09 Settembre 2026 - 12:18:12
di Tommaso Cotellessa
La realizzazione di una strada a quattro corsie tra L’Aquila e Bussi come primo tassello di una più ampia strategia per collegare in maniera moderna ed efficiente il capoluogo regionale con Chieti e Pescara. È la proposta rilanciata dal consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, che chiede al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio di aprire un confronto istituzionale sull’opera e di riportare le infrastrutture al centro dell’agenda politica regionale.
Un appello che arriva mentre il dibattito politico abruzzese si concentra sulla riforma della legge elettorale. Per Pietrucci, invece, prima di intervenire sulle regole della rappresentanza occorre affrontare le questioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini: dalla sanità alla pressione fiscale, passando per sicurezza, trasporti e collegamenti tra costa e aree interne.
«Marsilio metta da parte, almeno per un momento, la legge elettorale e si occupi delle questioni che cambiano davvero la vita degli abruzzesi – afferma Pietrucci – Una Regione non può essere paralizzata dalle discussioni sulle regole della politica mentre territori, cittadini e imprese aspettano da anni opere infrastrutturali decisive».
Al centro della proposta c’è la direttrice L’Aquila-Chieti-Pescara e, in particolare, il collegamento tra il capoluogo e Bussi. L’obiettivo indicato dal consigliere dem è quello di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza tra l’entroterra e la costa, rafforzando contemporaneamente la competitività economica dei territori attraversati.
«Da anni parliamo di accorciare le distanze tra L’Aquila, Chieti e Pescara, oggi collegate da tempi di percorrenza che possono arrivare a un’ora e cinquanta minuti se si rispetta il codice della strada, di rendere più competitivi i nostri territori, di sostenere le aree interne e di contrastare lo spopolamento – sottolinea Pietrucci –. Poi, però, quando arriva il momento di indicare una priorità e costruire un percorso concreto, tutto sembra diventare più complicato».
Da qui la richiesta alla Regione di farsi promotrice di un tavolo che coinvolga Governo, Ministero delle Infrastrutture, Anas, Provincia dell’Aquila e Comuni interessati, con l’obiettivo di verificare concretamente la fattibilità della quattro corsie L’Aquila-Bussi nell’ambito del più generale ammodernamento della direttrice verso Chieti e Pescara.
«Non sto chiedendo una promessa elettorale né l’ennesimo annuncio – precisa il consigliere regionale –. Sto chiedendo alla Giunta di sedersi intorno a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti, mettere sul tavolo i progetti esistenti, verificare ciò che è stato fatto e ciò che ancora manca, individuare le risorse e stabilire un cronoprogramma».
Per Pietrucci l’opera non avrebbe una valenza esclusivamente aquilana. Il nuovo collegamento consentirebbe infatti di avvicinare il capoluogo alla costa e, allo stesso tempo, di migliorare l’accessibilità della Valle Subequana e della Valle Peligna ai principali assi infrastrutturali regionali, con possibili ricadute sulle attività produttive, sul turismo e sull’agricoltura.
«La L’Aquila-Bussi riguarda tutto l’Abruzzo – sostiene – Significa mettere in comunicazione più velocemente il capoluogo con la costa, avvicinare la Valle Subequana e la Valle Peligna ai grandi assi di collegamento, sostenere le attività produttive, il turismo e l’agricoltura e rendere più attrattive le aree interne. Significa soprattutto smettere di considerare l’entroterra come una periferia e riconoscerne finalmente il ruolo strategico».
Il tema delle infrastrutture viene legato anche alla questione dello spopolamento delle aree interne e alla necessità di garantire servizi e condizioni di sviluppo omogenee sul territorio regionale. Per il consigliere dem, la L’Aquila-Chieti-Pescara potrebbe quindi rappresentare un banco di prova della capacità della Regione di programmare interventi destinati ad avere effetti ben oltre l’attuale legislatura.
«Prima delle convenienze della politica vengono le esigenze degli abruzzesi. Prima delle regole con cui si vota vengono le strade sulle quali gli abruzzesi devono poter viaggiare in sicurezza. Prima delle discussioni sulla legge elettorale vengono le infrastrutture che possono determinare il futuro dei nostri territori».
Pietrucci chiama quindi direttamente in causa Marsilio: «Il presidente ha davanti a sé una scelta: può continuare a concentrare il dibattito sulle dinamiche politiche oppure può utilizzare il tempo che resta per affrontare alcune delle grandi questioni che l’Abruzzo si porterà dietro per i prossimi decenni. Io gli chiedo di scegliere la seconda strada».
La prospettiva indicata è quella di arrivare, nel lungo periodo, a collegare i quattro capoluoghi abruzzesi con tempi di percorrenza inferiori a un’ora, creando così le condizioni infrastrutturali necessarie anche per discutere successivamente di una più ampia riorganizzazione istituzionale regionale.
«Solo quando avremo messo in connessione i quattro capoluoghi di provincia in meno di un’ora – conclude Pietrucci – potremo cominciare a parlare di riforme, collegio unico, unificazione degli enti, riunificazione dell’Ente Regione e razionalizzazione reale dei costi con benefici per le tasche degli abruzzesi. Prima vengono le opere e i servizi che servono ai cittadini, poi le riforme che riguardano la politica».
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