15 Luglio 2026 - 18:30:53

di Redazione

«Il nuovo Provveditorato regionale Abruzzo-Molise rappresenta un’opportunità per il territorio, ma non può essere realizzato impoverendo ulteriormente gli organici delle carceri abruzzesi, già gravemente sottodimensionati».

È la posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) al termine della riunione che si è svolta al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dedicata all’istituzione del nuovo PRAP.

Il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, intervenendo davanti al Vice Capo del DAP, ha posto con fermezza il tema della cronica carenza di personale che interessa gli istituti penitenziari dell’Abruzzo, evidenziando come ogni scelta organizzativa debba partire dalla tutela dell’efficienza operativa delle carceri e del lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria.

«Non possiamo accettare – afferma Capece – che la nascita del nuovo Provveditorato avvenga sottraendo risorse umane agli istituti penitenziari già allo stremo. Sarebbe una scelta miope che finirebbe per compromettere la sicurezza delle carceri, aggravare i carichi di lavoro del personale e penalizzare un Corpo che continua a garantire, con professionalità e spirito di servizio, legalità e sicurezza nonostante organici insufficienti e condizioni operative sempre più difficili».

Il SAPPE ha inoltre contestato con decisione il ricorso ai recenti distacchi di personale presso il distaccamento di Pescara, giudicati privi della necessaria trasparenza. «Le assegnazioni devono avvenire nel pieno rispetto delle regole e attraverso procedure chiare e imparziali. Ogni scelta diversa rischia di alimentare sfiducia, tensioni e mortificare il personale che ogni giorno opera negli istituti con enormi sacrifici», sottolinea il leader del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il Segretario Regionale SAPPE Abruzzo, Ninu, che ha ribadito come l’Abruzzo sia già oggi tra le realtà maggiormente penalizzate sotto il profilo degli organici. L’ipotesi di destinare 24 unità al nuovo PRAP, senza un contestuale incremento del personale attraverso la mobilità nazionale prevista per ottobre, rischia di mettere definitivamente in crisi gli istituti della regione.

Per questo il SAPPE ha chiesto al Dipartimento un impegno preciso affinché la prossima mobilità nazionale assegni all’Abruzzo un numero adeguato di unità, consentendo l’avvio del nuovo Provveditorato senza sottrarre personale ai servizi operativi.

«Il SAPPE vigilerà con la massima attenzione sull’attuazione degli impegni assunti dall’Amministrazione», conclude Capece. «La Polizia Penitenziaria non può essere considerata un serbatoio dal quale attingere personale per risolvere problemi organizzativi. Prima vengono la sicurezza degli istituti, l’efficienza del servizio e la dignità professionale delle donne e degli uomini del Corpo. Ci aspettiamo che il Dipartimento dia seguito ai fatti e che il Ministero della Giustizia accompagni la nascita del nuovo PRAP con un reale potenziamento degli organici. Solo così sarà possibile coniugare l’efficienza amministrativa con la sicurezza delle carceri e la tutela del personale di Polizia Penitenziaria».