01 Luglio 2026 - 12:04:45

di Tommaso Cotellessa

Un vero e proprio «dissing» a colpi di reel quello intrapreso dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, ormai tra gli esponenti in crescita di Fratelli d’Italia a livello nazionale, e il Partito Democratico. Al centro del confronto, la polemica relativa ai finanziamenti destinati al Centro nazionale per i giovani e al Servizio Civile Universale previsto per la città dell’Aquila.

Il primo cittadino, attraverso un video diffuso sui social, ha attaccato direttamente la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, accusandola di aver «cancellato» o dirottato cinque milioni di euro destinati all’Aquila, penalizzando così il capoluogo abruzzese e le sue prospettive di sviluppo.

A rispondere sullo stesso terreno, quello dei social, è stato il deputato del Partito Democratico Marco Furfaro, molto vicino alla segretaria, che in un reel ha definito le affermazioni del sindaco Biondi come «mistificazioni che non corrispondono alla realtà».

«Prima di tutto va ricordato un fatto: quei fondi sono stati stanziati nel 2022 dal governo Draghi, nell’ambito del PNRR, non dal governo Meloni. Successivamente il Partito Democratico aveva proposto di ampliare quel progetto, prevedendo la possibilità di realizzare analoghe strutture anche in altre due città del Paese, Vicenza e Taranto, senza mettere in discussione il finanziamento destinato all’Aquila».

«Ma c’è un altro elemento che il sindaco Biondi omette deliberatamente. A decidere il ritiro dell’emendamento relativo a quei fondi non è stato il Partito Democratico, che all’opposizione non dispone dei numeri per determinare le decisioni parlamentari. A ritirarlo è stato il governo. È questa la verità che i cittadini hanno il diritto di conoscere».

«Per questo invito il sindaco Biondi a smettere di prendere in giro gli aquilani e ad assumersi la responsabilità di dire come sono andate realmente le cose. Se oggi quelle risorse non arriveranno, la responsabilità è esclusivamente del governo Meloni, che ha scelto di tagliare fondi destinati al welfare e al Servizio Civile Universale».

«Il Partito Democratico continuerà a battersi perché L’Aquila e le giovani generazioni abbiano gli investimenti che meritano. Ma chi governa non può scaricare sull’opposizione decisioni che appartengono esclusivamente alla propria maggioranza. Chi ha tolto quei fondi ha un nome e un cognome: il governo guidato da Giorgia Meloni».

Ma alle parole di Furfaro, e del Partito democratico comunale che lo ha appoggiato, arriva pronta la replica dei capigruppo di maggioranza in Consiglio comunale, che definiscono quella dell’esponente dem una «reazione scomposta, fatta di ricostruzioni fantasiose».

«Peccato che sul punto centrale della vicenda continui a non arrivare alcuna smentita: i subemendamenti presentati dai propri parlamentari prevedevano di trasformare L’Aquila da sede unica del Centro a co-sede con altri territori, scippando risorse destinate alla nostra città. Gli atti parlano chiaro. Il Partito Democratico prova ora a confondere il dibattito parlando del ritiro dell’emendamento del relatore. Ma il punto politico resta immutato: quei subemendamenti li hanno scritti e depositati parlamentari del Pd. E nessuno, nella loro replica, spiega perché abbiano ritenuto opportuno mettere in discussione una funzione nazionale che il legislatore aveva assegnato all’Aquila come strumento di rilancio del territorio».

«Colpisce poi che il Pd parli oggi di risultati del Governo Renzi. Fa sorridere che molti di coloro che oggi ne esaltano le scelte siano gli stessi che, undici anni fa, in occasione della visita dell’allora presidente del Consiglio all’Aquila, manifestavano contro quelle stesse politiche. Ancora più singolare è che il Pd parli di divisioni nel centrodestra. I fatti raccontano l’esatto contrario: come capigruppo di maggioranza abbiamo risposto all’unisono a difesa della città. A replicare, invece, è stato soltanto il Partito Democratico. Ci chiediamo quale sia la posizione del resto dell’opposizione: condividono i subemendamenti dei parlamentari dem oppure prendono le distanze? Il loro silenzio, è altrettanto significativo, nonché indicativo di una disgregazione interna, altro che ‘campo largo’. Non riescono neanche a tenere una linea per L’Aquila e pretendono di amministrarla. Ma gli aquilani non hanno l’anello al naso».

«Quanto all’accusa di una presunta incapacità del Comune nel dare attuazione al Centro, anche in questo caso il Pd dimostra di ignorare i fatti. L’attuazione degli interventi è delegata all’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, che ha già avviato le procedure previste per 30 milioni di euro: alcune gare sono state espletate, in diversi casi i lavori sono già in corso e, per gli altri interventi, sono in fase di svolgimento i necessari procedimenti amministrativi. Parlare di immobilismo significa mistificare la realtà».

«La domanda resta quindi la stessa e continua a non trovare risposta: il Partito Democratico locale e regionale vuole continuare a rendersi complice di questo tentativo di scippare risorse all’Aquila oppure intende schierarsi dalla parte della città e dei suoi giovani? È inutile provare a confondere le acque: questo è il momento della chiarezza e della responsabilità politica», concludono i consiglieri.