08 Luglio 2026 - 17:44:50
di Martina Colabianchi
Mentre i riflettori sono tutti puntati sulle celebrazioni e sui grandi annunci per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, a ridosso della cinta muraria storica la realtà racconta una storia diversa, fatta di ritardi amministrativi e cantieri al palo.
È quanto sarebbe emerso stamattina nel corso della V Commissione consiliare, convocata d’urgenza su richiesta dei consiglieri comunali della Federazione de Il Passo Possibile, Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia, per fare luce sullo stato dei lavori nel tratto compreso tra via XXIV Maggio e via Gualtieri d’Ocre, colpito da un grave dissesto nel giugno 2024.
L’incontro, presieduto dal presidente della commissione Stefano Palumbo, ha visto le audizioni dell’architetto Carla Pancaldi per la Soprintendenza e dell’ingegner Salvatore Provenzano, titolare dell’USRA. Le loro relazioni hanno però fotografato una situazione definita preoccupante dai consiglieri.
Il nodo principale resta il tratto transennato oltre due anni fa per il rischio crollo. A distanza di così tanto tempo, i residenti si trovano ancora a convivere con opere provvisionali ormai ammalorate. A pesare sul dibattito è stata l’assenza in Commissione dell’assessore ai Lavori pubblici Vito Colonna e del dirigente Vincenzo Tarquini, figure chiave per sbloccare l’impasse.
Ma il dato più sorprendente è arrivato dalla Soprintendenza: ad oggi, per quell’area, non è stato richiesto alcun parere sul progetto definitivo, nonostante si parli di un bene monumentale vincolato. Secondo i consiglieri del Passo Possibile, ci si trova davanti a un paradosso evidente: «Mentre si continua a parlare di valorizzazione, percorsi turistici e L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, sui problemi concreti regna ancora l’incertezza», si legge nella nota.
Di segno opposto, almeno parzialmente, il quadro tracciato dall’Usra. L’Ufficio Speciale ha confermato di aver quasi concluso il maxi-appalto da 5 milioni di euro per il recupero della cinta muraria, da cui però il tratto danneggiato era rimasto escluso fin dall’inizio per ragioni puramente economiche.
L’obiettivo di restituire alla cittadinanza un percorso storico continuo di circa 3,5 chilometri è quasi raggiunto, ma c’è un ostacolo finale: un cedimento del terreno nei pressi di Porta Branconia per il cui ripristino servirebbero circa 150 mila euro. Una cifra considerata irrisoria rispetto al bilancio comunale e all’importanza dell’evento che attende la città.
I consiglieri di minoranza mettono in guardia l’amministrazione dal rischio di una figurazione fallimentare alle porte dell’anno della Cultura: «Da una parte si susseguono conferenze stampa, annunci e slogan; dall’altra si rischia di non completare uno degli interventi di valorizzazione più importanti della città perché il Comune, da mesi, non riesce a reperire una somma tutto sommato modesta. Sarebbe un’occasione persa difficilmente giustificabile».
Per questo, il Passo Possibile ha annunciato infine la presentazione di un emendamento in sede di approvazione del bilancio consolidato affinché vengano immediatamente stanziate le risorse necessarie a completare l’intervento.
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