29 Aprile 2026 - 15:31:41

di Martina Colabianchi

«Al di là della propaganda della maggioranza il rendiconto 2025 restituisce l’immagine di un Comune formalmente in equilibrio ma ancora troppo lento nella capacità di trasformare le ingenti risorse in risultati concreti per la città». È questa la posizione della federazione de “Il Passo Possibile” con i consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia dopo la discussione in Consiglio comunale sul rendiconto finanziario.

L’amministrazione, spiega il gruppo politico, continuerebbe a sbandierare un avanzo di amministrazione vicino ai 23 milioni di euro, ma omettendo di dire che oltre l’88% di quelle somme è accantonato o vincolato. Questo significa che gran parte di quelle risorse non è realmente disponibile per nuove politiche o investimenti.

Resta inoltre centrale il problema della riscossione. «Il Comune – proseguono – continua ad accertare entrate importanti ma fatica a incassarle pienamente, tanto da dover mantenere elevati accantonamenti sul Fondo crediti di dubbia esigibilità. È il segnale di una difficoltà strutturale che non può essere ignorata».

«Sempre sul tema dei numeri, riguardo i residui e gli investimenti, seppur va precisato che una parte rilevantissima delle somme residue riguarda la ricostruzione post-sisma, e quindi procedure che dipendono anche da tecnici, cittadini e iter complessi, resta gravoso il tema della ricostruzione pubblica e degli interventi direttamente legati alla capacità amministrativa degli enti pubblici tanto che troviamo un Fondo pluriennale vincolato superiore ai 207 milioni di euro e questo dato significa una cosa molto semplice: si continuano a rinviare spese e investimenti agli esercizi successivi. Il rischio concreto è che all’Aquila si continui più a propagandare che a realizzare».

«Il punto politico sostanziale è che una città non si misura solo dagli equilibri contabili. I cittadini giudicano dalla qualità dei servizi, dai tempi delle opere pubbliche e dalla capacità delle istituzioni di dare risposte concrete e, sotto questo aspetto, L’Aquila continua ad andare troppo lentamente», proseguono Iorio, Serpetti e Scimia.

«Non basta dire che i conti tornano, il nostro dovere è capire se il Comune funziona e oggi i dati ci dicono che la maggioranza, al governo cittadino da ben nove anni, ha strutturato una macchina che fatica a incassare, fatica a spendere, accumula risorse che non riusciamo a trasformare in servizi per i cittadini e dipende troppo dai trasferimenti esterni. Un documento contabile che, nell’esposizione di chi ci governa, assomiglia a certe narrazioni sulla città a cui siamo ormai abituati, dove tutto sembra andare benissimo finché non si esce dalle stanze di governo e si guarda fuori», concludono.