09 Settembre 2026 - 11:17:34

di Tommaso Cotellessa

Oltre 21 milioni di euro di crediti non riscossi e una procedura condivisa da mettere a punto entro 30 giorni per rendere più efficace il contrasto alla morosità. È quanto emerso dal vertice tra le Ater abruzzesi che si è svolto nella giornata di ieri nella sede dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale della provincia dell’Aquila.

Al centro dell’incontro una delle questioni più annose nella gestione del patrimonio abitativo pubblico regionale: il mancato pagamento dei canoni e delle altre somme dovute dagli assegnatari, con conseguenze dirette sui bilanci delle Aziende e sulla loro capacità di garantire manutenzioni, servizi e interventi di riqualificazione.

I numeri fotografano una situazione rilevante. Complessivamente i crediti ammontano a oltre 21 milioni di euro: 6,9 milioni per l’Ater di Chieti, 6,5 milioni per quella dell’Aquila, 4,5 milioni per Pescara, 2,2 milioni per Teramo e poco più di un milione per Lanciano-Vasto.

Al summit hanno partecipato quattro dei cinque presidenti delle Ater abruzzesi: Quintino Antidormi per L’Aquila, Alfredo Grotta per Teramo, Domenico Di Meo per Pescara e Maurizio Bucci per Lanciano-Vasto. Assente giustificato il presidente dell’Ater di Chieti, Antonio Tavani.

«Abbiamo voluto incontrarci dedicando la nostra attenzione al tema della morosità, una delle principali criticità che da decenni non viene aggredita e che incide sulla capacità delle Aziende di garantire manutenzioni, servizi e riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica», spiegano i presidenti.

L’obiettivo è ora quello di mettere a sistema, entro 30 giorni, una procedura comune per il recupero dei crediti, coordinando maggiormente l’attività delle cinque Aziende e condividendo procedure e buone pratiche.

Una strategia che, sottolineano i vertici delle Ater, dovrà però distinguere tra le situazioni di effettivo disagio economico e quelle nelle quali il mancato pagamento non è giustificato dall’impossibilità di sostenere il canone.

«Con questo livello di morosità diventa sempre più difficile assicurare servizi agli inquilini che pagano regolarmente, anche se siamo coscienti che servano politiche per sostenere le famiglie in difficoltà che non riescono a pagare il dovuto».

Da qui la linea comune individuata nel corso dell’incontro: «Massima attenzione e tutela nei confronti delle famiglie che si trovano in condizioni di effettiva fragilità economica, ma altrettanta fermezza nei confronti di chi, pur potendo adempiere ai propri obblighi, non lo fa».

Il recupero delle somme, secondo le Ater, non rappresenta infatti esclusivamente un’esigenza contabile, ma anche una questione di equità nei confronti degli assegnatari che rispettano regolarmente i propri obblighi.

«Le somme non riscosse sono risorse sottratte alle manutenzioni e agli interventi sul patrimonio. Abbiamo il dovere di tutelare chi è realmente in difficoltà, ma anche di rispettare le migliaia di assegnatari che pagano regolarmente il proprio canone e hanno diritto a servizi e alloggi adeguati».

Il vertice dell’Aquila rappresenta così il primo passo verso una maggiore collaborazione tra le cinque Ater regionali, non soltanto sul recupero delle somme arretrate, ma anche sulla costruzione di strumenti più strutturati per evitare che in futuro si accumulino nuovi crediti.

«Nel corso degli anni si sono accumulati, nei bilanci delle diverse Ater, crediti verso gli utenti per complessivi svariati milioni di euro. Una situazione che rende necessario intervenire non soltanto sul recupero delle somme pregresse, ma anche sulla definizione di modalità più strutturate ed efficaci di gestione del credito».

L’obiettivo finale, concludono Antidormi, Grotta, Di Meo e Bucci, è «costruire Aziende più solide, efficienti e capaci di rispondere ai bisogni delle persone. E per farlo occorre coniugare la funzione sociale dell’edilizia pubblica con il rispetto delle regole e la corretta gestione delle risorse».