03 Marzo 2026 - 09:25:55

di Martina Colabianchi

Nel complesso mosaico della ricostruzione post-sisma dell’Aquila, spunta il caso dell’aggregato di Palazzo Ciavola-Gigotti, a Coppito, sede dello storico ristorante “Le Salette Aquilane“.

Al centro della vicenda, denunciata in una nota dall’ingegnere Gianfranco Aloisio, c’è il piano nobile dell’immobile dominato dal grande salone delle feste che un tempo ospitava i ricevimenti delle famiglie Ciavola e Gigotti. Un ambiente di pregio artistico tale da essere tutelato dalla Soprintendenza, ma che oggi risulta fisicamente irraggiungibile.

La scala di accesso originale, infatti, è stata demolita in epoca antecedente al terremoto. Senza quel collegamento, il piano superiore è un’isola sospesa. Da qui il paradosso: il progetto di restauro e consolidamento sismico prevede un investimento di centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici, ma la ricostruzione stenta a partire e l’opera rischia di nascere già morta.

La proprietà, nel frattempo, non è rimasta a guardare ma ha sollevato la questione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo. Il fatto è finito anche sul tavolo della magistratura attraverso un dettagliato esposto. L’obiettivo è chiaro: evitare che lo Stato finanzi un «fabbricato fantasma», un’opera pubblica che, una volta ultimata, resterebbe chiusa a chiave per l’eternità per mancanza di un accesso a norma.