28 Aprile 2026 - 11:34:26

di Martina Colabianchi

I consiglieri comunali Gianni Padovani ed Enrico Verini tornano a sollecitare prefetto e amministrazione comunale sul programma “strade sicure”, che prevede uno stanziamento di alcune unità dell’esercito, con funzioni di polizia, che migliorino il controllo del territorio.

Ma ad un anno dall’approvazione in Consiglio comunale, l’istruttoria del prefetto per esaminare la richiesta non è stata ancora attivata.

Da qui, la richiesta dei due consiglieri di minoranza di una commissione di Garanzia e Controllo in cui convocare le parti perché si faccia chiarezza. L’invito è stato esteso ovviamente anche al prefetto, che ha però declinato l’invito «adducendo – spiegano Verini e Padovani – una supposta mancanza di attribuzione a convocare in Commissione organi istituzionali non ricompresi nel perimetro dell’ente».

«Su questa visione, ci permettiamo di dissentire: le Commissioni Consiliari hanno la possibilità di audire soggetti esterni al Comune, per la trattazione di materie e questioni che invece possono essere ricomprese tra le competenze dell’organo (art 27 del Regolamento del Comune dell’Aquila) e, la quinta commissione (art. 28 del Regolamento), ha il preciso compito di verificare che le deliberazioni votate in Consiglio, siano poi applicate e non restino lettera morta», continuano. «Capita quindi praticamente ogni giorno che, soggetti disparati, siano convocati soprattutto in quinta commissione per discutere di questioni ricadenti tra quelle di interesse della comunità aquilana. Certo, nessuno può obbligare nessuno, ma restando sul piano della cortesia istituzionale nonché della leale collaborazione tra istituzioni, a noi non sembra affatto irrituale né inutile chiedere se la Prefettura, a seguito del voto in Consiglio Comunale su “Strade sicure”, abbia poi attivato l’istruttoria conseguente».

«Neanche la risposta che ci è stata offerta, ovvero che Prefettura e Comune si confrontano nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, può essere ricevuta; ricordiamo a tutti che, nell’organismo richiamato, partecipa il rappresentante della Giunta (sindaco o suo delegato) e non del Consiglio, organo che invece ha espresso la sua volontà unanime di valutare l’adesione al programma “Strade Sicure”».

Per sottolineare l’urgenza del provvedimento, Verini e Padovani ricordano gli ultimi fatti di cronaca che hanno interessato la città nelle ultime settimane. «A titolo esemplificativo ma non esaustivo – scrivono -, giovi ricordare a metà di questo mese la rissa nei pressi della fermata del bus vicino al Centro commerciale l’Aquilone alla periferia del capoluogo di regione, con ferite da arma da taglio. A inizio anno una tentata rapina, in uno dei palazzi di pregio cittadini, palazzo Antinori, sfociata in una brutale aggressione. Le continue rapine e risse al Terminal di Collemaggio. Le ondate di furti nelle abitazioni, purtroppo anche in pieno giorno, che oramai non fanno neanche più notizia».

«Insomma crediamo che la città e il Consiglio comunale, abbia il diritto di sapere e, attraverso questa forma irrituale (ma, del resto, quale altra possibilità abbiamo a disposizione?), torniamo a chiedere le risposte necessarie. Ci auguriamo di riceverle ma, così non fosse, non ci fermeremo e attueremo ogni altra iniziativa utile a raggiungere lo scopo di informare, con trasparenza, la città su una materia così sensibile e sentita».

«Siamo pronti a scrivere, qualora questa iniziativa fosse inefficace, al Ministro dell’Interno e allo stesso Presidente della Repubblica, se occorrerà. Ringraziamo, infine e sempre – concludono -, le forze dell’ordine che, seppur in una condizione di organico ridottissimo, fanno i salti mortali per dare il loro prezioso servizio a tutti noi, ma serve qualcosa in più e, la misura da noi promossa, significherebbe avere personale aggiuntivo assolutamente necessario».