05 Settembre 2026 - 09:56:54
di Tommaso Cotellessa
A Porta Santa chiusa e Perdonanza conclusa, all’Aquila resta aperto il dibattito sul futuro della manifestazione più identitaria del capoluogo abruzzese: sul suo messaggio religioso, sulla capacità di attrarre fedeli e visitatori e sulle potenzialità di una ricaduta che possa andare oltre i confini cittadini e regionali.
Ad intervenire sul tema è anche Lelio De Santis, esponente del Partito Socialista aquilano ed ex assessore comunale, che al termine della 732ª Perdonanza Celestiniana invita a guardare già alle prossime edizioni.
«La Perdonanza Celestiniana deve poter guardare avanti e lontano per evitare alla lunga di diventare un rito che si ripete, senza rinnovarsi e senza attrarre i fedeli ed i visitatori con continuità».
È questo il monito di De Santis al termine di un’edizione inevitabilmente segnata anche dai bilanci. La 732ª Perdonanza ha infatti rappresentato la conclusione di un ciclo che, negli ultimi anni, ha visto l’amministrazione guidata dal sindaco Pierluigi Biondi investire sul rilancio e sulla crescita della manifestazione, con un ruolo centrale affidato alla direzione artistica di Leonardo De Amicis.
De Santis riconosce la partecipazione e l’entusiasmo registrati durante le giornate celestiniane, ma invita allo stesso tempo a non trascurare le criticità emerse e, soprattutto, a interrogarsi sul modello organizzativo e culturale da adottare per il futuro.
Tra i nodi sollevati c’è quello della politicizzazione della Perdonanza e della presenza della politica istituzionale, che secondo alcune critiche rischierebbe di mettere in secondo piano la dimensione religiosa dell’evento.
«Le critiche sulla politicizzazione e sulla inevitabile passerella dei politici, a scapito dello spirito religioso che dovrebbe dominare, andrebbero ascoltate – osserva De Santis – anche se questi limiti potrebbero ripetersi anche con governi cittadini di altro colore politico, proprio perché la conduzione e la gestione della Perdonanza sono cose quasi di esclusiva competenza e responsabilità di Palazzo Margherita».
Da qui la proposta di riprendere un’idea già avanzata in passato e tornata di attualità nelle ultime settimane: affidare l’organizzazione e la gestione della Perdonanza a una Fondazione, capace di garantire maggiore autonomia rispetto all’amministrazione comunale di turno.
«L’idea antica, riportata di attualità in questi giorni, di affidare tutta l’organizzazione e la gestione della Perdonanza ad una Fondazione, struttura costituita allo scopo, con un gruppo di persone e di professionisti qualificati e motivati, sganciati dall’esecutivo del momento, potrebbe essere la soluzione giusta per assicurare un futuro di qualità ed una partecipazione corale popolare all’evento».
Per De Santis, tuttavia, il cambiamento organizzativo rappresenterebbe soltanto una parte della sfida. L’innovazione più importante dovrebbe riguardare la capacità della Perdonanza di recuperare e ampliare la propria dimensione spirituale e internazionale, costruendo una rete che unisca L’Aquila alle numerose realtà europee legate alla figura di Celestino V.
«Ritengo che l’innovazione maggiore dovrebbe riguardare la necessità di dare un respiro spirituale più ampio ed una maggiore profondità progettuale, che oltrepassi i confini territoriali cittadini e regionali, coinvolgendo le città celestiniane italiane ed europee».
Una prospettiva che De Santis lega anche alla propria esperienza da assessore comunale. Fu infatti durante il suo mandato che venne promosso il Forum delle città celestiniane, iniziativa che portò all’Aquila rappresentanti di decine di realtà accomunate dalla presenza storica e culturale di Celestino V.
«Qualche anno fa, da assessore comunale, ho avuto modo di avviare questo tentativo con l’organizzazione del Forum delle città celestiniane, che vide la presenza di 50 città celestiniane, con le rispettive municipalità, associazioni culturali ed università, come Lione, Bordeaux, Limoges, Lecce, Bologna e Firenze».
Un’esperienza che, secondo l’ex assessore, consentì di comprendere quanto l’eredità celestiniana sia diffusa ben oltre i confini dell’Abruzzo e quanto il messaggio spirituale e sociale di Pietro da Morrone conservi ancora oggi una dimensione europea.
È proprio da questa rete che, secondo De Santis, potrebbe partire una nuova fase della Perdonanza. Non soltanto una manifestazione aquilana capace di richiamare visitatori dall’esterno, dunque, ma un appuntamento religioso e culturale costruito insieme alle città che condividono l’eredità celestiniana.
«La Perdonanza potrebbe diventare una grande manifestazione religiosa europea, con il coinvolgimento di queste importanti città. E L’Aquila, terminato l’anno di Capitale italiana della Cultura, potrebbe diventare città capitale europea del perdono».
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