28 Gennaio 2026 - 16:43:02
di Martina Colabianchi
La ricostruzione del patrimonio ecclesiastico e artistico del cratere 2009 è stata al centro di un vertice in Prefettura presieduto dal prefetto Vito Cusumano.
L’incontro, che ha visto la partecipazione dei vertici della Struttura di Missione, degli Uffici Speciali (USRA e USRC), della Soprintendenza e di numerosi sindaci e rappresentanti delle Curie, ha sancito la necessità di un cambio di passo immediato per rimediare al notevole ritardo accumulato negli anni.
Durante il confronto, è emersa la forte criticità del modello attuale, definito dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi come un sistema che ha fallito gli obiettivi. «I Comuni devono tornare a essere centrali nei processi di ricostruzione pubblica, soprattutto nel caso delle chiese», ha dichiarato Biondi, sottolineando come tali edifici non rappresentino solo monumenti, ma il cuore identitario delle comunità e luoghi di aggregazione sociale.
«Assoggettare le chiese alla ricostruzione pubblica è stata una scelta sbagliata. Infatti, l’affidamento a soggetti terzi non ha prodotto i risultati attesi», ha detto ancora il primo cittadino aquilano ricordando inoltre come, dal 2009, nessuno degli edifici pubblici affidati a enti statali sia stato portato a conclusione.
Biondi ha dunque proposto di restituire la regia degli interventi agli enti locali, affiancati dagli Uffici Speciali, evidenziando che «oggi esistono le condizioni per restituire centralità ai Comuni per superare le inefficienze e accelerare concretamente gli interventi».
Facendo leva sulla maturità raggiunta dalle strutture locali e sulle recenti modifiche normative, il sindaco ha ribadito che «non si tratta di attribuire responsabilità, ma di guardare ai risultati», indicando come modello possibile il successo già ottenuto su scuole e teatri una volta ripresi in mano i procedimenti.
«Quando abbiamo ripreso in mano i procedimenti – ha detto Biondi – penso alle scuole, agli edifici pubblici, a molti interventi sulle frazioni, non solo abbiamo riattivato le procedure, ma siamo andati in gara, abbiamo superato i nodi tecnici e finanziari, ottenuto le autorizzazioni e oggi siamo in fase avanzata o di completamento dei lavori. È la dimostrazione che un altro modello è possibile».
Il tavolo si è concluso con la volontà di promuovere un accordo tra le Pubbliche Amministrazioni, con il Prefetto nel ruolo di alleato strategico per ridefinire assetti e priorità.
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