06 Ottobre 2026 - 16:09:11

di Martina Colabianchi

Si è ufficialmente concluso l’esperimento Cuore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha fornito dati preziosi per nuovi esperimenti.

Materia di studio, i segreti più profondi dei neutrini, tra le particelle più sfuggenti e allo stesso tempo comuni dell’universo.

«Cuore è stato un grande successo scientifico, e ha rappresentato anche una straordinaria impresa tecnologica», ha commentato Carlo Bucci, ricercatore Infn e coordinatore della Collaborazione Cuore. Chiave dell’esperimento ideato per fare l’identikit dell’antiparticella del neutrino, la cui esistenza è stata ipotizzata negli anni ’30 da Ettore Majorana, ma mai confermata sperimentalmente, è un grande strumento composto da oltre una tonnellata di cristalli di tellurio e raffreddato a temperature vicinissime allo zero assoluto, circa -272C.

«Un risultato che, al momento della progettazione dell’esperimento, appariva estremamente ambizioso e che ha richiesto lo sviluppo di soluzioni innovative nel campo della criogenia e della strumentazione», ha aggiunto Bucci.

In questo modo Cuore ha permesso di definire con grande precisione alcune caratteristiche dei neutrini finora sconosciute e aiutato a guidare lo sviluppo di nuovi esperimenti ideati per comprendere i segreti delle particelle elementari che compongono l’universo, tra cui l’enigmatica materia oscura.

«Con il completamento del programma scientifico – ha concluso Ezio Previtali, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso – Cuore lascia in eredità non solo una straordinaria quantità di dati e risultati, ma anche un patrimonio di tecnologie, competenze e innovazioni che continueranno a essere sviluppate nelle future generazioni di esperimenti criogenici ai Laboratori sotterranei del Gran Sasso».