più discreto e stratificato nelle città storiche.

Il cuore culturale del programma è a L’Aquila, venerdì 10 luglio alle 18, nella Sala Baiocco di Corso Vittorio Emanuele, con il convegno “Atmosfere Liberty nella Belle Époque aquilana”. Moderato da Sara Santella, PhD e membro del CdA dell’Associazione Italia Liberty, l’incontro prevede i saluti del consigliere comunale Leonardo Scimia e di Andrea Speziali, e mette al centro il rapporto tra Liberty, borghesia, cinema e restauro. Alessandro Ciuffetelli interviene sul Liberty aquilano tra borghesia e nuove richieste di modernità; Piercesare Stagni, presidente dell’Abruzzo Film Commission, affronta il cinema come vettore dell’ideale della Belle Époque; Pietro Petrella e Ludovica Petrella raccontano invece Sala Baiocco dal punto di vista delle strutture, del consolidamento, del restauro e dell’architettura. È un convegno che restituisce L’Aquila non come periferia del Liberty, ma come luogo dove la modernità si è innestata con misura dentro una città complessa, storica, stratificata.

Proprio L’Aquila apre il calendario delle visite mercoledì 8 luglio alle 17 con “Alla ricerca della borghesia”. Il percorso racconta un Liberty adattato all’entroterra montano, lontano dalle forme più appariscenti delle località costiere. Qui gli edifici integrano l’innovazione stilistica nel contesto urbano senza alterarne la fisionomia: villette borghesi, palazzine urbane, torrette, logge, balconi eleganti, pietra, mattoni, ferro battuto e intonaco diventano i segni di una classe sociale nuova, colta, desiderosa di esprimere prestigio e modernità senza rinnegare il carattere della città. Tra gli esempi più significativi viene indicata Villa Nurzia, in viale Francesco Crispi, forse la dimora più rappresentativa del modernismo aquilano. L’Aquila torna poi nel programma domenica 12 luglio con “Esempi di un’Italia votata alla borghesia” e martedì 14 luglio con “Liberty: eleganza e modernità nella terra immortale”, due itinerari che insistono sul rapporto fra tradizione e futuro, fra città medievale e barocca e nuova sensibilità decorativa.

Il volto marino dell’Abruzzo si accende invece a Pescara, mercoledì 8 luglio alle 7, con “Una nuova regia del Liberty al mare”. È una visita all’alba, pensata per cogliere colori e bassorilievi in una luce più autentica. L’itinerario parte dalla zona della Cattedrale di San Cetteo e porta alla riscoperta di edifici simbolo come il Teatro Michetti, le ville private lungo viale D’Annunzio e Palazzo Imperato, considerati tra le testimonianze più significative del Liberty pescarese. Qui si incontrano i nomi di Antonino LiberiNicola Simeone e Vicentino Michetti, architetti e protagonisti di una stagione in cui Pescara ambiva a costruire il proprio volto moderno. Palazzo Imperato, realizzato nel 1926 all’incrocio tra Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele II, con la facciata decorata da linee sinuose e motivi floreali, continua a dominare l’ingresso del corso principale come segno della borghesia cittadina. Poco distante, Palazzo Michetti e l’adiacente Teatro Michetti raccontano l’amore per la musica, lo spettacolo e la bellezza di una Pescara che voleva essere piccola capitale culturale dell’Adriatico.

Pescara torna venerdì 10 luglio alle 18.30 con “Dal giglio di mare alle ville. Eleganti atmosfere”, itinerario verso la Pineta Dannunziana, cuore della “città giardino” immaginata da Antonino Liberi. In questa parte della città, un tempo paludosa e poi trasformata in zona di villeggiatura e benessere, prende forma un modello urbano fatto di viali alberati, orti, giardini e piccole ville immerse nel verde. Il fulcro è il Kursaal Marino, poi Palazzo dell’Aurum, il cui nome, ideato da Gabriele D’Annunzio, lega la città al mare e alla luce. Inaugurato nel 1910 come stabilimento balneare per le famiglie più agiate, trasformato poi in distilleria e ampliato nel 1938 da Giovanni Michelucci, l’Aurum diventa il simbolo di una Pescara capace di attraversare Liberty, razionalismo, industria e cultura. Il percorso incontra poi Villa AntoniettaVilla Geniola, il Villino Di Girolamo e il Villino Cipollone Marino, tra motivi vegetali, forme geometriche, bassorilievi marini, piastrelle di Castelli, colonne e parapetti fioriti. Lunedì 13 luglio, con “Il volto elegante della Pescara d’inizio Novecento”, la città viene riletta anche attraverso la ferrovia, i caffè, i balconi in ferro battuto, gli stabilimenti balneari in legno e le prime palazzine a tre piani del futuro Corso Umberto.

