10 Ottobre 2026 - 06:51:41
di Marianna Galeota
Con 2,2 milioni di arrivi (+404 mila rispetto al 2024) e 8,7 milioni di presenze (+1,5 milioni) il 2025 è un anno record per il turismo abruzzese.
I dati sono forniti dal Cresa, agenzia della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia.
Il 2025 ha fatto registrare in Abruzzo 8,7 milioni di presenze turistiche in aumento del +21,4% su base
annua (+1,5 milioni di persone). Chieti è la provincia che anche nel 2025 ha fatto osservare la
migliore performance (+32,9% pari a + 406,6 mila turisti) seguita dall’Aquila (+23,7% che corrisponde
a +311,8 mila), da Teramo (+18,5%, pari a 605,2 mila) e, a distanza, da Pescara (+15,6% che
equivale a +209,6 mila).
Gli arrivi crescono in misura lievemente superiore rispetto alle presenze: la regione ne registra 2,2
milioni (+404,4 mila che corrisponde al +22,3%) di cui 684,7 mila a Teramo (+96,2 mila, +16,3%),
610,5 mila a L’Aquila (+127 mila, +26,3%), 479,6 mila a Pescara (+99 mila, +26,0%) e 439,3 mila a
Chieti (+82,3 mila, +23,1%),
La permanenza media in regione scende leggermente passando dalle 4 notti del 2024 alle
3,9 dell’anno in esame: in particolare scende da 3,5 a 3,2 notti a Pescara, sale da 3,5 a 3,7 a Chieti
e da 5,6 a 5,7 a Teramo e resta stabile sulle 2,7 notti a L’Aquila.
In relazione alla provenienza dei turisti, gli italiani registrano un aumento su base annua sia degli
arrivi (+314,8 mila pari al +20,0%) che delle presenze (+1,1 milione che corrisponde al +18,4%), gli stranieri riportano un aumento del 38,2% sul fronte degli arrivi (+89,6 mila) e del
+38,0% delle permanenze (+411,7 mila). Il maggior incremento registrato dalla componente straniera
ha prodotto un aumento del loro peso sul totale in termini di arrivi (dal 13,0% al 14,6%) e di presenze
(dal 15,1% al 17,2%).
I principali Paesi di provenienza dei turisti internazionali sono la Germania (arrivi: 17%;
presenze: 19%), la Svizzera (arrivi:7 %; presenze: 8%), gli Stati Uniti (arrivi: 7%; presenze: 6%), la
Francia (arrivi: 7%; presenze: 5%) e il Belgio (arrivi: 5%; presenze: 6%).
Il turismo in Abruzzo rimane tuttavia strutturalmente alimentato principalmente da
italiani. La durata media dei soggiorni si conferma stabile per gli stranieri (4,6 notti) e lievemente diminuita per gli italiani (da 3,9 a 3,8 notti).
Ottime le dinamiche provinciali della componente estera con aumenti che per gli arrivi vanno dal
+56,4% di Pescara al + 43,3% di Chieti al +27,3% dell’Aquila al +20,3% di Teramo e per le presenze
dal 59,9% di Chieti al + 47,8% dell’Aquila al +39,1 di Pescara al +26,4% di Teramo. Ne consegue che la durata media dei soggiorni dei turisti stranieri che in Italia resta stabile sulle 3,4 notti e in Abruzzo 3,5 notti, a Teramo da 6,0 a 6,3 pernottamenti, a Chieti da 3,5 a 3,9 notti e nella sola provincia di Pescara si riduce da 4,6 a 4,1 pernottamenti.
Buono anche l’andamento provinciale dei flussi turistici nazionali.
L’Aquila riporta un +25,2% degli arrivi e un +20,8% delle presenze (permanenza
media: da 2,7 a 2,6 notti), Teramo nell’ordine un +15,7% e un +17,1% (da 5,5 a 5,6 pernottamenti),
Pescara un +19,7% e un +8,2% (da 3,3 a 3 notti) e Chieti un +19,9% e un +28,5% (da 3,5 a 3,7 notti).
Andamento particolarmente brillante dei comuni montani che vedono aumentare gli arrivi di un quarto e le presenze di più del 30% arrivando in tal modo a ricevere più del 30% degli arrivi e più del 20% delle presenze. Al raggiungimento di tali risultati ha contribuito in maniera decisiva la componente
estera che ha fatto registrare una crescita dei flussi nei comuni montani sia sul fronte degli arrivi
(+37%) che delle presenze (+56%). Si sottolinea l’importanza del loro ruolo per una migliore
distribuzione dei flussi sul territorio e per la valorizzazione delle destinazioni minori.
Riguardo alle tipologie di strutture, quelle alberghiere, grazie alla componente del turismo
nazionale, ospitano la maggioranza sia degli arrivi che delle presenze totali (rispettivamente 73% e
63%) con valori superiori alla media regionale a Pescara (arrivi: 85%; presenze: 74%) e L’Aquila (arrivi: 78%; presenze: 80%). I dati del Ministero del Turismo relativi al periodo gennaio-giugno 2026 indicano che la crescita tendenziale degli arrivi si è attestata sul +7,2% e quella delle presenze sul 7,7%, entrambi migliori
del +4,4% e +4,9% medi nazionali.
L’avanzata è proseguita anche nel mese di luglio con un +6,5% di arrivi (Italia: 4,2%) e un +6,7% di presenze (Italia: +4,4%) rispetto allo stesso mese del 2025.
L’intensificarsi dei flussi ha riguardato principalmente i piccoli comuni che nei primi sette mesi dell’anno hanno fatto registrare aumenti tendenziali degli arrivi del 9,6% – che colloca l’Abruzzo al 3° posto tra le regioni italiane dopo Lazio e Friuli Venezia Giulia – e delle presenze del +10,9% – 1° posto -, entrambi molto al di sopra delle variazioni medie nazionali.
Questo ottimo risultato testimonia che la regione sta riuscendo, attraverso la proposizione di un’offerta vasta e diversificata, ad intercettare una domanda sempre meno orientata alle destinazioni
tradizionali e più alle destinazioni minori tra le quali spiccano i piccoli comuni e le aree interne
(borghi, paesaggio naturale, sport di montagna, itinerari territoriali).
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