03 Settembre 2026 - 13:11:54

di Martina Colabianchi

Sarà “Riflessi” il tema della XII edizione de “Il jazz italiano per le terre del sisma“, in programma sabato 5 e domenica 6 settembre.

Dodici anni di musica, di incontri e di comunità. Dodici anni in cui il jazz italiano ha scelto di ritrovarsi all’Aquila, facendo della cultura uno strumento concreto di ricostruzione, relazione e partecipazione. Non soltanto un festival, ma un progetto collettivo che, dal 2015, accompagna il percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma, trasformando la musica in occasione di dialogo, condivisione e futuro.

Saranno oltre 300 gli artisti protagonisti della dodicesima edizione, distribuiti nei luoghi simbolo del centro storico; oltre 20 le location tra piazze, cortili, palazzi storici, chiese, musei e spazi della cultura che torneranno ad accogliere concerti, produzioni originali, incontri, laboratori e progetti multidisciplinari, costruendo un percorso che mette in relazione il patrimonio storico della città con la vitalità della scena jazzistica contemporanea.

La maggior parte dei concerti sarà a ingresso gratuito. L’ingresso sarà a pagamento esclusivamente per gli appuntamenti in programma alla Scalinata di San Bernardino, in Piazza Santa Margherita e al Parco del Castello. Per ciascuno dei tre palchi sarà disponibile un abbonamento giornaliero al costo di 9 euro (8 euro più 1 euro di diritto di prevendita), valido per tutti i concerti della giornata sul palco scelto. Il concerto delle ore 22.30 in Piazza Santa Margherita sarà invece gratuito e ad accesso libero.

I riflessi sono quelli che si generano tra musiciste e musicisti appartenenti a generazioni diverse, quando l’ascolto reciproco diventa occasione di crescita e trasformazione. Sono quelli tra composizione e improvvisazione, tra memoria e presente, tra i luoghi della città e le persone che li abitano. Sono, ancora, i riflessi di un territorio che continua a reinventarsi, dove il ricordo non rimane immobile ma alimenta nuove possibilità di incontro e di creazione.

È una visione che attraversa tutto il programma della XII edizione, affidata alla direzione artistica di Maria Pia De Vito, Paola Martini e Nicola Pisani, che hanno immaginato il festival come uno spazio aperto di confronto, nel quale il jazz diventa linguaggio capace di interpretare il presente, favorire relazioni e generare nuove prospettive.

Come scrivono gli stessi direttori artistici, l’obiettivo è stato quello di costruire un festival che fosse «un insieme di riflessi della grande creatività e vitalità del jazz italiano», capace di dare spazio alla libertà espressiva, alle produzioni originali e all’incontro tra musiche, discipline e sensibilità differenti. Un percorso nel quale l’improvvisazione non rappresenta soltanto una pratica musicale, ma un modo di leggere la realtà e di immaginare il futuro.

La dodicesima edizione si distingue per un programma costruito intorno a numerose produzioni originali e progetti pensati appositamente per L’Aquila, confermando la vocazione della manifestazione a essere non soltanto una vetrina del jazz italiano, ma un luogo di creazione artistica.

«Come direzione artistica – hanno dichiarato i direttori artistici Maria Pia De Vito, Paola Martini e Nicola Pisani – abbiamo interpretato questa XII edizione come una manifesta-azione protesa verso la creazione di un festival jazz ideale e come un insieme di riflessi (riverberi) della grande creatività e vitalità del jazz italiano.  Il jazz e la musica improvvisata interagiscono e a loro volta si riflettono sul mondo contemporaneo; i processi cognitivi, che si attivano nelle prassi improvvisative e che sottendono gli infiniti percorsi creativi, favoriscono un maggiore sensibilità interpretativa della realtà.  Questo ci ha indotto, anche nel nostro non scontato e semplice incarico di Direzione Artistica, a conquistare l’autonomia dell’errore e dell’errare liberamente, dove spesso il riflesso ha superato la stessa evidenza del reale».

