04 Luglio 2026 - 11:45:26
di Tommaso Cotellessa
Partono oggi in Abruzzo i saldi estivi, appuntamento atteso da consumatori e commercianti che darà il via a sessanta giorni di sconti nei negozi della regione. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia italiana spenderà in media 201 euro, pari a circa 91 euro a persona, per un giro d’affari complessivo che a livello nazionale dovrebbe raggiungere i 3,2 miliardi di euro.
Come da tradizione saranno soprattutto abbigliamento e calzature i settori destinati a beneficiare maggiormente della stagione dei saldi, con i consumatori che potranno approfittare delle promozioni per rinnovare il guardaroba.
Per Marisa Tiberio, vicepresidente nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio e presidente di Confcommercio Chieti, i saldi rappresentano molto più di un’occasione di risparmio.
«I saldi rappresentano certamente un’opportunità di convenienza per i consumatori, ma sono anche un invito a comprare meglio, scegliendo prodotti di qualità e riducendo il ricorso all’usa e getta», afferma Tiberio.
«Acquistare nei nostri negozi significa poter contare su assortimento, consulenza e professionalità, oltre a sostenere le imprese di prossimità e il tessuto economico dei nostri territori. È un modo per coniugare risparmio, stile e responsabilità, premiando un modello di consumo più attento e sostenibile».
Oltre a promuovere gli acquisti nei negozi fisici, Confcommercio torna a chiedere regole più stringenti per il commercio online. Il tema è stato affrontato ieri nel corso dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dove il presidente di Federazione Moda Italia, Giulio Felloni, e il segretario generale Massimo Torti hanno espresso perplessità sulle recenti petizioni riguardanti il settore.
Secondo l’associazione, tali iniziative rischiano di creare confusione tra i consumatori e di alimentare aspettative non realistiche. «Come Confcommercio e Federazione Moda Italia – hanno ribadito – riteniamo che questioni di tale rilevanza debbano essere affrontate attraverso il confronto nelle sedi istituzionali competenti, privilegiando un metodo di lavoro appropriato a un corpo intermedio».
Al centro del dibattito resta anche il principio dello “stesso mercato, stesse regole”. Confcommercio chiede un rafforzamento dei controlli sul commercio elettronico e un’azione condivisa a livello europeo per contrastare pratiche commerciali ritenute particolarmente aggressive e in grado di penalizzare i negozi di vicinato, che continuano a rappresentare un presidio economico e sociale fondamentale per i centri cittadini.
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