13 Settembre 2026 - 19:26:54

di Tommaso Cotellessa

Una domenica di memoria, ma soprattutto di festa, quella iniziata questa mattina all’Aquila. Il centro storico è stato invaso da una fiumana di oltre 1.200 penne nere, arrivate da tutta Italia per celebrare la nona edizione del raduno «Ricordando il Battaglione Alpini L’Aquila».

Un’occasione per ricordare una pagina di storia fatta di servizio, sacrificio e abnegazione, ma anche per rinnovare quei valori che continuano a vivere nello spirito degli alpini, ancora oggi impegnati al servizio dello Stato e delle comunità.

«Ricordare il Battaglione Alpini L’Aquila significa ricordare uno dei reparti più gloriosi delle forze armate italiane», queste le parole del Colonnello Pietro Piccirilli, presidente del Comitato “Ricordando il Battaglione Alpini L’Aquila.

«Il Battaglione Alpini è ancora oggi un vanto da montagna, un battaglione costituito per la maggior parte da soldati d’Abruzzo che nella sua seppur breve storia ha saputo conquistare le pagine della storia mettendo a frutto i valori di coraggio militare, senso del dovere e spirito di sacrificio per la patria. Noi con queste celebrazioni vogliamo anche ricordare i nostri caduti, perché gli alpini onorano i morti aiutando i vivi».

Le celebrazioni con i loro riti solenni non si sono limitate a consegnare una memoria viva, ma hanno anche mostrato un’identità di questo territorio che entra a pieno titolo nella cultura del capoluogo abruzzese.

In tal senso è stato il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini sezione L’Aquila Costanzo Marcanio ad evidenziare lo stretto collegamento fra le celebrazioni del raduno e il titolo di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura. «Nel battaglione Alpini L’Aquila tantissimi italiani sono stati elementi essenziali proprio a sottolineare il connubio che lega questo territorio allo spirito degli alpini».

Non si è trattato, però, soltanto di una celebrazione militare, ma di una vera e propria festa civile, capace di raccontare lo stretto legame che unisce le penne nere alla comunità aquilana.

Un rapporto costruito nel tempo, fatto di gratitudine e riconoscenza, alimentato soprattutto dalla presenza costante degli alpini nei momenti più difficili vissuti dalla città.

A testimoniarlo, oltre alla grande partecipazione di cittadini e visitatori, il lungo tricolore che ha aperto il corteo, portato dalle associazioni aquilane, da Jemo ‘Nnanzi alla Croce rossa passando per l’Ail, il Vas e l’Associazione Carabinieri.

Un’immagine simbolo di una giornata in cui fare memoria ha significato, ancora una volta, celebrare un’intera comunità.