22 Maggio 2026 - 12:15:44

di Marianna Galeota

In un auditorium del parco gremito, questa mattina, L’Aquila ha ricordato le stragi di Capaci e via D’Amelio del maggio e del luglio 1992 in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con l’evento del 34esimo Premio nazionale Borsellino “Da 34 anni capaci di ricordare”

All’evento hanno preso parte il prefetto Renato Cortese, direttore dei servizi esterni della Polizia di Stato e già capo della catturandi di Palermo che ha arrestato Provenzano, il prefetto Luigi Savina, già vice capo della Polizia che, da capo della squadra mobile di Palermo, ha arrestato i fratelli Brusca, il procuratore minorile David Mancini,  il giudice Catello Maresca che da procuratore di Napoli ha sconfitto il camorristi casalesi, il sindaco Pierluigi Biondi e la presidente  della camera di commercio Gran Sasso Antonella Ballone.

«Vedere una sala piena di ragazzi giovanissimi, qualcuno in uniforme che sta facendo una scelta di vita in questo momento storico frequentando la scuola della Guardia di Finanza qui all’Aquila, è un momento davvero bello – ha detto Savina – Soprattutto è l’augurio di non assolvere soltanto una funzione accademica, ma di raccontare certi fatti, di trasmettere la memoria, di parlare delle stragi che ci sono state in questo paese il 23 maggio e il 19 luglio del ’92, ma anche anni prima e anni dopo, fin quando è resistita una criminalità organizzata che ha dichiarato di fare guerra allo Stato. Allora è importante recuperare quei valori della legalità e passarli a questi ragazzi, soprattutto in questi giorni in cui accendiamo la televisione ed abbiamo notizie di ragazzi giovanissimi che si accoltellano fra di loro, che non si rendono conto dei danni che fanno. Allora, è necessario prendere quei valori della legalità che abbiamo ricevuto da Falcone e Borsellino e dai ragazzi delle scorte per trasmetterli ai giovani».

«Diceva Borsellino che le idee camminano e devono farlo sulle gambe di altri uomini attraverso una trasmissione i valori fra generazioni – ha aggiunto – La mafia di oggi ha fatto un passo in più perché è una mafia per fortuna non più stragista, ma ugualmente pericolosa che capisce soprattutto che per fare denaro e per fare gli affari, perché questo è il compito della mafia, non bisogna fare guerra allo Stato, ma bisogna agire in maniera sommersa per per per guadagnare. Tuttavia è altrettanto pericolosa perché significa toccare valori di mercato, significa immettere denaro sporco, significa riciclare denaro e falsare il il mercato, colpendo anche aziende che sono sane».

Questa sera, sempre all’auditorium sarà di scena il concerto “Omaggio a De Andrè” introdotto dalla testimonianza del generale Angiolo Pellegrini, stretto collaboratore di Giovanni Falcone.

ll percorso di memoria condivisa avviato in collaborazione con il 34° Premio Borsellino si conclude sabato 30 maggio con un appuntamento di respiro internazionale. L’evento, intitolato “Capaci di credere”, nasce dalla volontà di trasformare il ricordo del sacrificio di Giovanni Falcone e delle vittime della mafia in un’etica del presente, fondata sulla responsabilità e sul superamento dell’indifferenza.

Protagonista della serata sarà il Gen Verde – International Performing Arts Group, che offrirà una potente testimonianza in musica dedicata ai valori della fraternità e della giustizia. Attraverso il linguaggio universale dell’arte, il gruppo invita la cittadinanza — e in particolare i giovani — a osservare il mondo con occhi critici e a riscoprire l’impegno civile come forma di resistenza etica. Lo spettacolo diventa così un momento per riaffermare che la lotta alle mafie si vince restando “più umani e più giusti”, costruendo una società capace di scegliere quotidianamente il bene comune e i valori della Costituzione.