23 Luglio 2026 - 15:47:17

di Martina Colabianchi

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore dei call center rischia di farsi sentire pesantemente in Abruzzo e a L’Aquila, uno dei principali poli italiani del comparto CRM/BPO.

Lo ribadisce con forza la consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane, che già il 25 maggio scorso aveva presentato un ordine del giorno sul tema condiviso da tutta l’opposizione in Consiglio comunale. Ora, a lanciare l’allarme sono anche le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpl.

Dalla presentazione di quell’odg «sono passati due mesi e, nel frattempo – spiega Pezzopane -, le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori sono aumentate, mentre le risposte delle istituzioni continuano a mancare. Per questo chiedo nuovamente al presidente del Consiglio comunale di inserire con urgenza il mio ordine del giorno tra i punti da discutere nella seduta del 28 luglio».

«Il rapporto del CNEL, L’Intelligenza Artificiale e il mercato del lavoro, evidenzia come l’Intelligenza Artificiale generativa stia ridefinendo il settore del customercare, aumentando efficienza e produttività attraverso chatbot e assistenti virtuali sempre più evoluti. L’innovazione è una straordinaria opportunità e non va ostacolata, ma non può essere governata esclusivamente dalle logiche del mercato. Senza una strategia pubblica e senza il coinvolgimento delle parti sociali, il rischio è che il costo della transizione ricada interamente sulle lavoratrici e sui lavoratori», ha proseguito.

In Abruzzo, il comparto occupa oltre 3.000 addetti, di cui più di 2.000 nell’area aquilana. «È evidente – sottolinea la consigliera – che L’Aquila è tra i territori maggiormente esposti agli effetti di questa trasformazione. Per questo condivido pienamente la richiesta dei sindacati di convocare un Tavolo di crisi regionale e ritengo che anche il Consiglio comunale debba assumere una posizione chiara».

L’ordine del giorno di Stefania Pezzopane parte da un principio preciso: governare la transizione tecnologica significa accompagnare l’innovazione con politiche industriali, investimenti nella formazione continua, percorsi di riqualificazione professionale e aggiornamento delle competenze, affinché nessun lavoratore venga lasciato indietro.

Il documento chiede, inoltre, che il Comune si faccia promotore di un confronto con Governo, Regione, imprese e organizzazioni sindacali per costruire strumenti di tutela dell’occupazione e per sostenere, anche negli appalti pubblici e privati, criteri che valorizzino la qualità del lavoro, le competenze e le clausole sociali, evitando che la competizione si giochi esclusivamente sulla riduzione del costo del lavoro.

All’appello di Pezzopane si unisce anche il Pd regionale con i consiglieri Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci, che annunciano l’imminente richiesta di convocazione della Conferenza dei capigruppo in Consiglio regionale «affinché si definisca una posizione condivisa e si promuova un confronto urgente con la Giunta regionale e con tutte le parti coinvolte».

«Parliamo di una trasformazione profonda del mondo del lavoro che riguarda migliaia di famiglie abruzzesi. Secondo le organizzazioni sindacali, nella nostra regione sono oltre 3.000 le lavoratrici e i lavoratori potenzialmente coinvolti dagli effetti dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, mentre a livello nazionale il numero supera le 40.000 unità. Numeri che impongono alla politica di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità», dichiarano i due consiglieri dem.

«Non siamo di fronte a una battaglia contro l’innovazione tecnologica – proseguono Paolucci e Pietrucci -. L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare processi e servizi, ma proprio per questo deve essere governata. Se lasciata esclusivamente alle logiche del mercato rischia di tradursi in una drastica riduzione dell’occupazione, senza percorsi di riqualificazione e senza tutele per chi oggi garantisce un servizio essenziale».

Per i consiglieri «la Regione non può limitarsi ad assistere passivamente a una trasformazione che rischia di colpire uno dei comparti più importanti dell’occupazione abruzzese. È necessario aprire immediatamente una discussione istituzionale che coinvolga il Consiglio regionale, la Giunta, le organizzazioni sindacali, le imprese e tutti gli attori interessati».

«La Conferenza dei capigruppo – spiegano – rappresenta lo strumento più rapido per condividere un percorso istituzionale unitario e arrivare alla convocazione di un Tavolo regionale di crisi, come richiesto dai sindacati, con l’obiettivo di accompagnare l’innovazione attraverso investimenti nella formazione, nel reskilling e nelle politiche attive del lavoro».

«Non possiamo aspettare che le procedure di riduzione del personale diventino irreversibili. Serve agire adesso, costruendo una strategia regionale capace di governare il cambiamento e di difendere il lavoro. L’innovazione deve produrre sviluppo e nuove opportunità, non lasciare indietro migliaia di lavoratrici e lavoratori. Ci aspettiamo – concludono Paolucci e Pietrucci – che tutte le forze politiche condividano questa richiesta. Su temi come il futuro del lavoro, l’impatto dell’intelligenza artificiale e la tutela dell’occupazione non possono esistere divisioni di parte: è in gioco il futuro di migliaia di famiglie abruzzesi e di un settore strategico per l’economia regionale».