01 Ottobre 2026 - 12:17:19

di Marianna Galeota

«Essere consiglieri comunali di minoranza significa, naturalmente, esercitare un’azione di opposizione, controllare, criticare quando necessario e denunciare ciò che non funziona. Ma fare opposizione non significa essere contrari a tutto. Ci sono circostanze nelle quali il nostro compito è anche quello di avanzare proposte che riteniamo utili per la città, indipendentemente dal fatto che provengano dai banchi della minoranza. E quando una proposta viene accolta e può trasformarsi in un risultato concreto per L’Aquila, non possiamo che considerarlo un fatto positivo per tutti».

Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali Enrico Verini e Gianni Padovani in riferimento alla loro proposta di applicare finalmente la legge 717 del 1949 che prevede la destinazione di una quota, pari al 2% dell’importo dei lavori, alla realizzazione di opere artistiche connesse alle opere pubbliche.

«È importante ricordare che non si tratta di una questione completamente nuova per L’Aquila. Già in passato l’allora assessore Vladimiro Placidi aveva lavorato sull’applicazione di questa normativa, arrivando alla predisposizione di una specifica deliberazione. Quell’esperienza, tuttavia, non ha avuto seguito negli anni successivi e la previsione del 2% per l’arte è rimasta sostanzialmente inattuata – aggiungono – A riportare oggi l’attenzione su questa possibilità è stata anche la cittadinanza attiva di tanti aquilani. Tra questi vogliamo ricordare in particolare Pina Lauria, che, in maniera del tutto disinteressata e nell’interesse della collettività, ci ha fatto conoscere e approfondire il problema, contribuendo a far emergere una questione che rischiava di rimanere ancora una volta inosservata».

«Noi abbiamo raccolto questo stimolo, lo abbiamo approfondito e lo abbiamo portato nelle sedi istituzionali, fino al Consiglio comunale – precisano – Abbiamo posto quindi la questione dell’applicazione della legge 717 del 1949 e abbiamo ottenuto la rassicurazione che, d’ora in avanti, il principio del 2% per l’arte sarà applicato, a cominciare da alcune importanti opere pubbliche attualmente in dirittura d’arrivo: il Palasport di Centi Colella, la ricostruzione del complesso funerario dei Nove Martiri presso il Cimitero monumentale dell’Aquila e la realizzazione della sede unica comunale presso l’autoparco municipale».

Si tratta complessivamente di opere per circa 30 milioni di euro, sulle quali una quota delle risorse potrà dunque essere destinata alla realizzazione di interventi artistici.

«Non è un dettaglio – proseguono – Significa pensare all’opera pubblica non soltanto come a qualcosa di funzionale, ma anche come a qualcosa capace di produrre bellezza, identità e qualità urbana. L’Aquila è una città bellissima. Ma noi pensiamo che possa essere ancora più bella. E questa scelta può rappresentare anche una grande opportunità per gli artisti aquilani, per quelli affermati ma soprattutto per tanti giovani che oggi esprimono forme di arte contemporanea, innovative e originali, spesso senza trovare nella propria città occasioni concrete per trasformare la propria creatività in opere visibili e permanenti. Per questo riteniamo importante che l’applicazione della legge possa tradursi in veri concorsi di idee, aperti e trasparenti, capaci di coinvolgere gli artisti della città. Chi vive e lavora a L’Aquila conosce la sua storia, i suoi simboli, le sue ferite, le sue rinascite e il suo carattere. Può quindi contribuire a costruire un rapporto profondo tra le nuove opere pubbliche e l’identità della città».

«E c’è anche un altro aspetto che ci sembra importante: l’arte può creare economia. Investire nella creatività significa infatti sostenere professionalità, competenze, giovani artisti e imprese culturali, facendo sì che una parte delle risorse destinate alle opere pubbliche possa generare ricadute economiche e professionali direttamente sul territorio – affermano Verini e Padovani – Abbiamo inoltre ottenuto un altro risultato che consideriamo significativo: d’ora in avanti, nelle deliberazioni relative alle opere pubbliche sottoposte al Consiglio comunale dovrà essere indicato espressamente se l’intervento rientra o meno nell’ambito di applicazione della legge sul 2% per l’arte. Qualora non vi rientri, dovranno essere indicate le relative motivazioni. È un meccanismo semplice, ma importante, perché rende la norma concreta, verificabile e soprattutto impedisce che possa essere nuovamente dimenticata. Questa vicenda dimostra che anche dai banchi della minoranza si possono avanzare proposte capaci di diventare patrimonio dell’intera comunità. E dimostra anche quanto possa essere prezioso il rapporto tra istituzioni e cittadini quando la cittadinanza attiva riesce a trasformare un’attenzione, un’idea o una segnalazione in una proposta concreta».

Noi continueremo a fare opposizione quando sarà necessario. Ma continueremo anche a proporre, perché il nostro obiettivo non è semplicemente dire dei “no”.

«Il nostro obiettivo è contribuire a costruire una città migliore, più bella, più moderna e più capace di valorizzare le proprie energie – concludono -Perché ricostruire L’Aquila significa anche questo: non soltanto ricostruire ciò che è stato distrutto, ma costruire una città nella quale la qualità, la cultura e la bellezza diventino parte integrante dello spazio pubblico. E in questo percorso crediamo debbano trovare spazio anche le idee e la creatività dei cittadini. Noi vogliamo una città bella. E pensiamo che L’Aquila possa diventarlo ancora di più».