02 Novembre 2026 - 14:22:07
di Martina Colabianchi
«Le risorse si annunciano, i risultati si dimostrano. È questa la distinzione che manca nelle dichiarazioni del consigliere Fabio Frullo, che presenta i 15 milioni di euro aggiuntivi previsti nel disegno di legge di bilancio dello Stato come l’ennesima prova dell’efficacia dell’Amministrazione Biondi».
Lo dichiara Alessandro Tomassoni, consigliere comunale e capogruppo del Gruppo Misto, a margine della seduta di Consiglio comunale sull’approvazione del bilancio consolidato dell’esercizio 2025. L’annuncio di fondi ulteriori stanziati per il cratere aquilano nella manovra di bilancio, attualmente all’esame del Parlamento, era arrivato sabato dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e dal presidente di Regione Marco Marsilio.
Il consigliere comunale Fabio Frullo, il giorno successivo, aveva rivendicato l’arrivo delle risorse quale dimostrazione dell’efficacia del lavoro svolto dall’amministrazione comunale in questi anni.
«Una lettura politicamente comoda» per Tomassoni, «che trasforma il riconoscimento delle necessità di un territorio in un attestato di merito per chi lo governa. Le risorse statali destinate all’Aquila rispondono alle esigenze straordinarie di una città ancora impegnata nella ricostruzione, sono certamente importanti ma non rappresentano un premio alla maggioranza, ed anzi previste in un disegno di legge che deve ancora completare il proprio iter parlamentare. Celebrarle come un risultato già acquisito è prematuro, presentarle come prova di buona amministrazione è una grave forzatura».
Situazione analoga per quanto riguarda l’approvazione del bilancio consolidato. «Ferma restando l’attività svolta dalla commissione Bilancio e dal suo presidente – scrive Tomassoni -, un utile contabile di oltre 14 milioni di euro non equivale automaticamente a buona amministrazione, come ho ribadito nella seduta consiliare di questa mattina. Il risultato complessivo del gruppo comunale non cancella le perdite delle singole partecipate, né risolve, da solo, criticità gestionali e carenze dei servizi piuttosto evidenti. Le società pubbliche devono garantire equilibrio economico e qualità delle prestazioni: trasporti efficienti, servizi ambientali adeguati e investimenti utili alla collettività, si comprende bene come la loro funzione non si esaurisca nella produzione di un utile da esibire in gaudenti comunicati stampa».
«Si può chiudere un bilancio in positivo e, contemporaneamente, gestire male un servizio pubblico, per questo la qualità dell’amministrazione va misurata anche su ciò che ricevono i cittadini, non soltanto sull’ultima riga del conto economico, e colpisce, su tutto, che una maggioranza tanto solerte nel celebrare il consolidato non lo sia stata altrettanto nel garantire il numero legale necessario ad approvarlo nella seduta di venerdì scorso. Anche questa è una misura concreta della sua capacità di governo», incalza Tomassoni.
«Una maggioranza di centrodestra, dunque, che esibisce conti e finanziamenti come trofei politici, ma ottenere risorse e approvare bilanci non basta nel momento in cui dovrebbe dimostrare, e avrebbe già dovuto farlo da tempo, come quelle risorse diventino servizi migliori, opere fruibili e risposte ai bisogni dell’intera città, di chi vivendo in centro storico, come nei quartieri e nelle frazioni, sperimenta ogni giorno le conseguenze delle scelte di chi la guida. Far tornare i conti è un dovere, far funzionare la città è la responsabilità politica di chi amministra. E nessun utile di bilancio – conclude il consigliere del Gruppo Misto – può assolvere la maggioranza da ciò che, molto, ed è evidente, ancora non funziona».
Impietoso anche il giudizio del consigliere comunale Gianni Padovani, secondo cui l’esito dell’ultima seduta consiliare ha mostrato una maggioranza di centrodestra ormai in balia delle divisioni interne e proiettata unicamente verso la successione del sindaco Biondi, a discapito dell’azione di governo.
Entrando nel merito delle cifre, Padovani evidenzia come il Bilancio consolidato smentisca le narrazioni trionfalistiche della giunta: l’ente registra una contrazione della liquidità del 30%, un aumento del debito del 4% e un deterioramento del risultato di gestione di quasi due milioni di euro. A preoccupare maggiormente è lo stato di salute delle società partecipate, in particolare l’Ama, costretta a intaccare le proprie riserve per coprire le perdite, e l’Asm, gravata da ben otto milioni di euro di debiti consolidati.
Tutto ciò si traduce in un pesante contraccolpo per la cittadinanza: a fronte di una TARI rimasta ai vertici delle classifiche nazionali, i servizi pubblici continuano a registrare evidenti inefficienze, dalla raccolta dei rifiuti e lo spazzamento stradale fino al trasporto pubblico, con le frazioni e le periferie sempre più trascurate. Secondo Padovani, l’eredità di nove anni di amministrazione Biondi si sintetizza proprio in questo squilibrio: ingenti risorse concentrate sulla politica dell’immagine e sui grandi eventi a fronte del costante peggioramento delle manutenzioni e dei servizi essenziali per gli aquilani.
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