24 Aprile 2026 - 10:46:14

di Marianna Galeota

«Tua, che ha la finalità di garantire il servizio minimo essenziale a tutte le aree e, quindi, anche a quelle interne, con le sue determinazioni non fa altro che incentivarne lo spopolamento e la marginalità. In prima linea rimangono, in verità, con poche armi, i sindaci di tutte quelle realtà delle quali la TUA non ha avuto alcuna cura, sindaci che, quindi, la TUA lascia soli a combattere una battaglia essenziale per la collettività».

Lo scrivono in una nota il segretario generale CGIL L’Aquila Francesco Marrelli e il segretario provinciale CGIL L’Aquila Domenico Fontana a margine della commissione Vigilanza di ieri in regione che ha avuto al centro le subconcessioni del servizio di trasporto pubblico locale da parte di Tua.

«In Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, abbiamo avuto contezza di ciò che per noi era, purtroppo, già evidente: La politica dei trasporti e della mobilità degli abruzzesi e delle abruzzesi è stata totalmente delegata al management di TUA SpA. Infatti, nonostante i tanti accorati interventi dei consiglieri regionali, che hanno in tutti i modi evidenziato il tradimento delle funzioni pubbliche affidate a TUA SpA, nonostante l’allarme riportato dai sindaci delle aree interne, nonostante le puntuali argomentazioni dei sindacati, gli interventi del presidente e del direttore generale della TUA SpA hanno restituito chiaramente ai presenti e alla collettività che le scelte aziendali portate avanti finora sono state e sono animate unicamente dagli interessi dello stesso management aziendale concentrato sulla gestione tecnico finanziaria e non sull’erogazione di un servizio pubblico essenziale, quale quello della mobilità», affermano.

«Tali scelte sono state adottate in danno delle aree interne, dei pendolari e del personale impiegato alle dipendenze della TUA SpA. La politica, gli eletti, sia di maggioranza che di minoranza, e la collettività tutta, possono, quindi, solo limitarsi a prenderne atto – proseguono – Questo, a chiare lettere, è stato affermato in sede di Commissione di Vigilanza dal presidente e dal direttore generale dell’azienda regionale. Come se ciò non bastasse, come sempre, o quasi sempre accaduto, l’assessore regionale ai Trasporti ha trovato il modo di non presenziare all’importante appuntamento e si capisce anche il perché: ad altri, infatti, sono rimessi l’indirizzo e l’espressione politici e industriali del destino del Trasporto Pubblico della Regione Abruzzo. Ad altri che, però, non sono passati per un’elezione popolare e che, quindi, stanno impropriamente occupando il vuoto politico generato dall’inconsistente presenza dell’Assessore Regionale ai Trasporti. Eppure, dopo tanti rinvii, sempre motivati dall’indisponibilità dell’Assessore, ripetuta ieri, e dei vertici di TUA, in Commissione si è discusso del tema delle privatizzazioni dei Servizi di Trasporto Pubblico, affidati dalla Regione a TUA, ma che la stessa ritiene evidentemente marginali ed un inutile orpello».

«In Commissione si è discusso, più specificamente, del fatto che le determinazioni adottate da TUA hanno causato e tuttora continuano a causare un ulteriore spopolamento delle aree interne. Inoltre, non si è capito perchè un operatore privato che agisce per conto di TUA, che guadagna grazie ai margini sul valore dell’affidamento, sia, a detta della stessa TUA, e, quindi, della politica regionale, più competitivo e produttivo dell’azienda regionale stessa – aggiungono – Le motivazioni addotte per giustificare scelte scellerate che hanno tolto e tolgono qualità dai servizi essenziali nella già penalizzate aree interne, per restituire attenzioni ad altri territori che per conformazione geografica e per demografia non vivono gli stessi problemi delle aree montane, sono e rimangono fumose ed inaccettabili. L’unica vera motivazione che si è chiaramente compresa è che TUA è disattenta ed estranea ai bisogni delle aree interne. Mentre in altre aree della Regione TUA annuncia e programma investimenti, nelle aree interne esternalizzando i servizi si sancisce contemporaneamente il cessare di ogni investimento nel Trasporto Pubblico».