Tra gli appuntamenti simbolo dell’intera manifestazione si conferma quello della domenica mattina al Parco della Memoria, luogo nel quale il festival rinnova il proprio legame con la città e con la storia delle comunità colpite dal terremoto.

L’edizione 2026 assume un significato particolare grazie al ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, protagonista di una nuova produzione originale realizzata appositamente per il festival. Una presenza di grande valore artistico e simbolico che rafforza il dialogo tra il jazz italiano e una delle più autorevoli istituzioni musicali del territorio, riaffermando il ruolo della manifestazione come luogo di incontro tra linguaggi, esperienze e tradizioni musicali.

La produzione, diretta da Marco Moresco (musicista e docente del Conservatorio di Pescara) vedrà la partecipazione della cantante Gaia Mattiuzzi insieme all’Istituzione Sinfonica Abruzzese e sarà costruita intorno a nuove composizioni firmate da Roberto Martinelli, Bruno Luise e Alessandro Fabbri, dando vita a un progetto inedito concepito espressamente per questo appuntamento.

Come da tradizione, il concerto del Parco della Memoria rappresenterà uno dei momenti più intensi della manifestazione, nel quale memoria civile, musica e partecipazione collettiva si fondono in un’unica esperienza condivisa, rinnovando il senso profondo che accompagna la manifestazione sin dalla sua nascita.

«Nell’anno dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura, la città torna ad essere per il dodicesimo anno, capitale del Jazz italiano – ha detto Corrado Beldì, presidente Associazione Jazz all’Aquila -. Ancora una volta grandi protagonisti della musica italiana e giovani talenti invaderanno le città, le piazze e i palazzi portando la musica, come accadde con la prima edizione che fu simbolo della rinascita dal sisma, nel meraviglioso centro storico della città abruzzese. Un lungo percorso costruito insieme alla comunità e alle istituzioni culturali aquilane».

Location speciale per il concerto inaugurale che sarà ospitato al Teatro San Filippo, da qualche mese restituito alla città.

Il programma completo è consultabile sul sito jazzallaquila.it.

Inoltre, è stata confermata la realizzazione di un esclusivo annullo filatelico, con francobollo Capitale della Cultura e timbro della manifestazione, accompagnato da una cartolina dedicata: un ulteriore segno della memoria collettiva dell’evento e del suo legame con la città dell’Aquila. L’acquisto della cartolina sarà possibile nella due giorni di festival, in un banco dedicato, presso l’Infopoint della manifestazione (Piazza Battaglione degli Alpini-Fontana Luminosa).

«Esiste un filo indissolubile che lega la Federazione IJI a Il jazz italiano per le terre del sisma. Un legame che nasce nel 2015, dalla lungimirante e visionaria intuizione di Paolo Fresu di creare una manifestazione capace di unire realtà e ambiti diversi dello stesso linguaggio. Fu allora che scoprimmo la forza e la bellezza del lavorare insieme per raccontare la vitalità, la creatività e la straordinaria diversità del jazz italiano – così Ada Montellanico, presidente onorario Federazione Nazionale Il Jazz Italiano -. Da quell’esperienza nacque la Federazione IJI, che insieme all’Associazione Jazz all’Aquila e al Comune dell’Aquila ha costruito negli anni un percorso virtuoso, un modello culturale e un affresco capace di rappresentare le molteplici espressioni del jazz italiano. Il jazz italiano per le terre del sisma è anche un luogo di produzione di nuovi progetti e, soprattutto, di incontro tra musicisti, operatori e pubblico. Per questo rappresenta per tutti noi un appuntamento imprescindibile. Un momento di sintesi di ciò che il jazz italiano è oggi, ma anche un punto di partenza e di rilancio verso nuove idee, nuove collaborazioni e nuovi progetti».