10 Agosto 2026 - 09:33:20
di Marianna Galeota
E’ di nuovo visibile, completamente restaurata e libera dai ponteggi, la parte esterna del tiburio della chiesa di Sant’Agostino, che sulla facciata principale ospita il tondo di Sant’Agostino, e il tetto a spiovente chiuso in sommità dalla lanterna.
Proseguono, infatti, le lavorazioni del II stralcio dell’intervento di consolidamento e restauro dell’edificio sacro nel cuore del centro storico.
I lavori sulla chiesa sono ripartiti a giugno dello scorso anno ed erano fermi ormai dalla fine del 2023 quando era stato ultimato il primo lotto di interventi.
Un iter lungo e complesso quello della ricostruzione della chiesa di Sant’Agostino, avviato nel 2014 con un primo finanziamento di 6 milioni, che tuttavia non sufficiente a completare l’intero intervento.
Per questo la ricostruzione è stato quindi suddivisa in due stralci.
Con lo stanziamento Cipe di ulteriori 5 milioni e la sottoscrizione di un accordo tra l’ex Segretariato regionale Mic, oggi confluito nella Soprintendenza Abap, e l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), che ha assunto il ruolo di stazione appaltante e committente del secondo stralcio, sono potuti pertanto partire gli interventi del II lotto.
La prima tranche di interventi ha interessato la sistemazione della cupola e la ricostruzione della lanterna che era crollata a seguito del sisma, oltre a lavori di consolidamento che proseguiranno anche con il secondo stralcio.
I lavori si sono concentrati, come aveva spiegato il responsabile Usra Salvo Provenzano, dapprima sul retro della chiesa, con il consolidamento della porzione della sagrestia a partire dalla copertura, per poi completare il restauro e la pulizia dei paramenti in pietra di tutta la parte esterna.
L’obiettivo dell’Usra, poi pienamente raggiunto, era quello di completare le lavorazioni esterne alla metà dell’anno della Capitale della cultura.
Si andrà avanti ora con le opere interne che, oltre al consolidamento, prevedono la predisposizione degli impianti elettrico e di climatizzazione e il restauro degli apparati pittorici e scultorei
Prima dell’avvio del cantiere è stato necessario un aggiornamento dei costi dei materiali e della manodopera, non solo alla luce dell’aumento dei costi, ma anche a causa dell’ulteriore deterioramento subito negli anni dagli apparati decorativi della chiesa dovuto alle infiltrazioni.
Sant’Agostino ha subito danni ingenti a causa del sisma del 2009, ma anche con il successivo terremoto del 2016.
L’Usra, di concerto con il Segretariato ha provveduto, pertanto, a chiedere alla Struttura di missione un’integrazione delle risorse per completare i restauri che, in parte, saranno eseguiti con i 5 milioni stanziati con l’ultima delibera Cipe.
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