28 Agosto 2026 - 21:13:27

di Marianna Galeota

ll cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione, ha aperto tra emozione, tradizione e storia, la Porta Santa, momento centrale della 732esima Perdonanza Celestiniana, nell’anno della Capitale italiana della cultura.

I tre colpi del ramo di ulivo del Getsemani sulla porta, al termine del corteo della Bolla e della celebrazione della santa messa stazionale, aprono il varco al perdono per chiunque vorrà lucrare l’indulgenza plenaria, offerta al popolo aquilano e al mondo da Papa Celestino V nel 1294.

La Porta Santa resterà aperta fino a domani alle 18.

La santa messa è stata celebrata dal cardinale che nella sua omelia ha ricordato come  «quello di papa Celestino V fu un gesto rivoluzionario per il suo tempo e per tutti i tempi: il perdono non riservato a pochi, ma offerto universalmente, a chiunque varcasse la soglia della misericordia di Dio con cuore sincero. Non stupisce che questo evento sia riconosciuto come precursore del Giubileo universale della Chiesa cattolica».

«L’Aquila – ha aggiunto – rinnova ogni anno questo rito: il Corteo della Bolla, l’apertura della Porta Santa, l’accensione del Tripode della Pace. E questa è una tradizione cultuale e culturale che ha attraversato guerre, terremoti, epidemie e mutamenti, sempre riproponendo la stessa feconda verità: il perdono è possibile, la speranza della ripartenza è necessaria e questo tesoro va celebrato pubblicamente perché la comunità possa rigenerarsi». 

Nel pomeriggio, alle 16, la partenza del corteo della bolla dalla sede municipale di palazzo Margherita, con 1.700 partecipanti, di cui 800 in abiti storici medievali, 600 rappresentanti delle istituzioni e autorità civili e 300 in rappresentanza di associazioni e gruppi, che ha accompagnato il documento redatto da Papa Celestino V fino alla basilica di Collemaggio.

Al corteo, anche 120 tra bambini e ragazzi con età che va dai 4 ai 15 anni che hanno preso parte al progetto “A scuola di Perdonanza 3”. 

Tra le novità del corteo di quest’anno, lo stendardo ricamato della città realizzato dall’artista Marinella Senatore, portato dalla delegazione del museo Maxxi.

Prima della partenza, Isabella Rauti, sottosegretario di stato al ministero della Difesa, in rappresentanza del Governo, ha passato in rassegna il picchetto d’onore a piazza Palazzo, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e dei sottosegretari di Stato Fausta Begamotto e Luigi D’Eramo e del presidente della Regione Marco Marsilio.

Il corteo ha attraversato corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, corso Federico II e la villa comunale, prima di dirigersi verso la basilica di Collemaggio. Protagonisti del corteo di quest’anno, Marianna Colantoni, dama della Bolla, Gianluca Nappo, Giovin Signore, Sofia Leocata, dama della Croce.

Dopo l’arrivo alla Basilica di Collemaggio, il sindaco Biondi ha letto la Bolla del Perdono dal palco antistante la basilica di Collemaggio, prima della lettura da parte dell’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, della Bolla di indizione del Giubileo 2025 di Papa Francesco, Spes non confundit.

«La Perdonanza ha il senso più profondo di un evento religioso, ma anche una festa di popolo, di un evento noto a livello nazionale e internazionale che assume quest’anno in cui L’Aquila è capitale della cultura,  un significato  ancora più forte -ha detto la Rauti – In un momento di instabilità globale e in scenari di guerra ibrida, un messaggio di perdono, pace e speranza travalica i confini geografici e diventa un vero messaggio profondo di fratellanza tra i popoli: il perdono.L’Aquila è una città che ha dovuto superare molte prove e ha dimostrato una grande resilienza che va oltre la capacità fisica di ricostruzione, è tenere insieme la comunità umana. Oggi seguire questo evento è onore ma anche l’assunzione e della responsabilità in termini di un messaggio profondo e universale».

«Ci rinnoviamo nel perdono di Celestino V quest’anno ancora più sentito degli anni trascorsi, vista la situazione geopolitica di forte tensione, che ci porta ancora una volta a pensare quanto sia importante invece il perdono e quanto sia importante la pace – ha affermato la Bergamotto – Mai come adesso ne abbiamo bisogno e speriamo che questa Perdonanza celestiniana, nell’anno peraltro della Capitale della cultura, in una città che ha comunque sentito forte il dolore,  possa essere un segnale affinché qualche cosa nel mondo possa modificarsi. In un mondo di guerre che vanno avanti dal 2022 riteniamo che invece il pensiero e le parole di Celestino V debbano essere un segnale, arrivando al cuore di tutti».

«Un momento importante, innanzitutto per il messaggio universale di Celestino V, per l’importanza della bolla del perdono e per questa grande rivoluzione fatta da un Papa oltre 700 anni  fa  – ha commentato il sindaco Biondi – Grazie alla figura di Celestino abbiamo potuto stringere negli anni patti di gemellaggio e patti di amicizia. Non più di poche ore fa abbiamo sancito quello con la città di Assisi, unendo insieme la figura Celestino V e quella di San Francesco di cui anche all’Aquila celebreremo l’ottavo centenario della morte. E’ un modo per ribadire quello che ha sancito Papa Francesco nel 2022, quando ha aperto la porta Santa e cioè che L’Aquila può diventare capitale del perdono ed è capitale del perdono, della pace e della riconciliazione. In questa fase storica, questo messaggio è più attuale che mai. La Perdonanza è patrimonio non di un sindaco, ma di una comunità, del popolo dei fedeli che si raccoglie qui, ogni anno». 

«Il Corteo della Bolla è uno dei momenti nei quali L’Aquila esprime con maggiore forza il legame con la propria storia. Accompagnare la Bolla del Perdono verso Collemaggio significa rinnovare un cammino iniziato più di sette secoli fa e custodire un messaggio che appartiene all’Aquila e all’Abruzzo, ma che ha assunto nel tempo un valore universale», ha detto Marsilio.

Un significato ancora più forte nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

«La cultura è anche capacità di una comunità di riconoscersi nelle proprie radici e di trasmetterle alle nuove generazioni. Il Corteo della Bolla ne è una rappresentazione straordinaria: una tradizione antica che non resta confinata nella memoria, ma continua a parlare al presente. La Perdonanza è patrimonio dell’Aquila, dell’Abruzzo e dell’umanità», ha concluso Marsilio.

Foto di Marcello Spimpolo