11 Novembre 2024 - 10:08:04
di Tommaso Cotellessa
Il settore dell’allevamento, già duramente colpito da criticità croniche e complesse come l’aumento dei prezzi, la crescente burocrazia, i mutamenti climatici e la concorrenza dei mercati, nel territorio aquilano rischia di vedersi ancor più provato.
Gli allevatori della provincia dell’Aquila infatti potrebbero correre il pericolo di vedersi penalizzati in quanto la Provincia dell’Aquila è classificata come territorio indenne per tubercolosi ma non indenne per Brucellosi bovina. Tale elemento sembra destinato a diventare decisivo ed incalzante in quanto con la pubblicazione del Decreto Ministeriale del 2 maggio 2024, sono entrate in vigore norme molto più restrittive per la commercializzazione degli animali da territori non indenni verso territori indenni. Ciò comporterà, senza timore di smentita, pesanti conseguenze e un ingente danno economico per tutto il settore provinciale zootecnico dell’allevamento bovino
A sollevare la vicenda ponendo in risalto la condizione di svantaggio ed appesantimento in cui gli allevatori aquilani rischiano seriamente di ritrovarsi è il Consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, il quale per affrontare la vicenda ha inviato una lettera all’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, e per conoscenza al Direttore Generale della ASL1 Ferdinando Romano.
Per il consigliere è, infatti, necessario sapere al più presto se la Regione Abruzzo ha presentato in qualità ACR, nell’anno in corso, al Ministero della salute, l’istanza per l’ottenimento dell’attribuzione della qualifica di territorio indenne da Brucellosi bovina per la provincia dell’Aquila, ai sensi del Regolamento UE 689/2020 (che integra il Regolamento UE 2016/429 sulle norme per la sorveglianza, i programmi di eradicazione e lo status di indennità per determinate malattie) e, nel caso tale procedura non sia stata avviata, quali sono le motivazione della mancata presentazione di questa istanza.
Sono proprio queste infatti le domande che Pietrucci ha rivolto all’Assessore, così da rendere edotto il Consiglio, gli allevatori e la provincia tutta sullo stato attuale dell’arte e delle cause che l’hanno portato a delinearsi in tal modo.
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