22 Maggio 2026 - 15:48:00
di Martina Colabianchi
I conti della sanità abruzzese ancora al centro del dibattito politico.
«Il Programma Operativo imposto dal tavolo interministeriale alla Regione Abruzzo certifica il fallimento politico e amministrativo del centrodestra nella gestione della sanità regionale. Altro che rilancio del sistema sanitario: siamo davanti a una manovra lacrime e sangue che scarica il peso del disavanzo sui cittadini, sui dipendenti delle Asl e sull’intero territorio abruzzese». Lo ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, commentando il piano sanitario approvato dalla Giunta Marsilio.
«Dopo anni di propaganda – prosegue Taglieri – la realtà racconta una situazione gravissima: un disavanzo enorme che ha portato persino all’aumento dell’addizionale Irpef per evitare conseguenze ancora più pesanti sui conti regionali. Oggi ci troviamo davanti a un vero e proprio commissariamento mascherato della sanità abruzzese, con ministeri che impongono tagli, rigidità contabili e un controllo sempre più stringente sulla programmazione regionale. Il dato politico è evidente: il governo regionale, sostenuto da una maggioranza che a Roma può contare su un governo amico, non è stato in grado di evitare una deriva che ora presenta come inevitabile. E il prezzo, ancora una volta, lo pagheranno cittadini e lavoratori».
Nel merito del Programma Operativo, il capogruppo M5S evidenzia le criticità più pesanti contenute nel documento. «Si interviene sul personale attraverso il contenimento della spesa e la riduzione delle forme contrattuali flessibili. Tradotto: meno contratti a tempo determinato, meno possibilità di rafforzare gli organici e ulteriore pressione su operatori sanitari già stremati da anni di carenze strutturali».
«Si impone – prosegue – una riduzione delle consulenze esterne, che secondo il piano dovranno diminuire di oltre il 20%, passando da circa 37 milioni di euro a poco più di 29 milioni. Una cifra enorme che dimostra come per anni si sia fatto ricorso in maniera eccessiva a professionalità esterne senza costruire una reale valorizzazione delle competenze interne. Si colpisce inoltre la spesa farmaceutica attraverso nuovi tetti, centralizzazione degli acquisti e criteri più restrittivi, con il rischio concreto che dietro il principio dell’appropriatezza si nascondano ulteriori difficoltà di accesso alle cure e ai farmaci per tanti cittadini».
«E mentre si parla di efficientamento e razionalizzazione – aggiunge Taglieri – la realtà nelle Asl è ben diversa: ospedali in sofferenza, pronto soccorso sotto pressione, reparti in difficoltà e personale insufficiente persino per garantire la normale organizzazione estiva. Il tema del piano ferie rischia infatti di trasformarsi nell’ennesima emergenza silenziosa. Oggi molte aziende sanitarie faticano già a garantire i turni ordinari; con organici ridotti all’osso e con il blocco o il contenimento dei contratti flessibili, sarà inevitabile assistere a ulteriori criticità nella gestione dei servizi durante il periodo estivo. Questo significa carichi di lavoro ancora più pesanti per il personale in servizio, ferie negate o rinviate e inevitabili ripercussioni sull’assistenza ai cittadini. Il paradosso politico è tutto qui: prima il centrodestra produce il disavanzo con anni di incapacità gestionale e scelte sbagliate, poi presenta come inevitabili misure che colpiscono lavoratori, utenti e famiglie abruzzesi».
Taglieri conclude: «La sanità pubblica abruzzese ha bisogno di investimenti, programmazione seria, assunzioni stabili e valorizzazione del personale sanitario, non di un piano ragionieristico costruito per rincorrere numeri di bilancio. Dietro la parola ‘razionalizzazione’ si rischia di nascondere un progressivo impoverimento del servizio sanitario regionale, con conseguenze pesantissime soprattutto per le aree interne, per gli ospedali periferici e per le fasce più fragili della popolazione. Noi continueremo a denunciare tutto questo dentro e fuori le istituzioni, perché la salute dei cittadini non può essere sacrificata per coprire gli errori politici di chi governa la Regione Abruzzo».
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