17 Agosto 2026 - 17:09:08
di Martina Colabianchi
Guarda con attenzione all’occupazione nei presidi ospedalieri abruzzesi Gianluca Primomo, segretario regionale di Anaao Assomed Abruzzo, eletto all’unanimità con 1.139 voti dai delegati delle quattro aziende sanitarie abruzzesi lo scorso maggio, nonché primario del reparto di Pneumologia del San Salvatore dell’Aquila, che chiede a breve un tavolo di confronto istituzionale.
«L’approvazione degli atti aziendali delle Asl abruzzesi è un passaggio istituzionale e organizzativo fondamentale per dare un nuovo assetto alle strutture ospedaliere e programmare i servizi sul territorio che però non può essere considerato un punto di arrivo, ma la base di partenza per rispondere alle urgenti necessità del personale che sorregge il sistema sanitario: per questo va impressa un’accelerazione dei percorsi di stabilizzazione per tutti i dirigenti medici e sanitari precari», ha detto Primomo.
Per il segretario regionale del più grande ed autorevole sindacato dei medici ospedalieri: «Fermare il precariato è l’unico modo per garantire la continuità delle cure, dare dignità ai professionisti e arginare la drammatica fuga di personale dalle strutture pubbliche».
«Accanto alle stabilizzazioni – continua -, il sindacato ritiene non più rinviabile il pieno riconoscimento della graduazione delle funzioni, ovvero la progressione delle carriere. È necessario sbloccare gli incarichi, valorizzare il merito e garantire uno sviluppo professionale ed economico concreto. Solo restituendo attrattività alla carriera medica e sanitaria all’interno del Sistema sanitario nazionale si potrà valorizzare l’eccellenza delle competenze interne e assicurare ai cittadini standard assistenziali elevati».
Per questo, aggiunge Primomo: «Anaao Assomed chiede l’apertura di un tavolo istituzionale di confronto per tradurre i nuovi atti aziendali in provvedimenti concreti e tempestivi a tutela del lavoro dei dirigenti e della salute pubblica».
L’obiettivo principale, spiega il segretario regionale Anaao: «È fermare la fuga continua dal sistema sanitario pubblico, che deve tornare ad essere attrattivo. Oltre alla nota migrazione dal sud al nord Italia, fino a qualche anno fa c’era competizione al massimo con Paesi europei e Stati Uniti, adesso si sono aggiunti anche i Paesi arabi, e i sanitari italiani sono ormai sempre più richiesti in tutto il mondo. Un giovane medico non può certamente essere invogliato a restare se pagato di meno dovendo oltretutto affrontare difficoltà organizzative».
Quindi, sottolinea Primomo: «Se è vero che con l’approvazione degli atti aziendali sappiamo chi deve fare cosa in regione e quali sono le strutture, ora è urgente procedere alla stabilizzazione dei giovani precari, perché sono il nostro futuro. Salvare il sistema sanitario regionale, e quello nazionale, significa anche dare risposte ai pazienti sul loro territorio, non costringerli a viaggi della speranza verso altre regioni».
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