11 Luglio 2026 - 11:45:23
di Angelo Liberatore
A fine ottobre si potrebbe pensare di riportare degli eventi dentro il teatro comunale dell’Aquila, principale polo culturale cittadino che ad oggi ancora manca all’appello della ricostruzione e restituzione alla comunità.
Dunque i lavori stanno andando avanti, la riapertura del Comunale è più vicina e c’è anche il periodo di massima.
La previsione è dell’architetto Antonio Di Stefano ed è arrivata dal sottopalco di un altro teatro aquilano, il San Filippo recentemente riaperto.
«Lo avevamo detto: il teatro lo riapriremo entro fine anno, l’architetto Di Stefano ha preventivato fine ottobre come conclusione dei lavori – il parere del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi -. Siamo abbastanza fiduciosi che prima dell’arrivo dell’inverno potremo fare una grande festa di restituzione di questo luogo alla comunità».
L’ipotesi di cronoprogramma per il teatro Comunale è arrivata in occasione della presentazione alla stampa del progetto “Inside Out“, firmato dal fotografo francese JR.
Si tratta di una installazione ospitata in Piazza Duomo e che mette al centro duemila scatti di volti di cittadini aquilani e del cratere.
«Un progetto – ha detto il Sindaco Pierluigi Biondi – che vuole raccontare storie e percorsi di vita, inserendosi nel solco delle attività che fanno dialogare L’Aquila con il territorio circostante».
A proposito degli eventi di Capitale della Cultura, poi, sempre il primo cittadino ha certificato come questi non si esauriranno al 31 dicembre 2026, ossia con la fine dell’anno in cui il titolo è stato assegnato all’Aquila.
Il motivo è duplice, pratico da un lato e strategico dall’altro.
Anzitutto ci saranno delle manifestazioni che, a livello cronologico, andranno a superare la scadenza di fine anno.
E poi, cosa ancora più importante, Capitale della Cultura lascerà all’Aquila una eredità ed una vocazione.
«Abbiamo gettato le basi per qualcosa di più importante di una somma di eventi e di performance, per quanto di caratura nazionale e internazionale – ha detto ancora Biondi -. Abbiamo instillato la consapevolezza che L’Aquila è capace di fare cultura, che L’Aquila può fare anche progetti ambiziosi, penso ad esempio al fatto che il Governo abbia comprato l’Ecce Homo di Antonello Da Messina e che questo sia finito nella collezione permanente del Munda. È una cosa straordinaria, al di là del valore in sé dell’opera. È il fatto che qualcuno investa su L’Aquila e che L’Aquila sia in grado di ripagare questi investimenti. È questo il lascito più importante di Capitale italiana della Cultura».
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