04 Agosto 2026 - 10:49:03

di Vanni Biordi

La Regione punta su cooperazione e formazione per il futuro delle campagne

La Regione Abruzzo mette sul tavolo oltre un milione di euro per rafforzare la cooperazione tra imprese agricole, enti di ricerca, università e organismi di formazione. Con la pubblicazione del bando SRG09, inserito nel Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale 2023, 2027, prende forma una misura che punta a trasformare la conoscenza in uno strumento concreto per le aziende.

La dotazione finanziaria è di 1.027.914 euro e le domande potranno essere presentate entro il 30 aprile 2027.

L’intervento sostiene la nascita di gruppi di cooperazione composti da almeno due soggetti appartenenti a categorie diverse. Possono partecipare enti di formazione, organismi di consulenza, università, istituti tecnici, centri di ricerca, imprese agricole e forestali, Gruppi di azione locale, Enti Parco e altri soggetti che operano nel sistema della conoscenza in agricoltura.

Per il vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, il punto centrale è costruire una rete stabile tra chi produce innovazione e chi lavora ogni giorno nei campi.

«L’innovazione rappresenta uno dei principali fattori di crescita e competitività del nostro sistema agricolo», afferma. «Con questo intervento investiamo nella cooperazione tra i soggetti che producono conoscenza, formazione, ricerca e consulenza, affinché le innovazioni possano tradursi in strumenti concreti a beneficio delle imprese e dei territori rurali».

Il bando nasce con un obiettivo preciso. Favorire il trasferimento delle conoscenze verso le aziende e accelerare l’introduzione di nuovi modelli organizzativi, tecniche produttive e servizi capaci di migliorare la competitività delle filiere agricole, forestali e agroalimentari. Una direzione che segue anche gli indirizzi della Politica agricola comune, sempre più orientata alla diffusione dell’innovazione e alla costruzione di reti tra pubblico e privato.

Il tema, però, va letto oltre il finanziamento. Negli ultimi anni molti progetti di ricerca hanno prodotto risultati importanti, ma una parte di quel patrimonio è rimasta confinata nei laboratori, nei convegni o nei documenti tecnici. Le aziende più strutturate hanno spesso trovato il modo di intercettare quelle opportunità. Le piccole imprese, che rappresentano una quota rilevante dell’agricoltura abruzzese, hanno incontrato maggiori difficoltà nel trasformare quelle conoscenze in strumenti di lavoro.

È proprio qui che questa misura può fare la differenza. Non tanto per l’entità delle risorse, quanto per il metodo che propone. Mettere allo stesso tavolo chi studia, chi sperimenta e chi produce significa accorciare una distanza che pesa sulla competitività delle aziende. Un agricoltore difficilmente cerca un’innovazione in un articolo scientifico. La cerca quando deve ridurre i costi dell’acqua, difendere una coltura da nuove malattie o trovare un mercato diverso per i propri prodotti.

La vera questione inizierà quando il bando entrerà nella fase operativa. I finanziamenti possono aprire opportunità, ma saranno i progetti a misurare il valore dell’investimento. Se nasceranno collaborazioni capaci di restare attive anche oltre la durata del contributo pubblico, allora questo intervento avrà lasciato qualcosa di concreto. Altrimenti resterà uno dei tanti bandi che attraversano le campagne senza cambiare davvero il lavoro di chi le lavora ogni giorno.