27 Luglio 2026 - 16:34:12
di Martina Colabianchi
«Se i commercianti stanno lavorando di più e il turismo sta producendo ricchezza per la città, non possiamo che esserne contenti. Ma una cosa è ascoltare le esperienze, assolutamente legittime, dei singoli operatori. Un’altra è utilizzare alcune testimonianze, come spesso fa qualche Consigliere di maggioranza, per raccontare che il commercio aquilano, nel suo complesso, sia finalmente in salute. Il problema, quindi, non sono i commercianti. Il problema è una maggioranza che sembra preferire crogiolarsi nei “sentito dire” invece di confrontarsi con dati concreti».
Sono le parole del capogruppo di Avs al Comune dell’Aquila Lorenzo Rotellini in merito ad alcune testimonianze, raccolte anche dal nostro giornale, di commercianti che detengono la propria attività in centro storico.
Se da un lato molti di loro stanno traendo beneficio dal turismo particolarmente presente in città, molto probabilmente richiamati anche dalla Capitale della Cultura, non mancano invece storie di attività che faticano ad andare avanti soprattutto nei mesi invernali. Allora, a questo punto, per Rotellini è fondamentale avere dei dati a disposizione. A tale scopo, il consigliere ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale.
«Dopo quasi dieci anni di Giunta Biondi – dichiara ancora -, vogliamo sapere come è realmente cambiato il commercio cittadino. Quante attività hanno aperto e quante hanno chiuso? Qual è il saldo? Quanti locali commerciali sono sfitti? È cresciuta l’occupazione? Quanto è aumentato il turismo e, soprattutto, quanto è aumentata la spesa dei visitatori sul territorio? Qual è stata la reale ricaduta economica degli eventi e di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026? Sono queste le domande alle quali un’Amministrazione seria dovrebbe rispondere».
«Un centro storico pieno durante un evento è una cosa. Un commercio capace di vivere dodici mesi l’anno è un’altra. Una città non vive soltanto di eventi. Vive di negozi aperti, residenti, servizi, accessibilità, trasporto pubblico, parcheggi e politiche che permettano alle attività di restare aperte e crescere. Per questo continuiamo a proporre la convocazione degli Stati Generali del Commercio aquilano, coinvolgendo associazioni di categoria, commercianti, residenti, sindacati e tutti i soggetti che vivono quotidianamente la città. Serve un confronto vero e un tavolo permanente per affrontare questioni come affitti commerciali, locali sfitti, accessibilità, grande distribuzione, locazioni turistiche e sostegno alle nuove aperture».
«Se il commercio dell’Aquila è davvero rinato, siamo i primi a volerlo riconoscere. Ma allora l’Amministrazione ci mostri i numeri. Perché se bastasse intervistare tre commercianti soddisfatti per dimostrare che il commercio è in salute – conclude Rotellini -, allora potremmo smettere di fare bilanci, statistiche e analisi economiche. Ci basterebbe un microfono. Noi, invece, chiediamo dati, trasparenza e un confronto serio. Perché dopo quasi dieci anni di Giunta Biondi, la città ha il diritto di sapere non come viene raccontata, ma come è realmente cambiata».
LAQTV Live