23 Settembre 2026 - 14:55:07
di Andrea Di Paolo
Presentato questa mattina nella casa comunale di Palazzo Margherita il festival “L’Aquila Città del Libro” 2026, un cartellone culturale che si ripropone per il quarto anno portando in città nomi di livello nazionale e prestigiose firme del giornalismo.
Obiettivo primario dell’organizzazione è stato quello di celebrare la concomitanza con l’anno in cui L’Aquila è capitale italiana della Cultura con un programma più ampio del solito, che punta sulla partecipazione di importanti scrittori e intellettuali, ma che rinsalda anche il forte legame con il territorio.
«Oltre ai Big come tutti gli altri anni – spiega la consigliera Claudia Pagliariccio – abbiamo avuto anche una grande partecipazione di quelle che sono tutte le case editrici della provincia dell’Aquila che saranno presenti non solo come esposizione e vendita ma anche come presentazioni proprio dei loro libri. Ci è dispiaciuto – va avanti – non poter dar voce a tutte le richieste che ci sono arrivate perché abbiamo dovuto rimandare 45 presentazioni di libri che fisicamente non sono entrate all’interno di questo festival. Ci auguriamo che possano tornare a L’Aquila, magari l’anno prossimo. Insieme a Bertinotti, insieme a Sangiuliano e insieme a Costantini e Cruciani, – chiude – avremo anche tutta quella che è l’editoria della provincia dell’Aquila».
Spiccata anche la vocazione pedagogica, con il coinvolgimento delle scolaresche aquilane che parteciperanno a presentazioni e convegni per aprire fondamentali riflessioni su tematiche che spaziano dall’arte all’attualità.
«Abbiamo invitato – spiega Sofia Climastone, dell’associazione “Alchimia D’inchiostro” – anche numerose scuole dell’Aquila per permettere anche ai bambini ai ragazzi di partecipare a questa visione un po’ adulta. Saranno presenti alle presentazioni dei volumi perché non sono abituati a farlo e quindi – chiude – ci piacerebbe proprio insegnare loro la presenza alle presentazioni».
Il cartellone prenderà il via il 24 settembre per continuare fino a domenica 27, con una cornice d’eccezione, ossia Piazza del Teatro, nel pieno centro cittadino. Per condizioni meteorologiche avverse, invece, gli eventi si sposteranno all’interno del Ridotto del Teatro Comunale.
Sul festival sono stati, però, diversi i punti di vista espressi dagli aquilani.
Oltre a chi plaude organizzazione e amministrazione comunale per un evento culturale che si conferma in crescita, c’è anche chi ha posto l’accento sui nomi che arriveranno a L’Aquila per la rassegna letteraria. Si tratterebbe, per alcuni, di personalità molto vicine all’ala politica di destra, fatto che ha attirato non poche critiche, alla luce della regola aurea che vuole la Cultura, quella con la c maiuscola, come una tematica universale, non riconducibile a una singola frangia politica e men che meno a uno specifico credo o pensiero.
Sul tema, per rispondere alle critiche mosse da parte della cittadinanza, si è espressa la consigliera Claudia Pagliariccio, che ha ricordato come il senso profondo di un momento culturale del genere sia proprio quello di mettere in contatto opinioni diverse, persone provenienti da ambienti eterogenei, così da mettere anche i cittadini nella posizione di ampliare i propri orizzonti.
«Dire che nel Festival del Libro ci siano “solo nomi di una certa ala politica” – apre la consigliera – significa, semplicemente, non aver guardato il programma. “L’Aquila Città del Libro” è una rassegna che mette insieme voci, sensibilità e ambiti molto diversi: dal giornalismo alla narrativa, dalla saggistica all’attualità, dalla cultura allo sport. Basta guardare alcuni dei nomi in programma: Fabrizio Biasin, Giuseppe Culicchia, Giuseppe Cruciani, Fausto Bertinotti, Gaia Tortora, Roberto Costantini, Gennaro Sangiuliano, Beatrice Venezi e molti altri».
Una varietà che, ricorda, non riguarda soltanto gli ospiti, ma anche i moderatori, con giornalisti e professionisti dell’informazione locale ma non solo.
Una riflessione doverosa su quelli che dovrebbero essere i fattori fondamentali di un cartellone dedicato alla letteratura, ma che oltre alla politica andrà a trattare attualità, sport, narrativa, musica, intelligenza artificiale, nuovi media e geopolitica.
Un invito, a questo punto, è davvero doveroso. La dissonanza tra gli ideali politici è l’anima della democrazia. Partecipare agli eventi anche per far emergere un punto di vista differente, ovviamente nelle modalità più corrette, diventa davvero fondamentale.
Una carta in più da giocare nell’epoca dei social network e delle bolle di interesse, dove sempre più di rado veniamo in contatto con opinioni differenti dalle nostre. Una nuova occasione, quindi, per riportare sul territorio un dibattito sincero, argomentato e rispettoso, che rimane, insieme all’informazione plurale, il vero nutrimento per la democrazia.
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