12 Settembre 2026 - 11:12:07
di Andrea Di Paolo
Tre giorni di solidarietà e fratellanza che hanno trovato a L’Aquila la loro cornice per parlare della donazione di sangue, una pratica fondamentale per venire incontro a quelle che sono le necessità sanitarie di una moltitudine di persone.
È il Donor Weekend, il fine settimana del donatore, un appuntamento di carattere nazionale nel quale è stato fatto il punto sulle attività svolte dall’associazione volontari italiani sangue in tutta la penisola ma con un occhio di riguardo per l’Abruzzo e per il capoluogo di regione.
Partecipazione massima nel convegno odierno, che ha visto la sala Ipogea del palazzo dell’Emiciclo riempirsi per la presentazione di dati fondamentali per le attività dell’AVIS. In provincia dell’Aquila, ad esempio, si lavora per mantenere i bei risultati raggiunti, che confermano l’impegno e la dedizione di volontari e operatori.
«Quest’anno – spiega Maria Rita Fracassi, presidente provinciale di AVIS L’Aquila – abbiamo raggiunto le 5.850 donazioni, siamo ai livelli della provincia di Pescara. Per cui io ringrazio tutti i donatori che con questo gesto, con questi chilometri che fanno per raggiungere i nostri ospedali, ci aiutano ad avere per la nostra provincia la completa autosufficienza. Questi giorni c’era carenza di sangue – commenta – l’abbiamo visto su tutti i social, ma nella provincia dell’Aquila stavamo benissimo a livello di scorte. Ieri è arrivato il messaggio che chiedeva di chiamare i donatori perché serve sangue ad altre province. Questa è la solidarietá perché tu non sai a chi donerai il sangue. Semplicemente – spiega – vai e lo doni, chi ne ha bisogno lo prende».
Centrale, inoltre, il discorso sulle aree interne. L’obiettivo, infatti, è cercare di venire incontro ai donatori più distanti dai centri urbani, che in alcuni casi attraversano decine di chilometri per portare avanti il proprio impegno con l’associazione.
«É molto difficile – va avanti la presidente di AVIS L’Aquila – per un donatore fare 60 km per donare il proprio sangue, per cui è questo spopolamento delle zone interne verso la città che cerchiamo di contrastare. In questo momento vorremmo trovare una soluzione, che sia uguale per tutti, per agevolare i donatori a compiere questo gesto che è di rinascita per un’altra persona».
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