19 Agosto 2026 - 12:32:32

di Vanni Biordi


Dopo 17 anni dal terremoto del 2009, una tela profondamente legata alla storia dell’Aquila torna nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio. È «San Pietro Celestino promulga la Bolla del Perdono», opera di Lorenzo Berrettini, danneggiata dal sisma e sottoposta a un importante intervento di restauro dal Museo Castello del Buonconsiglio di Trento.

Lo svelamento è avvenuto nella basilica, alla presenza del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, della direttrice del Castello del Buonconsiglio Cristina Collettini, del vicario generale dell’Arcidiocesi dell’Aquila monsignor Giuseppino Gianiorio, del presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli e dello storico dell’arte della Soprintendenza Antonio David Fiore.

Grande soddisfazione ed emozione sono state espresse dalla direttrice del Castello del Buonconsiglio Cristina Collettini, che ha descritto il ritorno della tela come un’occasione per suggellare un rapporto che nel corso degli anni ha saputo legare non soltanto persone e istituzioni, ma anche territori. Un legame nato nel difficile periodo successivo al terremoto del 2009 e che oggi trova una nuova espressione sul piano culturale, anche grazie alle iniziative legate a L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026.

Proprio Fiore, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, ha sottolineato il valore dell’opera e il significato dell’intervento di recupero.

«L’opera è di fondamentale importanza perché svolge la funzione di rappresentare l’evento dell’emanazione della Bolla da parte di Celestino V», ha spiegato Fiore. Nel dipinto il pontefice è rappresentato di fronte a un angelo che tiene in mano la Bolla, «a rappresentare la natura di ispirazione divina della Bolla stessa».

La composizione racchiude così diversi elementi profondamente legati all’identità religiosa e civile della città. «Ai piedi di Celestino V c’è la città dell’Aquila – ha aggiunto Fiore – che diventa il teatro della celebrazione di questo evento». Nella parte alta della tela è inoltre raffigurato San Giovanni Battista, «di cui nella giornata del 29 agosto viene ricordato il martirio».

Anche il restauro ha rappresentato un passaggio particolarmente importante. La tela, infatti, aveva riportato danni direttamente riconducibili al terremoto del 2009. «Il restauro ha operato sui danni traumatici provocati dal sisma – ha spiegato Fiore – quindi due profondi tagli nella parte bassa del dipinto che sono stati risarciti, assieme a tutte le lacune provocate dal lungo periodo di deposito».

La tela, di proprietà del Comune dell’Aquila, prima del terremoto era custodita proprio a Collemaggio. Dopo il sisma era stata trasferita nel deposito temporaneo di Paludi di Celano, in attesa di un intervento che consentisse di recuperarla e restituirla alla sua sede.

Il restauro è arrivato nell’ambito del progetto di collaborazione tra L’Aquila e il Castello del Buonconsiglio, nato anche nel solco del rapporto costruito dal Trentino con la città dopo il terremoto del 2009 e rilanciato in occasione di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026. A Trento, infatti, la tela è stata esposta prima dell’intervento, mentre alcune opere delle collezioni del museo trentino sono state destinate all’Aquila.

Anche il sindaco Pierluigi Biondi ha definito il ritorno della tela un nuovo momento di restituzione del patrimonio culturale aquilano alla città. Un percorso che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà proseguire con il completamento degli interventi sulle opere che decorano la Basilica di Collemaggio.

Biondi ha auspicato che si possa arrivare al più presto alla conclusione del programma di restauro del patrimonio artistico della basilica, per il quale sono state stanziate risorse per 700 milioni di euro. L’obiettivo è quello di restituire progressivamente alla piena fruizione della comunità non soltanto gli spazi architettonici, ma anche il patrimonio artistico custodito all’interno di uno dei luoghi simbolo della storia dell’Aquila.

Il soggetto rende ancora più significativo il ritorno. San Pietro Celestino è rappresentato nell’atto di promulgare la Bolla del Perdono, il documento alla base della Perdonanza Celestiniana, uno dei simboli più forti dell’identità aquilana. La Perdonanza è stata inoltre riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Non si tratta, quindi, soltanto del recupero di un dipinto danneggiato dal terremoto. Il ritorno della tela a Collemaggio racconta anche una parte della ricostruzione della memoria della città dopo il sisma. Un’opera uscita dalla basilica nel 2009 torna oggi nel luogo per il quale era stata pensata, dopo un intervento che ha permesso di sanare le ferite provocate dal terremoto e dal lungo periodo di conservazione.

Il ritorno di «San Pietro Celestino promulga la Bolla del Perdono» assume così anche un valore simbolico: a 17 anni dal sisma, una delle immagini artistiche legate alla figura di Celestino V e alla Perdonanza torna a Collemaggio, restituendo alla basilica e alla città un altro frammento della propria storia e rafforzando, allo stesso tempo, quel legame tra L’Aquila e il Trentino nato negli anni più difficili della ricostruzione.