07 Agosto 2026 - 10:54:19

di Marianna Galeota

Uomini e mezzi al lavoro senza sosta a Rocca Di Cambio, dove l’incendio che si è propagato da Monte Cagno per la caduta di un fulmine prosegue la sua marcia alimentato dal vento e dalle alte temperature.

Una lotta contro il tempo, per evitare che il rogo arrivi alla pineta e al centro abitato.

Sul posto dalle prima luci dell’alba, il sindaco di Rocca Di Cambio Gennaro Di Stefano e il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli.

Da questa mattina, a Rocca di Cambio, due canadair e un elicottero Lince rossa della Protezione civile stanno effettuando lanci per cercare di contenere l’avanzamento delle fiamme e per evitare che il fuoco possa raggiungere la pineta, non distante dal fronte dell’incendio.

Sul fronte anche 24 unità di volontari coadiuvate da 7 mezzi terrestri, con la direzione delle operazioni affidata al direttore delle operazioni di spegnimento (dos).

«Siamo preoccupati perché il fuoco è arrivato quasi a ridosso del paese e tutta la pineta potrebbe incendiarsi completamente – afferma il sindaco – Tuttavia, abbiamo messo le autobotti dentro la pineta e forse riusciamo a fermarlo prima che arrivi lì. Certo, ci vuole ovviamente supporto dei canadair e degli elicotteri, altrimenti non riusciamo a fermarlo. Sono in raccordo con la Protezione civile e i vigili del fuoco stanno lavorando benissimo. Ho un minimo di ottimismo: anche se il fuoco scendesse non ci sarebbero fiamme alte, pertanto riusciamo a fermarlo più in basso».

Il sindaco scongiura in ogni caso una possibile evacuazione dei residenti: «Non abbiamo mai dato questo allarme, con tutti i mezzi e gli uomini di cui disponiamo, non arriveremo all’evacuazione. Riusciremo a fermarlo prima».

Una notte lunga a Rocca di Cambio per residenti e turisti che in questi giorni si trovano in vacanza nella località aquilana: dato il rapido evolversi degli eventi, ieri il Comune di Rocca di Cambio ha attivato il Centro operativo comunale (Coc) e diramato un avviso urgente alla cittadinanza e agli automobilisti, consigliando la deviazione o la limitazione del transito sulla S.S. 696 – Galleria di Serralonga.

Sul posto anche Giancarlo Cuglietta, comandante provinciale dei Vigili del fuoco che sta coordinando le operazioni: «Abbiamo rafforzato la presenza degli uomini in campo e raddoppiato da oggi i turni nella sede centrale e in alcuni distaccamenti della provincia. Ci sono due fronti principali a Rocca di Cambio e Roio. Abbiamo attivato da giorni l’Ucl, il posto di comando avanzato a Roio e da ieri anche a Rocca Di Cambio per cercare di coordinare tutte le operazioni e le squadre. La situazione è un po’ peggiorata, ma stiamo lavorando per tenerla sotto controllo. I mezzi aerei sono necessari in zone impervie come queste che non è facile raggiungere da terra. Stiamo facendo il possibile con le nostre squadre in sinergia con la Protezione civile. Il sindaco ha attivato il Coc, una cosa importante per noi che abbiamo a disposizione un punto di riferimento e ha messo a disposizione anche i suoi volontari di Protezione civile».

L’incendio sul fronte Lucoli- Roio-Bagno, intanto, ieri notte si è ulteriormente complicato con una nuova intensificazione delle fiamme e si è spinto fino a lambire la boscaglia.

Questa mattina, su indicazione del direttore delle operazioni di spegnimento, l’elicottero “Lupo Grigio” è stato spostato sul rogo di Collarmele e sostituito dal Can 18. Nelle zone di Roio operano inoltre 13 volontari, 3 mezzi e il dos.

Fronti aperti che continuano ad impegnare in un lavoro incessante uomini e mezzi dei vigili del fuoco, della protezione civile e volontari.

È in fase di bonifica invece l’incendio tra Collarmele e Gagliano Aterno. L’area è presidiata dal Canadair 18, insieme a 5 volontari, 2 mezzi terrestri e il dos.

La situazione sul territorio regionale vede diverse squadre di soccorso, volontari e mezzi aerei impegnati nel contenimento e nello spegnimento dei vari focolai attivi: ad Alanno le operazioni antincendio vedono l’impiego dell’elicottero “Drago”, supportato da 7 volontari e 2 mezzi; a Bisegna la zona è presidiata e monitorata da terra grazie all’intervento di 8 volontari e 2 mezzi operativi, mentre a Montorio sono attualmente impegnati 6 volontari e 2 mezzi, in attesa dell’imminente arrivo sul posto del dos per coordinare le operazioni.