07 Agosto 2026 - 18:00:55

di Tommaso Cotellessa

L’emergenza incendi che da giorni interessa il territorio aquilano continua ad alimentare il dibattito politico. Mentre le squadre di soccorso e i volontari sono impegnati sui diversi fronti ancora attivi, si fa sempre più acceso lo scontro tra le forze di opposizione e l’amministrazione comunale dell’Aquila sulla gestione dell’emergenza e, in particolare, sulla presenza sul territorio del sindaco Pierluigi Biondi.

Sul caso è intervenuta anche la politica nazionale. Il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha pubblicato sui propri profili social alcune immagini dei fronti di fuoco ancora attivi in provincia dell’Aquila, denunciando quella che considera una carenza di mezzi e operatori e ringraziando i volontari impegnati nelle operazioni.

«Mancano i Canadair perché sono impegnati in altre zone del territorio, sottoposti ad altri incendi – scrive Fratoianni – e quelli che vedete in foto sono volontari, che sono saliti in collina, con i pochi strumenti che hanno, a cercare di fare linee tagliafuoco, a spegnere gli ulteriori focolai che si creano e a pulire le sterpaglie».

Poi l’affondo nei confronti del sindaco dell’Aquila: «Il sindaco, dicono, è al mare a un’oretta da lì, credendo evidentemente di poter gestire la situazione in smart working, da qualche spiaggia». Fratoianni definisce quindi Biondi «degno rappresentante di una destra che nega la crisi climatica» e lo accusa di essere «un altro climafreghista».

Le critiche nei confronti del primo cittadino arrivano anche dal Partito Democratico. In una nota congiunta, il segretario regionale Daniele Marinelli, il segretario provinciale dell’Aquila Stefano Albano e il segretario cittadino Nello Avellani contestano in particolare i toni utilizzati da Biondi nei confronti delle critiche espresse sui social durante le ore più difficili dell’emergenza.

«Nemmeno un’emergenza come quella vissuta ieri a L’Aquila, con le fiamme che hanno imperversato su gran parte del territorio, ci ha risparmiato l’arroganza del primo cittadino Pierluigi Biondi», affermano i tre esponenti dem, secondo i quali il sindaco avrebbe scelto «la via dell’insulto verso i concittadini che sui social hanno riversato angoscia e critiche per la preoccupazione, al posto dell’empatia».

Nel mirino del Pd finiscono in particolare le espressioni «odio social» e «ululati», utilizzate da Biondi per definire alcune delle reazioni alla sua assenza dal territorio. I dirigenti democratici contestano inoltre il riferimento fatto dal sindaco alle parole di Francesco Guccini, nel giorno della scomparsa del cantautore, ritenendo che siano state utilizzate «in modo del tutto improprio e irrispettoso per giustificare la propria assenza».

«Nessuno mette in discussione il diritto alle ferie con la propria famiglia – proseguono Marinelli, Albano e Avellani – ma essere la prima autorità cittadina di Protezione Civile comporta doveri precisi che non si esauriscono con un paio di telefonate».

Il Pd contesta anche l’affermazione secondo cui la situazione non avrebbe richiesto la presenza fisica del sindaco. «Forse ha parlato troppo velocemente per rendersi conto che questo è un insulto ai Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine, ai volontari e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che stanno rischiando la pelle sul campo in condizioni estreme», sostengono gli esponenti dem, estendendo la critica anche alla mobilitazione spontanea di numerosi cittadini.

Secondo Marinelli, Albano e Avellani, parlare di «scenari grotteschi» rispetto alle proteste significa dimostrare «una distanza siderale dai sentimenti veri della città». Gli esponenti del Pd accusano inoltre l’amministrazione di sottovalutare la portata dell’emergenza e parlano di una «catastrofe ambientale ed economica» che starebbe già producendo conseguenze sul patrimonio naturalistico e sul sistema ricettivo del territorio.

La polemica investe anche la gestione regionale del sistema antincendio. Per il Pd, infatti, l’emergenza avrebbe evidenziato criticità nella prevenzione e nella disponibilità di risorse, mentre l’amministrazione comunale, secondo gli esponenti democratici, avrebbe preferito accusare di propaganda chi solleva il problema.

«Mentre Biondi si vanta di seguire a distanza i dossier del Cipess o della Rai – affermano – la città viveva ore drammatiche, con il fumo che avvolgeva le frazioni e il rischio concreto per le abitazioni a Roio, Bagno, Rocca di Cambio e sulla conca».

Una posizione condivisa, pur con toni diversi, da L’Aquila Coraggiosa, che da giorni denuncia l’assenza del sindaco dal territorio.

«Da diversi giorni un grave incendio sta interessando il territorio aquilano. Le fiamme, partite da Lucoli, in poco tempo hanno raggiunto la frazione di Roio, arrivando ad interessare anche le zone di Bagno e Pianola», afferma la formazione politica, sottolineando la preoccupazione tra la popolazione.

L’Aquila Coraggiosa richiama in particolare quanto accaduto nella serata di domenica a Bagno Grande, dove, secondo quanto riferito dal movimento, «intere famiglie hanno trascorso la serata in piazza, nella più totale assenza di comunicazioni istituzionali».

Anche in questo caso il principale bersaglio della contestazione è Biondi, indicato come «prima autorità di Protezione Civile del territorio». Secondo L’Aquila Coraggiosa, il sindaco sarebbe stato impegnato da giorni nelle proprie vacanze estive mentre cittadini e volontari si organizzavano autonomamente per contribuire alle operazioni di spegnimento.

Il movimento contesta inoltre le dichiarazioni rilasciate da Biondi sulla vicenda e parla di un atteggiamento «inaccettabile da parte di un sindaco», accusandolo di aver «sminuito le proprie responsabilità» e di aver criticato cittadini che, al contrario, si sarebbero mobilitati in prima persona.

«Riteniamo inaccettabile che, anche di fronte a situazioni così gravi, il sindaco Biondi non sia presente e non aggiorni costantemente la cittadinanza, che prosegue a vivere nell’incertezza e nella preoccupazione», sostiene L’Aquila Coraggiosa.

La formazione chiede infine che, una volta terminata l’emergenza, venga fatta chiarezza sulla gestione complessiva degli incendi e sulle decisioni assunte nei giorni precedenti. «Una volta superata l’emergenza – conclude – bisognerà fare chiarezza su tutto ciò e sulla gestione dell’incendio, sottovalutato colpevolmente per troppi giorni».

Lo scontro politico si inserisce dunque in un’emergenza ancora in corso, con diversi fronti di fuoco che continuano a tenere impegnati Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari e altri operatori. Mentre sul campo prosegue il lavoro per contenere le fiamme, sul piano politico il confronto si concentra sempre più sulle responsabilità istituzionali, sull’organizzazione del sistema antincendio e sulla presenza delle istituzioni accanto alle comunità interessate.