Sulmona, mercoledì 8 luglio alle 10.30, il festival propone “La regina del Liberty”. Il titolo non è casuale: pur essendo una città dell’entroterra, legata a un impianto medievale e rinascimentale, Sulmona conserva una concentrazione sorprendente di edifici in stile Liberty rispetto ad altri centri interni dell’Abruzzo. Qui il Liberty non domina la scena, ma si inserisce come elemento di distinzione sociale: palazzine di prestigio, facciate, vetrine, balconi e dettagli ornamentali testimoniano l’ascesa di commercianti, professionisti e funzionari pubblici che, tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento, cercarono una nuova immagine urbana. Domenica 12 luglio “Dai negozi alle palazzine. L’epoca felice della Belle Époque” amplia il racconto alla vita commerciale, mentre martedì 14 luglio “Passeggiata tra le eleganze floreali di Sulmona” restituisce una città di balconi sinuosi, inferriate decorate con tralci vegetali, vetrine ornate e facciate che sembrano aprirsi alla luce come petali. Sulmona diventa così una piccola capitale dell’eleganza discreta, dove la modernità passa dalla scala minuta del dettaglio.

Giovedì 9 luglio il programma raggiunge Guardiagrele con “Forme e volumi del modernismo”. Qui il Liberty è raccontato come fusione tra tradizione locale e innovazione internazionale. Le facciate, i balconi in ferro battuto, le vetrate colorate e le decorazioni floreali dialogano con l’architettura medievale e rinascimentale del centro storico. Un esempio indicato dal programma è Casa Liberatoscioli, in via Modesto della Porta, dove il nuovo gusto si intreccia con le radici del borgo senza snaturarne l’identità. Guardiagrele mostra un Liberty artigiano, legato alla maestria locale nel ferro e nel legno: non semplice ornamento, ma modo di interpretare la modernità attraverso la bellezza quotidiana.

Lo stesso giorno, alle 16.30, Lanciano accoglie “L’anima Liberty dei maestri artigiani abruzzesi”. Il percorso si concentra su ville private, facciate decorate con motivi floreali, finestre sinuose, ferro battuto e ceramica. Tra gli edifici citati figurano Villino Bomba Villante in viale della Rimembranza, Villa D’Alessandro in viale Cappuccini, Casa Boccongella in piazza Garibaldi e Casa Nicola Petrosemolo. A Lanciano il Liberty diventa manifesto di una città aperta alle influenze europee, ma capace di rielaborarle attraverso maestranze locali. Gli elementi vegetali stilizzati, le ringhiere, gli stucchi e le decorazioni raccontano un’epoca in cui la bellezza era parte della vita quotidiana, non un lusso distante.

Venerdì 10 luglio, alle 7, il festival si sposta a Giulianova con “Ville e Palazzi all’insegna del floreale”. In una località balneare dell’Adriatico, dove il turismo cominciava ad affermarsi come fenomeno sociale e culturale, il Liberty trovò un terreno ideale. Linee morbide, colori pastello, decori floreali, balconi in ferro battuto, vetrate colorate e cornici sinuose raccontano una città che si preparava ad accogliere i primi villeggianti borghesi. Il Liberty giuliese non è soltanto estetica: è il segno di un progresso ottimista, della voglia di leggerezza e di una nuova cultura della villeggiatura.

Sempre venerdì 10 luglio, alle 10.30, Teramo propone “Belle Époque in provincia: la rivoluzione del gusto a Teramo”. Qui il Liberty viene letto come vera rivoluzione estetica arrivata nell’ultimo ventennio dell’Ottocento, quando la città cominciò ad ampliarsi oltre il perimetro medievale. Dopo secoli di forme classiche e neorinascimentali, architetti e artisti cercarono un linguaggio nuovo ispirato alla natura, alla linea fluida, al movimento vitale di piante e fiori. Palazzo Castelli, in Corso Vincenzo Cerulli, viene indicato come l’esempio più significativo di arte Liberty in città. Teramo mostra così il volto di una provincia che voleva sentirsi parte dell’eleganza europea, portando il bello non solo nei palazzi, ma anche nei cancelli, nelle vetrate, nelle ringhiere, nei mobili e nelle insegne.