«Alla stessa TUA appare, ancora, marginale il fatto che alcuni suoi dipendenti abbiano stravolto la loro vita e quella delle loro famiglie, perché costretti ad abbandonare i luoghi dove hanno finora lavorato e vissuto. Alla stessa TUA nulla importa, quindi, di sostituire i lavoratori e le lavoratrici con i dipendenti delle imprese private, generando lavoro povero. E’ di tutta evidenza, in conclusione, che l’unico modo per rendere sostenibile l’affidamento alle condizioni imposte da TUA sia ovviamente comprimere i salari degli sfortunati dipendenti delle imprese affidatarie. Questo in sintesi ciò che è oggi emerso dalla lectio magistralis del Direttore Generale della TUA SpA. La nostra mobilitazione pertanto continuerà a difesa dei diritti universali di cittadine e cittadini che vivono nel nostro territorio».

Taglieri (M5S) attacca: «Modello che scarica costi su lavoratori e sicurezza. Aree interne abbandonate, politica assente»

«Nella seduta della commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo è emerso con chiarezza un quadro che desta profonda preoccupazione: la gestione del trasporto pubblico regionale appare sempre più orientata da logiche esclusivamente tecnico-finanziarie, a discapito della funzione pubblica essenziale che dovrebbe garantire».

Dopo le dichiarazioni già rese dalle organizzazioni sindacali nel corso della seduta, interviene il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, che esprime una netta posizione critica rispetto a quanto illustrato dal Direttore Generale di TUA SpA.



«Quanto ascoltato in Commissione Vigilanza – dichiara Taglieri – non solo conferma le nostre preoccupazioni, ma le aggrava. Ci è stata rappresentata una comparazione economica secondo cui un chilometro di servizio in subaffidamento costerebbe poco più di 1,90 euro, contro i circa 2,50 euro sostenuti da TUA per la gestione diretta, con un differenziale di circa 50 centesimi al chilometro. Una differenza che, secondo lo stesso Direttore Generale, sarebbe legata in parte anche al contratto applicato agli autisti di TUA, inquadrati a livelli superiori rispetto a quelli impiegati dalle ditte private».

«Ma ciò che non è stato adeguatamente chiarito – prosegue Taglieri – è che quella stessa comparazione evidenziava ulteriori voci di costo significativamente ridotte nel subaffidamento: manutenzione, pulizia, gestione dei mezzi, pneumatici. Elementi che incidono direttamente sulla sicurezza del servizio e sulla qualità del trasporto offerto ai cittadini. Non siamo quindi di fronte soltanto a una compressione dei diritti dei lavoratori, ma a un modello che rischia di compromettere anche gli standard di sicurezza e affidabilità».

«È singolare – incalza il Capogruppo M5S – che un’azienda pubblica, nata per garantire un servizio universale ed equo, arrivi a dichiararsi meno competitiva rispetto a operatori privati, proprio su quei territori più fragili come le aree interne. Un’azienda pubblica deve certamente garantire sostenibilità economica, ma non può farlo comprimendo salari, abbassando la qualità del servizio o arretrando sul piano della sicurezza».

«La verità – aggiunge – è che si sta costruendo un sistema in cui il presunto risparmio economico viene scaricato interamente sui lavoratori e sugli utenti. Le aree interne vengono progressivamente private di investimenti e servizi diretti, mentre si consolidano modelli esternalizzati che rischiano di alimentare lavoro povero e minori garanzie per i cittadini».

Taglieri sottolinea poi la totale assenza della componente politica nel corso della seduta: «Ancora una volta abbiamo assistito a una Commissione di Vigilanza priva della presenza dell’Assessore ai Trasporti e del Presidente della Regione. Un’assenza grave, che certifica un vuoto politico ormai strutturale. Al loro posto, abbiamo assistito a una vera e propria “lezione” del Direttore Generale, che ha di fatto rivendicato l’autonomia totale delle scelte aziendali, sottraendole a qualsiasi indirizzo politico».

«È un fatto inaccettabile – conclude – che decisioni così rilevanti per il futuro del trasporto pubblico abruzzese vengano di fatto delegate a un management non eletto, mentre la politica rinuncia al proprio ruolo di indirizzo e controllo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: servizi sempre più deboli, territori marginalizzati e cittadini lasciati soli. Come Movimento 5 Stelle continueremo a portare avanti una battaglia chiara e determinata: difendere il diritto alla mobilità, la dignità del lavoro e la sicurezza del servizio pubblico. Perché il trasporto non è un costo da tagliare, ma un diritto da garantire».