28 Agosto 2026 - 16:26:54
di Marianna Galeota
E’ partito da palazzo Margherita il corteo della Bolla della 732esima Perdonanza celestiniana.
1.700 i partecipanti, di cui 800 in abiti storici medievali, 600 rappresentanti delle istituzioni e autorità civili e 300 in rappresentanza di associazioni e gruppi, che accompagnano il documento redatto da Papa Celestino V nel 1294, con cui venne istituita l’indulgenza plenaria, fino alla basilica di Collemaggio.
Al corteo, anche 120 tra bambini e ragazzi con età che va dai 4 ai 15 anni che hanno preso parte al progetto “A scuola di Perdonanza 3”.
Tra le novità del corteo di quest’anno, lo stendardo ricamato della città realizzato dall’artista Marinella Senatore, portato dalla delegazione del museo Maxxi.
Prima della partenza, Isabella Rauti, sottosegretario di stato al ministero della Difesa, in rappresentanza del Governo, ha passato in rassegna il picchetto d’onore a piazza Palazzo, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e del sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy Fausta Begamotto.
Protagonisti del corteo, Marianna Colantoni, dama della Bolla, Gianluca Nappo, Giovin Signore, Sofia Leocata, dama della Croce.
«La Perdonanza ha il senso più profondo di un evento religioso, ma anche una festa di popolo, di un evento noto a livello nazionale e internazionale che assume quest’anno in cui L’Aquila è capitale della cultura, un significato ancora più forte – ha detto la Rauti – In un momento di instabilità globale e in scenari di guerra ibrida, un messaggio di perdono, pace e speranza travalica i confini geografici e diventa un vero messaggio profondo di fratellanza tra i popoli: il perdono. L’Aquila è una città che ha dovuto superare molte prove e ha dimostrato una grande resilienza che va oltre la capacità fisica di ricostruzione, è tenere insieme la comunità umana. Oggi seguire questo evento è onore ma anche l’assunzione e della responsabilità in termini di un messaggio profondo e universale».
«Ci rinnoviamo nel perdono di Celestino V quest’anno ancora più sentito degli anni trascorsi, vista la situazione geopolitica di forte tensione che ci porta ancora una volta a pensare quanto sia importante invece il perdono e quanto sia importante la pace – ha affermato la Bergamotto – Mai come adesso ne abbiamo bisogno e speriamo che questa Perdonanza celestiniana, nell’anno peraltro della Capitale della cultura, in una città che ha comunque sentito forte il dolore, possa essere un segnale affinché qualche cosa nel mondo possa modificarsi. In un mondo di guerre che vanno avanti dal 2022, riteniamo che invece il pensiero e le parole di Celestino V debbano essere un segnale, arrivando al cuore di tutti».
«Un momento importante, innanzitutto per il messaggio universale di Celestino V, per l’importanza della bolla del perdono e per questa grande rivoluzione fatta da un Papa 732 anni fa – ha commentato il sindaco Biondi – Grazie alla figura di Celestino abbiamo potuto stringere negli anni patti di gemellaggio e patti di amicizia. Non più di poche ore fa abbiamo sancito quello con la città di Assisi, unendo insieme la figura Celestino V e quella di San Francesco, di cui anche all’Aquila celebreremo l’ottavo centenario della morte. E’ un modo per ribadire quello che ha sancito Papa Francesco nel 2022, quando ha aperto la porta Santa e cioè che L’Aquila può diventare capitale del perdono ed è capitale del perdono, della pace e della riconciliazione. In questa fase storica, questo messaggio è più attuale che mai. La Perdonanza è patrimonio non di un sindaco, ma di una comunità, del popolo dei fedeli che si raccoglie qui, ogni anno».
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