19 Febbraio 2026 - 17:29:14

di Tommaso Cotellessa

 Dopo anni di chiusura a causa di un esteso dissesto idrogeologico, si avvicina un passaggio decisivo per il ripristino della strada provinciale 63 “Simbruina”, asse viario strategico di collegamento tra Abruzzo e Lazio.

La Provincia dell’Aquila ha completato il progetto relativo agli interventi più urgenti, per un investimento complessivo aggiornato a 7 milioni di euro, e ha avviato parallelamente un secondo piano di riqualificazione dell’intera arteria per ulteriori 10 milioni.

Un impegno economico rilevante, proporzionato alla complessità tecnica delle opere e alla valenza strategica della strada, chiusa da anni in seguito a gravi fenomeni franosi. A seguito di un’approfondita ricognizione dei dissesti e delle criticità lungo il tracciato, l’Ente ha dovuto prendere atto che l’intervento necessario superava ampiamente le prime stime sommarie.

Per arrivare alla redazione del progetto è stata sostenuta una spesa complessiva di 151.375 euro: l’incarico è stato affidato ad APM Engineering Srl, mentre la relazione geologica e le indagini geognostiche sono state curate da Geomok Srl. Un secondo livello di progettazione, relativo all’intera arteria per un importo complessivo di 463.873,60 euro, è stato invece affidato al raggruppamento temporaneo di professionisti composto da Hypro Srl, Artec Associati Srl, Sipec Srl e Simone Giosuè Madeo.

Il piano di mitigazione del rischio è stato definito sulla base di un quadro conoscitivo aggiornato, costruito attraverso indagini geologiche, geognostiche e geofisiche, verifiche archeologiche, prove di laboratorio sui materiali, rilievi plano-altimetrici di dettaglio e analisi geomeccaniche dei versanti.

Lungo il tracciato sono previste perlustrazioni sistematiche e disgaggi controllati di massi instabili, rafforzamenti corticali con reti metalliche e funi in acciaio ad alta resistenza, installazione di barriere paramassi dimensionate in base alle traiettorie di caduta e all’energia cinetica attesa, chiodature passive e consolidamenti localizzati di ammassi rocciosi fratturati, oltre al ripristino delle reti esistenti.

Per quanto riguarda la piattaforma stradale, il progetto prevede il ripristino dei tratti franati mediante opere di sostegno strutturali, tra cui pali trivellati di grande e piccolo diametro ancorati agli strati geologicamente stabili. Fondamentale anche il potenziamento delle opere di drenaggio e regimazione delle acque superficiali, elemento chiave per prevenire nuovi fenomeni di instabilità.

Completano il quadro il rifacimento del sottofondo e del manto stradale nei tratti compromessi, la sistemazione dei guard-rail, l’adeguamento della segnaletica e l’installazione di un sistema di monitoraggio geotecnico con sonde e sensori inclinometrici e termici per il controllo nel tempo del comportamento dei versanti.

La Provincia ha convocato la Conferenza dei servizi sul Progetto di fattibilità tecnico-economica per acquisire tutti i pareri necessari, in considerazione dei vincoli presenti sull’area. Tra gli enti coinvolti figurano la Soprintendenza per gli aspetti archeologici e paesaggistici, il Comune di Capistrello, la Regione Abruzzo – Servizio Difesa del Suolo, l’Autorità di Bacino dell’Unit of Management Liri Garigliano per il rischio frana e gli enti competenti per la valutazione di incidenza ambientale nelle aree ricadenti nel Parco Regionale dei Monti Simbruini.

Sono inoltre in corso le verifiche con i gestori delle infrastrutture presenti lungo il tracciato – tra cui TIM, Open Fiber, Infratel, FiberCop, E-Distribuzione e il Consorzio Acquedottistico Marsicano – per accertare eventuali interferenze con reti e fasce di rispetto.

Nel frattempo, l’Ente ha formalmente richiesto alla Regione Abruzzo il reinserimento del finanziamento nell’ambito della rimodulazione delle risorse FSC 2021-2027, per l’intero importo aggiornato di 7 milioni di euro.

«La Provincia dell’Aquila sta lavorando da tempo per risolvere una problematica complessa – ha dichiarato il presidente Angelo Caruso –. Il progetto, articolato in più stralci funzionali, prevede un intervento immediato sulla porzione più critica della strada. Abbiamo sempre considerato la provinciale 63 un’arteria di elevata valenza strategica per i collegamenti tra Lazio e Abruzzo e per l’attrattività turistica, in ragione dei paesaggi di pregio che attraversa».

Sulla stessa linea il consigliere provinciale con delega alla Viabilità dell’area Marsica, Gianluca Alfonsi: «La riapertura consentirà di raggiungere con maggiore facilità le numerose bellezze naturali dell’area, valorizzando il patrimonio paesaggistico e culturale. Ma, oltre al valore turistico, la strada rappresenta una via di comunicazione essenziale per i residenti dei comuni montani dei due versanti appenninici, che la utilizzano quotidianamente per lavoro e per esigenze sanitarie».

Dopo anni di isolamento, la “Simbruina” potrebbe dunque tornare a essere un collegamento fondamentale tra i territori appenninici, con un intervento strutturale pensato per garantire sicurezza e stabilità nel lungo periodo.