16 Settembre 2026 - 10:25:16
di Marianna Galeota
«La vicenda della multa da 95 euro ricevuta da una cittadina nel parcheggio di Maury’s e quella, ben più rilevante per l’interesse pubblico, del terminal di interscambio sono l’ennesima dimostrazione di un problema politico che questa Amministrazione non può più nascondere: quando si tratta di autorizzare nuovi insediamenti commerciali, il centrodestra è rapidissimo; quando invece si tratta di ottenere dai privati le opere previste dalle convenzioni, tutto diventa improvvisamente più complicato».
Lo scrive in una nota il consigliere comunale Lorenzo Rotellini, capogruppo Avs Comune dell’Aquila
«Il terminal pubblico non è una richiesta aggiuntiva inventata oggi. È un’opera prevista negli atti approvati dal Comune nel 2022: un parcheggio pubblico attrezzato di scambio intermodale di circa 1.150 metri quadrati, con una struttura destinata ai servizi per utenti e viaggiatori – Eppure, a distanza di anni, quell’opera non è stata realizzata. E dalle carte emerge inoltre che i parcheggi direttamente a servizio della struttura commerciale rimangono al privato. L’assessore De Santis ha annunciato settimane fa: ‘Terminal subito, o revoca delle licenze’. Prendiamo atto delle parole, ma il punto politico è un altro: perché il Comune arriva a questo punto soltanto adesso? Se una convenzione viene approvata dalla stessa Amministrazione che autorizza l’intervento, il rispetto degli impegni dovrebbe essere una normale attività di controllo, non una battaglia da ingaggiare a distanza di anni».
«Sindaco e assessore abbiano il coraggio di passare dalle parole ai fatti e facciano valere fino in fondo gli strumenti a disposizione del Comune per ottenere la realizzazione delle opere previste, assumendo, ove ne ricorrano i presupposti, anche i provvedimenti annunciati – prosegue – Il tema, quindi, non riguarda soltanto Maury’s. Riguarda il modello di sviluppo scelto dal centrodestra per L’Aquila: grandi interventi commerciali sì, ma quali opere vengono effettivamente consegnate alla città? Quali controlli vengono fatti? Quali convenzioni vengono rispettate? E soprattutto, chi tutela i cittadini e il loro diritto a ricevere le opere e i servizi che sono stati previsti a fronte di quegli interventi?»
Rotellini presenterà per questo una interrogazione in Consiglio comunale, chiedendo conto dello stato di attuazione della convenzione, delle diffide già inviate, dei collaudi e delle opere ancora mancanti.
«Non lo faccio contro qualcuno, ma per difendere ciò che spetta alla città. Le convenzioni urbanistiche non possono essere semplici pezzi di carta: se un privato ottiene la possibilità di realizzare un importante intervento, la comunità deve ricevere quanto previsto negli accordi», conclude.
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