03 Settembre 2026 - 10:06:24
di Andrea Di Paolo
Lo stabilimento Stellantis di Atessa si appresta al rilancio economico grazie a quello che pare essere il più sostanzioso investimento mai realizzato dal gruppo automobilistico in tutta Europa.
Il piano industriale del CEO Antonio Filosa, infatti, ha visto lo stanziamento di un miliardo di euro per porre fine a un triennio che, tra compressione delle vendite e aumento generalizzato dei costi, ha messo in ginocchio il polo produttivo legato all’automotive.
A renderlo noto è stato l’assessore abruzzese alle attività produttive Tiziana Magnacca, che parla di prospettive radicalmente cambiate. Non a caso, tra ricorso alla cassa integrazione per circa 1500 operai, interrotta solo a fine luglio 2026, e il terrore di una possibile chiusura definitiva legata alla scarsa domanda di veicoli commerciali, lo scenario che si apre con l’iniezione da un miliardo di euro appare decisamente meno nefasto.
Per Magnacca a decretare la crisi del settore sarebbe stata la rigida politica ambientale dettata dalla Commissione Europea, tra l’imposizione di una transizione forzosa, l’ideologizzazione dell’elettrico e la mancanza di flessibilità. Cause che, per l’assessore, sarebbero alla base non solo della grave situazione italiana, ma anche del periodo decisamente poco florido anche per altri colossi europei, con al centro la chiusura del sito Audi in Belgio e il ridimensionamento di Volkswagen. Uno scenario che, però, pare premiare l’Abruzzo, con la centralità della Val di Sangro nel piano industriale e la produzione del Ducato come colonna portante della ripresa economica dell’azienda. Fondamentale, però, ricorda Magnacca, che la produzione del nuovo veicolo commerciale leggero imporrà un’importante apporto di competenze inedite, oltre ad una trasformazione culturale che renda competitivo il polo a livello internazionale.
«Per questa ragione – va avanti Magnacca – il percorso scolastico e l’aggiornamento continuo diventano asset strategici imprescindibili. Un percorso che deve vedere l’impegno di sindacati, organizzazioni datoriali e l’istituzione regionale, verso una comune meta perché la responsabilità sociale – conclude – è di tutti».
In chiusura si ricorda dell’importante appuntamento di martedì prossimo a Bruxelles, che vedrà un nuovo confronto tra il livello regionale e quello europeo sulle principali sfide e strategie che interessano il settore dell’automotive.
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