16 Luglio 2026 - 17:10:09

di Redazione

La Polizia di Stato ha reso noto il calendario degli autovelox mobili attivi fino a domenica 19 luglio 2026. I controlli interesseranno autostrade, raccordi, strade statali e provinciali in tutta Italia. La pubblicazione anticipata delle postazioni serve a prevenire gli incidenti, non a sorprendere gli automobilisti.

Conoscere le strade controllate non autorizza a correre altrove. I limiti vanno rispettati sempre, perché le apparecchiature mobili della Polizia Stradale si affiancano ai sistemi fissi, ai Tutor e ai controlli delle Polizie locali.

In Abruzzo il controllo si concentra interamente sulla provincia di Chieti. Sette arterie saranno sottoposte a verifica. Il Raccordo autostradale Chieti-Pescara, la SS16 Adriatica, la SS649 di Fondo Valle Alento, la SS650 Fondo Valle Trigno, la SS652 di Fondo Valle Sangro, la SS714 Variante di Francavilla al Mare e la SP656 Val Pescara-Chieti. Tutte queste strade attraversano territori densamente popolati o collegano centri urbani importanti. La scelta è precisa. Le strade a scorrimento veloce nei pressi delle città registrano il maggior numero di incidenti. I fondovalle, in particolare, costituiscono la spina dorsale del traffico abruzzese e vedono passare ogni giorno migliaia di veicoli.

Il Codice della Strada fissa limiti precisi. Sulle autostrade si viaggia a 130 chilometri orari, che scendono a 110 in caso di maltempo. Sulle strade extraurbane principali il tetto è 110 chilometri orari, ridotto a 90 quando piove. Le strade extraurbane secondarie e locali ammettono al massimo 90 chilometri orari. In città il limite è 50, salvo deroghe segnalate a 70.

Le sanzioni pesano. Chi supera il limite fino a 10 chilometri orari paga da 42 a 173 euro. Tra i 10 e i 40 chilometri orari in più la multa sale da 173 a 695 euro e si perdono 3 punti dalla patente. Oltre i 40 e fino a 60 chilometri orari la sanzione oscilla tra 544 e 2.174 euro, con 6 punti in meno e sospensione della patente da uno a tre mesi. Chi sfonda il muro dei 60 chilometri orari in più rischia da 847 a 3.389 euro, perde 10 punti e la patente viene ritirata da sei a dodici mesi. In caso di recidiva entro due anni, la patente viene revocata. Neopatentati e conducenti professionali subiscono penalità ancora più severe.

La novità di questi giorni riguarda le regole sulle apparecchiature. Da domenica 12 luglio 2026 è in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che stabilisce i criteri di omologazione dei dispositivi per la rilevazione della velocità. Su circa 4.000 autovelox attivi in Italia, circa 850 non risultano in regola con i nuovi standard.

Il provvedimento elenca 25 modelli autorizzati a continuare a emettere sanzioni. Gli automobilisti possono verificare l’omologazione dell’apparecchiatura che li ha multati inserendo il codice accertatore sul sito del Ministero all’indirizzo velox.mit.gov.it. Le associazioni di consumatori hanno accolto con sollievo la norma, anche se la giudicano tardiva.

Il vero problema che pochi considerano è la distrazione, non la velocità in sé. Un conducente che rispetta il limite ma guarda il telefono, sistema il navigatore o mangia e beve mentre guida rappresenta un pericolo maggiore di chi supera di poco i 130 chilometri orari su una autostrada libera. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Automobile Club d’Italia indicano che la distrazione causa circa il 20 per cento degli incidenti stradali con esito mortale. Gli autovelox non rilevano chi scrive un messaggio o chi cerca una stazione radio. Il sistema punta su un solo fattore di rischio e ne ignora altrettanto letali.
La soluzione esiste ed è a portata di mano. Occorre integrare i controlli di velocità con campagne mirate sulla distrazione alla guida, usando le stesse risorse già impiegate per gli autovelox. Le pattuglie della Polizia Stradale potrebbero dedicare parte del tempo a verificare l’uso del telefono cellulare, specialmente nei pressi delle uscite autostradali e nei centri urbani. In Australia e in Gran Bretagna le forze dell’ordine utilizzano telecamere intelligenti in grado di rilevare i conducenti che non tengono le mani sul volante. L’Italia potrebbe avviare una sperimentazione simile nelle regioni a più alto tasso di incidentalità. Nel frattempo, ogni automobilista può agire da solo. Basta attivare la funzione non disturbare sullo smartphone prima di partire e sistemare il navigatore prima di mettere in moto. Costa zero euro e salva vite.

Questo offre un’occasione per ripensare le proprie abitudini al volante. Gli abruzzesi che percorreranno il Raccordo Chieti-Pescara o le strade statali del territorio chietino troveranno i controlli della Polizia Stradale. Il consiglio è semplice. Rispettate i limiti, tenete gli occhi sulla strada e le mani sul volante. La multa è sgradita, ma l’incidente è irreparabile. La prevenzione parte da ognuno di noi, ogni giorno, su ogni strada.