06 Luglio 2026 - 10:27:58
di Tommaso Cotellessa
Il primo articolo della Carta costituzionale stabilisce in maniera incontrovertibile che, all’interno della nostra Repubblica, la «sovranità appartiene al popolo». Un principio di straordinaria potenza che obbliga ogni forma del potere a dare ascolto e prestare attenzione alle istanze della cittadinanza, ai suoi bisogni e alle sue opinioni. I latini, in maniera molto più sprezzante dicevano «Vox populi vox dei», facendo riferimento alla rilevanza del gradimento dell’opinione pubblica rispetto a leader e uomini di potere.
Proprio forti di questa rapida premessa ci accostiamo alla classica Governance poll 2026 realizzata, puntuale come ogni anno, da Noto sondaggi per il Sole 24 Ore.
Oltre al coronamento di Sara Funaro, sindaca di Firenze, a primo cittadino più apprezzato d’Italia, con un gradimento del 66%, +5,4% rispetto al giorno delle elezioni, la prima volta per una donna, è interessante analizzare le posizioni abruzzesi, tutt’altro che trascurabili.
Ben posizionato all’interno della top 10 dei primi cittadini c’è il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che si classifica al 6° posto a livello nazionale con un incremento dell’1% rispetto all’anno scorso e un balzo in avanti del 6,6% rispetto all’anno dell’elezione. Meglio di lui ha fatto solo il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha fatto registrare un +6,8% dall’anno dell’elezione a oggi.
Commentando l’ottimo posizionamento Biondi ha dichiarato: «Il sesto posto nella classifica nazionale dei sindaci è certamente motivo di soddisfazione, ma il dato che considero davvero più significativo è un altro: l’aumento del consenso di 6,6 punti rispetto al giorno dell’elezione, uno dei più alti registrati in Italia. Un risultato che assume un valore particolare perché arriva al nono anno di amministrazione e dimostra che il rapporto di fiducia con i cittadini non si è affievolito né semplicemente stabilizzato nel tempo, ma ha continuato a rafforzarsi. Ricevo questo riconoscimento con gratitudine e con il senso di responsabilità che deriva dall’onore di guidare una città come L’Aquila».
Per trovare un altro abruzzese bisogna scorrere parecchie posizioni, fino a raggiungere il 41° posto, occupato dal sindaco di Pescara Carlo Masci che guadagna un punto percentuale nell’ultimo anno. Rispetto all’anno della sua elezione l’incremento di gradimento viene calcolato al 3,1%.
Il peggiore fra i primi cittadini abruzzesi, considerando l’assenza del Comune di Chieti non presente nella classifica in quanto vengono esclusi gli eletti nel 2016 al primo mandato, è sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto , che scende alla 77ª posizione con un calo annuo del 7%, mentre rispetto al giorno dell’elezione, il calo è del 5,5%.
Sul fronte dei governatori, in un contesto dinamico che vede in testa due governatori al primo mandato, Antonio Decaro presidente della Puglia, con il 66% di gradimento, seguito da Alberto Stefani presidente del Veneto, con il 65%, si mantiene stabile il consenso riconosciuto al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio che, guadagnando uno 0,5% rispetto allo scorso anno, resta al 13° posto, registrando però un calo del 3% rispetto al 2024, anno dell’elezione.
Il Governance Poll 2026 ha preso in considerazione 92 comuni capoluogo di provincia e le Regioni in cui vige la regola dell’elezione diretta. Non sono stati testati i Comuni di Caserta, attualmente sciolto e quelli in cui si è votato nel 2026 in cui non è stato rieletto il sindaco uscente. Le interviste sono state effettuate tra aprile e giugno 2026 utilizzando sistemi misti: Cati e Cawi. La numerosità campionaria in ogni Regione è stata di 1.000 soggetti e di 600 elettori in ogni Comune, disaggregati per genere, età ed area di residenza.
«L’appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini. Due primi cittadini su tre perdono consenso – ha spiegato Antonio Noto, direttore dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi che ha condotto l’indagine per Il Sole 24 Ore – non è una semplice oscillazione statistica, ma il sintomo di un cambiamento profondo. L’elezione diretta aveva conferito al sindaco autorevolezza politica, capacità decisionale e un rapporto privilegiato con i cittadini. Oggi entrano sempre di più nella valutazione temi come disagio sociale, costo della vita, crisi economica e marginalità urbana. A questo si aggiunge una seconda trasformazione. Il cittadino giudica sempre meno ciò che vede realizzato e sempre di più ciò che percepisce. La percezione del degrado, dell’incertezza economica o della perdita di qualità della vita pesa ormai quanto, se non più, delle opere pubbliche inaugurate, dei bilanci in ordine o degli investimenti realizzati. In questo scenario amministrare è diventato molto più complesso. Non basta governare bene, occorre anche riuscire a trasmettere fiducia. Il consenso non dipende soltanto dalla capacità di realizzare interventi, ma dalla possibilità di rassicurare una comunità che vive una fase di forte instabilità», così conclude il sondaggista.
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