09 Febbraio 2026 - 11:41:31

di Marianna Galeota

«Una destra che arriva persino a rivendicare come “vittoria” i tagli ai Comuni montani, sostenendo di essere riuscita a contenerli e ammettendo di fatto di non aver convinto il governo amico, manda un messaggio pessimo alle comunità che oggi pagano il prezzo più alto delle scelte introdotte dalla legge Calderoli. È una narrazione che scarica sulle aree interne il peso di decisioni sbagliate e profondamente miopi, ma che rivela la debolezza di chi guida l’Abruzzo verso il governo politicamente amico. Non contiamo abbastanza per ottenere una vittoria piena. Questa è la storia, non quella che l’assessore Santangelo sta cercando di far passare pubblicamente».

Lo scrive in una nota il consigliere regionale Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente, Infrastrutture e Territorio e componente del Comitato per la legislazione del Consiglio regionale, l’esclusione di 26 Comuni abruzzesi dalle coperture della legge Calderoli.

«La propaganda a ogni costo diventa una presa in giro quando a soccombere sono i territori, i sindaci e i cittadini costretti a fare i conti con meno servizi, meno risorse e meno futuro – sottolinea il consigliere –impegnato da tempo sul tema delle aree interne e riconfermato presidente dell’associazione Borghi più Belli d’Italia in Abruzzo e Molise – . Sono vicino ai 26 Comuni abruzzesi colpiti, che continuerò a sostenere, perché rischiano di restare senza fondi e senza tutele, mentre la stessa Regione Abruzzo li ha spinti, con proprie leggi, verso un percorso che oggi viene reso impossibile e contraddittorio. È ancora più grave che tutto questo avvenga lasciando al palo due anni di lavoro serio, condiviso e trasversale, portato avanti in seno al Comitato per la legislazione del Consiglio regionale, anche grazie all’impegno della presidente Carla Mannetti, alla quale va riconosciuta un’attenzione mancata alla sua maggioranza e che con noi membri di questo organismo aveva costruito un confronto concreto, responsabile e condiviso sul futuro dei territori montani e delle aree interne».

«Un lavoro che oggi viene di fatto smentito, salvo poi vantarsene anche pubblicamente, tentando un vittimismo che non è cosa credibile dopo gli impegni presi e le tante privazioni riservate dalla destra alla nostra comunità per i tanti fallimenti. Questa non è autonomia: è scaricabarile istituzionale. Non è responsabilità: è abbandono dei territori più fragili, e questa è la cosa più grave e ingiustificabile sia politicamente, sia amministrativamente. Noi stiamo dall’altra parte: con le comunità penalizzate, con chi difende le aree interne, con chi avanza proposte per ridurre i disagi e costruire soluzioni, non con chi racconta i tagli come successi. L’Abruzzo interno non deve diventare “Un mondo a parte”, né è una tabella da riscrivere o cancellare: è parte viva della nostra Regione. E non può, né deve, essere lasciato solo. Su questo fronte continueremo a lavorare e a contrastare ogni scelta che indebolisce i Comuni e compromette il loro futuro», conclude.