18 Luglio 2026 - 15:19:45

di Angelo Liberatore

Ottanta anni di storia ed attività ininterrotta per la società aquilana dei concerti “Bonaventura Barattelli”: un traguardo importante, che la municipalità (con in testa il sindaco Pierluigi Biondi) ha voluto festeggiare consegnando il sigillo della città ai vertici dell’ente musicale.

«Questo – dichiara il presidente della “Barattelli” Giorgio Battistelli – è un riconoscimento molto importante, che dà il giusto cono di luce sull’attività della Società dei Concetti, che in ottant’anni ha fatto un lavoro splendido diventando un faro ed un punto di riferimento del concertismo italiano e internazionale».

«Per cui – prosegue Battistelli – avere, da parte della della nostra amministrazione, un riconoscimento così importante significa che la cultura è entrata nella radice della città e si riconosce il lavoro che viene fatto in questo settore».

La cerimonia, svolta nella sala consiliare di Palazzo Margherita, ha rappresentato una pietra militare che racconta molto non solo della “Barattelli” stessa, ma anche dell’identità e della vocazione della città Capoluogo d’Abruzzo.

Nel 1946, infatti, L’Aquila era una città uscita dalla guerra da poco più di due anni, e che si stava ricostruendo anche a partire dal suo grande fervore culturale.

In questo substrato, il 18 di luglio, su iniziativa di Nino Carloni, cominciò in maniera ufficiale l’attività della società aquilana dei concerti “Bonaventura Barattelli”.

Oggi, ottanta anni dopo, L’Aquila vede all’ultimo miglio un’altra ricostruzione (quella post sisma 2009) ed ha sempre la cultura nel suo DNA civico (tanto da essere stata insignita quest’anno del titolo di Capitale Italiana).

In tutto ciò, la società dei concerti “Barattelli” ha accompagnato da protagonista la storia della città portando avanti la sua attività, musicale ma anche sociale.

Ottant’anni sono tanti, ma assolutamente non la chiusura di un cerchio: la “Barattelli” infatti, facendo tesoro della sua storia, guarda con decisione al futuro.

«Il nostro slogan è “80 80” – dichiara il presidente Giorgio Battistelli – stiamo infatti cercando di progettare cosa accadrà nei prossimi ottant’anni [sorride, NDA] e questo è importante perché la “Barattelli” non può fermarsi, come non può fermarsi l’idea dello sviluppo della cultura in questa città».