06 Agosto 2026 - 12:12:17

di Vanni Biordi

C’è un momento della Perdonanza che non si vive nelle piazze o nelle strade affollate o davanti ai grandi eventi. Si muove lentamente lungo i sentieri, entra nei piccoli paesi, attraversa chiese, eremi e piazze dove il tempo sembra avere un ritmo diverso. È il Fuoco del Morrone, che dal 16 al 23 agosto tornerà a percorrere il Cammino del Perdono, aprendo la settecentotrentaduesima edizione della Perdonanza Celestiniana nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura.

La quarantasettesima edizione del cammino partirà dall’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, il luogo dove Pietro Angelerio visse da eremita prima di diventare Papa Celestino V. Da lì la fiaccola seguirà il percorso compiuto nel 1294 verso Collemaggio, attraversando decine di comunità che ogni anno rinnovano una tradizione diventata uno dei simboli più riconoscibili della Perdonanza.

L’arrivo è previsto il 23 agosto all’Aquila. In piazza Palazzo sarà acceso il Tripode della Pace, gesto che darà ufficialmente il via alle celebrazioni.

Il programma coinvolgerà l’intero territorio. Dopo Bagnaturo e Sulmona, il cammino toccherà Pratola Peligna, Raiano, Goriano Sicoli, Castel di Ieri e Castelvecchio Subequo. Nei giorni successivi la fiaccola attraverserà Molina Aterno, Acciano, Roccapreturo, Beffi, Tione degli Abruzzi, Fontecchio, San Pio delle Camere, Villa Sant’Angelo, San Demetrio ne’ Vestini, Fossa, Onna, Paganica, Bazzano, Monticchio, Civita di Bagno e Pianola, prima dell’ingresso nella Basilica di Collemaggio.

Il sindaco Pierluigi Biondi sottolinea il valore dell’iniziativa. «Il Fuoco del Morrone rappresenta l’anima più autentica della Perdonanza Celestiniana. È il simbolo di un cammino che unisce spiritualità, storia, identità e comunità». Per il vicesindaco Raffaele Daniele il percorso «restituisce il senso più profondo del messaggio celestiniano e coinvolge decine di comunità in un percorso di partecipazione che cresce anno dopo anno».

Floro Panti, presidente del Comitato Festa della Perdonanza Celestiniana Unesco Ich, ricorda il significato di questa tradizione. «Da quarantasette anni questa fiaccola attraversa i luoghi celestiniani portando con sé un messaggio di pace e riconciliazione che oggi appare più attuale che mai».

Il Fuoco del Morrone rappresenta uno degli elementi che hanno contribuito al riconoscimento della Perdonanza come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Ogni tappa è accompagnata da celebrazioni religiose, incontri pubblici e momenti dedicati alle comunità locali. Il cammino diventa così un filo che unisce territori diversi attraverso una storia comune.

La forza di questo viaggio non sta nella fiaccola, che ogni anno viene riaccesa, ma nelle persone che la aspettano. In molti borghi il passaggio dura pochi minuti, eppure la preparazione comincia settimane prima.

È in quell’attesa che la Perdonanza continua a vivere. Non solo come appuntamento religioso o culturale, ma come una rete di comunità che, almeno per una settimana, torna a riconoscersi nello stesso cammino. È forse questa la parte meno spettacolare della festa, ma anche quella che le permette di attraversare i secoli senza perdere il suo significato.