16 Agosto 2026 - 09:16:03

di Martina Colabianchi

Il tessuto commerciale italiano sta attraversando una profonda trasformazione strutturale, segnata da una progressiva riduzione della rete di prossimità fisica a favore degli acquisti online e dei formati più moderni.

Secondo i dati del primo Rapporto sul Commercio svolto da Confcommercio con il Centro Studi Tagliacarne, e riportato dal Sole 24 Ore, a livello nazionale il commercio al dettaglio ha registrato tra il 2018 e il 2023 un calo complessivo del 9,0% delle unità locali.

Non fa eccezione il territorio abruzzese, dove in cinque anni il totale del commercio al dettaglio ha fatto registrare una flessione dell’11,0%. Nonostante la diminuzione delle attività fisiche, il numero complessivo degli addetti nel settore è però rimasto sostanzialmente stabile, con una variazione minima del -0,6%.

Entrando più nel dettaglio, i supermercati regionali crescono del 9,0%, mentre i discount registrano un incremento del 6,0% confermandosi tra i canali preferiti per la spesa alimentare.

In netta contrazione risultano invece i minimercati e gli alimentari vari, che perdono il 19,7% delle unità, e gli ipermercati, che segnano un calo del 62,9%.

Per quanto riguarda i negozi specializzati, tra i settori più colpiti figurano i piccoli negozi ICT e di telefonia, i piccoli negozi alimentari, gli articoli culturali e ricreativi e i prodotti per la casa e la persona.

L’unica eccezione positiva tra i negozi specializzati è rappresentata dalle farmacie, che in Abruzzo segnano una leggera crescita dell’1,7%.

C’è un dato, infine, che fa ben sperare su una presente e futura convivenza tra commercio tradizionale e online nella nostra regione. Il canale legato all’e-commerce, alla vendita porta a porta e ai distributori automatici, infatti, segna una flessione del 7,5% per un totale di 628 unità, discostandosi in questo caso dalle crescite digitali diffuse in altre aree del Paese.