Sabato 11 luglio il programma arriva ad Atri con “Da Palazzo De Albentiis alle forme novecentesche”, primo percorso guidato alla scoperta della città in chiave modernista. Antichissimo centro vestino con una forte identità medievale e rinascimentale, Atri visse all’inizio del Novecento una fase di rinnovamento urbano e sociale. Il Liberty si manifesta nelle raffinate decorazioni di Palazzo De Albentiis e in altri segni che raccontano l’apertura della città alle correnti culturali europee. Non è un Liberty appariscente, ma un linguaggio misurato, capace di portare aria di modernità dentro una città d’arte profondamente legata alla propria storia.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, Penne ospita “Dalle vetrine alle decorazioni”. Qui il modernismo non si manifesta tanto con grandi edifici monumentali quanto con dettagli: una profumeria in Corso Emilio Alessandrini, un edificio residenziale in via Dante, vetrine, balconi, cornici, decorazioni pittoriche e floreali. Il Liberty pennese cresce nella scala minuta, nel negozio, nella bottega, nella vetrina che diventa scena e comunicazione. È un capitolo importante perché restituisce il Liberty come arte applicata, artigianato artistico, grafica urbana e gusto commerciale, capace di fondere tradizione e modernità con misura e sobrietà.

Accanto alle visite, L’Aquila ospita due esperienze tematiche di forte impatto. Mercoledì 8, giovedì 9 e domenica 12 luglio alle 21, nella cornice di Sala Baiocco, si svolge il “Festival del Cinema Muto”, con proiezioni di pellicole d’epoca come “Cabiria” di Giovanni Pastrone, “Il Monello” di Charlie Chaplin e “Il Cameramen” di Buster Keaton, in collaborazione con L’Aquila Young e L’Aquila Film Festival, guidati da Piercesare Stagni. La rassegna apre anche al contemporaneo con il corto d’autore “Isolesque” di Giovanni Berardi, prodotto dall’Associazione Culturale FilmAQuì, costruendo un ponte tra memoria cinematografica e nuove forme espressive. Sabato 11 luglio, dalle 18 alle 20, sempre a Sala Baiocco, “Sala Baiocco nella Belle Époque: atmosfere liberty e immersione nel sogno di inizio secolo” riporta in vita l’eleganza della Belle Époque attraverso danze, costumi, profumi, suggestioni d’epoca e gastronomia. La Compagnia di Danza Storica Chieti, guidata da Ornella di Tondo, accompagna il pubblico in un viaggio tra rituali sociali, abiti, trucco, parrucco, locandine d’epoca e sapori ispirati al primo Novecento.

Un ruolo importante è affidato anche alle “Visioni Art Nouveau nel disegno dal vero”, attività di sketching en plein air che trasformano il pubblico in osservatore attivo. A Sulmona si disegnano case, palazzi e vetrine tra viale Teofilo Patini, viale Roosevelt, Corso Ovidio, via Circonvallazione Occidentale, via Manlio D’Eramo e viale Stazione Centrale. A L’Aquila, lunedì 13 luglio alle 18, il ritrovo è in viale Francesco Crispi davanti a Villa Nurzia. A Giulianova, martedì 14 luglio alle 18, il disegno dal vero si concentra su Villa Castelli-Montano, in via dello Splendore. Disegnare questi edifici significa rallentare lo sguardo, seguire una linea, riconoscere un fregio, una cornice, un balcone, una vetrina: è una forma di educazione estetica e, insieme, una pratica di tutela.

Infine, l’Abruzzo partecipa anche alla sezione delle sculture Liberty di sabbia, con Pescara, nella spiaggia libera di viale della Riviera 99. È un gesto coerente con il tema dell’edizione 2026: il mare non è soltanto sfondo, ma materia. La sabbia diventa supporto effimero per reinterpretare l’Art Nouveau in chiave contemporanea, tra forme organiche, linee curve, motivi floreali e suggestioni marine. Il Liberty esce così dai palazzi e torna sul litorale, nel punto in cui l’Adriatico incontra la creatività pubblica.

L’Abruzzo entra dunque nell’Art Nouveau Week 2026 come una regione di contrasti armonici. L’Aquila racconta il Liberty della borghesia urbana, adattato alla città storica e alla sua solidità montana; Pescara restituisce la modernità adriatica, tra teatri, palazzi, ville, pineta e città giardino; Sulmona si conferma regina discreta del Liberty interno; Guardiagrele e Lanciano mostrano la forza degli artigiani e delle tradizioni locali; Giulianova porta il floreale dentro la villeggiatura balneare; Teramo racconta la provincia che guarda all’Europa; Atri e Penne dimostrano che il Liberty può vivere anche nei dettagli minimi, nelle vetrine, nei balconi, nelle facciate che chiedono soltanto di essere guardate.

In questa prospettiva, Art Nouveau Week non è soltanto una rassegna di appuntamenti, ma un invito a rileggere l’Abruzzo come archivio vivo della Belle Époque. Dietro un teatro, una villa, una palazzina, una vetrina, un bassorilievo, una scultura di sabbia o una sala storica, si riconosce la storia di un territorio che, tra mare e montagne, cercò il futuro attraverso la bellezza.