06 Luglio 2026 - 15:50:32

di Martina Colabianchi

La Giunta comunale dell’Aquila ha deciso di sospendere la compartecipazione ai servizi sociali fino al 30 novembre, accompagnandone l’entrata in vigore «con un percorso di salvaguardia delle famiglie più fragili, affinché nessuno sia costretto a rinunciare a un servizio per ragioni economiche. Particolarmente significativo è il riscontro positivo ricevuto dalle associazioni che rappresentano le persone con disabilità, che hanno accolto favorevolmente il percorso avviato dall’Amministrazione, esprimendo un convinto apprezzamento per la scelta di introdurre misure di tutela e di accompagnamento rivolte ai nuclei più fragili. È un riconoscimento importante, che conferma la bontà di un metodo fondato sul dialogo, sull’ascolto e sulla condivisione delle scelte con chi vive quotidianamente i bisogni del territorio».

Lo hanno spiegato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e l’assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini.

«Allo stesso tempo abbiamo deciso di investire con convinzione sul sistema dei nidi convenzionati, riconoscendo il valore di un servizio che rappresenta uno dei principali strumenti di sostegno alla genitorialità, di promozione dell’occupazione femminile e di crescita educativa dei bambini». concludono.

Il primo provvedimento, in particolare, avvia il percorso per accompagnare l’entrata in vigore del nuovo sistema di compartecipazione ai servizi sociali attraverso l’individuazione di misure economiche agevolative e compensative rivolte, in particolare, ai nuclei familiari con minori e alle persone in condizioni di maggiore fragilità, così da evitare che il peso economico possa tradursi nella rinuncia ai servizi.

Con la seconda Deliberazione viene invece adeguato il corrispettivo riconosciuto ai nidi d’infanzia privati convenzionati a partire dall’anno educativo 2026/2027, garantendo la sostenibilità del sistema integrato pubblico-privato, la qualità dell’offerta educativa e la continuità di un servizio sempre più richiesto dalle famiglie aquilane. 

Le decisioni della Giunta sono state accolte con favore anche dai consiglieri di opposizione, che però evidenziano come si tratti solo di una sospensione e non di una soluzione ai problemi esistenti.

Non si tratta, inoltre, di un primo rinvio. «C’era infatti già stata una sospensione della compartecipazione e, come opposizione, avevamo ottenuto dalla Giunta l’impegno di utilizzare quel tempo per costruire una soluzione definitiva. Invece si è arrivati nuovamente all’ultimo giorno utile per annunciare un’altra sospensione. Da luglio 2025 a oggi l’amministrazione non è riuscita a fare di meglio», scrivono in una nota i consiglieri Paolo Romano, Stefania Pezzopane, Lorenzo Rotellini, Simona Giannangeli, Alessandro Tomassoni, Enrico Verini, Gianni Padovani, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Massimo Scimia, Stefano Albano e Stefano Palumbo.

«L’attuale sospensione, valida fino al 30 novembre, senza una prospettiva chiara rischia di trasformarsi nell’ennesimo rinvio e, considerati i tempi, anche in una scelta dal sapore elettorale. Le famiglie non hanno bisogno di propaganda, ma di certezze. L’unica nota positiva che rileviamo – proseguono – è che finalmente la politica si è assunta la responsabilità di una decisione attraverso una delibera. È quello che chiedevamo da tempo. Non era più accettabile lasciare ai dipendenti del Settore Politiche Sociali il peso di interpretare un regolamento senza un indirizzo politico chiaro. Le decisioni spettano alla politica, soprattutto quando riguardano le persone più fragili».

«Adesso, però, non ci sono più alibi. Serve un lavoro serio: quantificare il costo reale di ogni servizio, verificare il livello di copertura economica, differenziare gli interventi e reperire le risorse necessarie affinché il peso non ricada sulle famiglie. Inoltre, va alleggerito il carico per quelle famiglie con persone con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104 che non rientrano nelle soglie ISEE, ma hanno un reddito medio e devono far fronte a spese ormai insostenibili. Il Comune dispone anche del contributo straordinario per le maggiori spese e le minori entrate riconosciuto ogni anno dal Governo: quelle risorse devono essere utilizzate anche per rendere strutturale l’eliminazione della compartecipazione per le famiglie con persone con disabilità».

«Resta poi una grande ingiustizia che questa sospensione non risolve: la disparità tra under 64 e over 64. Se per i primi la sospensione evita realmente nuovi costi, per molti over 64 resta invece in vigore il precedente sistema tariffario, che in diversi casi è persino più oneroso della nuova compartecipazione. È un paradosso che non può essere ignorato. Continueremo, insieme alle associazioni e alle famiglie, a denunciare le numerose criticità di un regolamento nato male e a proporre scelte definitive, coraggio politico e una visione chiara – concludono -, sempre più necessaria nelle politiche sociali cittadine».