04 Settembre 2026 - 09:50:39

di Tommaso Cotellessa

Sono attese oltre diecimila persone a Bari per la manifestazione che, a partire dalle 16, riempirà il Terminal crociere del porto per celebrare i quattro anni del Governo Meloni.

Non un «compleanno» come un altro, ma un traguardo che il centrodestra punta a trasformare in una dimostrazione della stabilità dell’esecutivo. La giornata rappresenterà infatti l’occasione per le forze di maggioranza per rivendicare i risultati ottenuti nel corso della legislatura e, soprattutto, indicare nella durata e nella stabilità del Governo un valore aggiunto per il Paese.

All’appuntamento non mancherà l’Abruzzo, territorio particolarmente significativo per Fratelli d’Italia e per la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, eletta alla Camera nel collegio uninominale dell’Aquila. Dalla regione sono in partenza sei pullman con a bordo militanti e simpatizzanti delle forze che sostengono il Governo, pronti a raggiungere Bari per partecipare alla manifestazione.

Ma dall’Abruzzo non arrivano soltanto attestazioni di sostegno. A poche ore dall’evento, il segretario regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, interviene con una dura nota contro il Governo e il centrodestra abruzzese.

«Mentre i vertici di Fratelli d’Italia pensano a riempire i pullman abruzzesi diretti a Bari per non fare brutte figure ai festeggiamenti per la durata del Governo Meloni, l’Abruzzo e il resto del Paese reale affrontano un’amara certezza: per le famiglie e le imprese non c’è proprio nulla da festeggiare», attacca Marinelli.

Per il segretario dem, la stessa scelta di celebrare la longevità dell’esecutivo sarebbe la dimostrazione della mancanza di risultati da rivendicare: «Siamo al punto che, non potendo raccontare alcun risultato concreto, decantano la durata dell’esecutivo. Ma questa stabilità non si è tradotta in qualità dell’azione politica, bensì in una vera e propria paralisi. Hanno avuto una maggioranza così ampia da poter realizzare tutto e invece non hanno fatto nulla».

Marinelli passa quindi in rassegna i principali dossier economici e sociali, contestando la narrazione del Governo su lavoro e crescita. Nel mirino finiscono la perdita di potere d’acquisto dei salari, il caro energia e carburanti, la pressione fiscale, la produzione industriale e la precarietà occupazionale. Critiche anche sulla sanità, con il segretario del Pd che richiama il numero degli italiani che rinunciano alle cure e denuncia l’insufficienza delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale.

Secondo Marinelli, inoltre, l’economia italiana avrebbe evitato la recessione soprattutto grazie agli investimenti del Pnrr, mentre sul fronte della sicurezza il Governo avrebbe «prodotto slogan» senza mettere a disposizione risorse sufficienti per Comuni e forze dell’ordine.

Altro capitolo è quello ambientale. «Di fronte a una crisi climatica che ci presenta drammaticamente il conto, dai disastri ambientali al caldo opprimente, fino agli incendi, la destra negazionista dimostra di non saper vedere le cause e di non sapere neppure affrontare le emergenze», afferma il segretario regionale del Pd.

L’affondo si sposta poi sull’Abruzzo. Marinelli sottolinea il legame elettorale tra Meloni e la regione, sostenendo tuttavia che dal Governo nazionale non sia arrivata «un’attenzione concreta per la sua terra di elezione».

Ancora più duro il giudizio sulla Giunta regionale guidata da Marco Marsilio. Al centro delle critiche ci sono soprattutto i conti della sanità e l’aumento della pressione fiscale regionale. Marinelli richiama inoltre le difficoltà nell’accesso alle prestazioni sanitarie, le liste d’attesa e la rinuncia alle cure, aggiungendo al quadro «il crollo del tessuto artigiano, i rincari del trasporto pubblico locale e una fuga di giovani senza ritorno».

«Di fronte a questo quadro difficilissimo – prosegue – dovrebbero spiegare agli italiani che cosa ci sia esattamente da festeggiare. Servirebbero un minimo di sobrietà e massima concentrazione sui problemi della regione e del Paese. E invece la destra celebra la permanenza al potere e si occupa soltanto delle leggi elettorali, nazionale e regionale, con il solo fine di provare a mantenere le poltrone».

La nota si chiude rilanciando la costruzione di un’alternativa politica: «Il Paese è stanco, sfiduciato, arrabbiato. Per noi è il tempo di costruire un’alternativa di governo seria, concreta, popolare per l’Abruzzo e per l’Italia».

Una prospettiva sulla quale, conclude Marinelli, il Partito Democratico e le altre forze del campo progressista intendono lavorare mettendo al centro «la tutela della salute, la difesa dell’ambiente, il lavoro dignitoso, il diritto alla casa, la giustizia sociale e la lotta al carovita, per restituire dignità e futuro alle nostre comunità».