17 Agosto 2026 - 09:39:34

di Vanni Biordi

«Gli elicotteri della nostra Protezione Civile stanno facendo un lavoro straordinario e funzionano perfettamente, ma la loro azione da sola non può bastare. A complicare le operazioni è stata l’avaria che ha fermato i primi aerei inviati da Roma. D’intesa con il Capo Dipartimento Ciciliano abbiamo ottenuto il ripristino immediato con l’invio di tre nuovi Canadair nazionali».

Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, presiedendo questa mattina, nel Centro Operativo Comunale (Coc) di Popoli Terme (Pescara), una riunione operativa sulle emergenze legate agli incendi che interessano da giorni il Monte Morrone, estesi tra i territori di Roccacasale, Corfinio (L’Aquila) e Popoli Terme.

E’ stato fatto il punto sulla risposta operativa di fronte a una situazione critica per elevate temperature, siccità e forti venti che insistono sulla Gola di Tremonti.

«Ci troviamo di fronte a un incendio di dimensioni molto serie, favorito da una montagna impervia e da forti correnti d’aria – ha aggiunto Marsilio -. Purtroppo siamo di fronte a fenomeni che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno un’origine dolosa, frutto dell’azione di piromani che agiscono quasi in maniera scientifica, oltre a isolati casi di disattenzione o eventi naturali».

Sul fronte degli interventi, la risposta integrata prevede un’azione coordinata tra cielo e terra.

«L’attacco aereo da solo è come buttare un bicchiere d’acqua su un camino, se non si interviene con decisione sul terreno – ha rimarcato Marsilio -. Per questo abbiamo attivato i reparti dell’Esercito, in particolare del Genio Militare da Roma, che con mezzi speciali stanno aprendo e allargando sentieri e viabilità. Questo permette sia di far passare i mezzi terrestri di Vigili del Fuoco e Protezione Civile sia di tracciare fasce tagliafuoco da 10 a 30 metri per bloccare l’avanzata delle fiamme. La direttiva è chiara: zero burocrazia, tutte le ruspe e i macchinari devono operare subito».

Sono riprese intanto questa mattina all’alba le attività di uomini e mezzi per domare i roghi in tutta la regione, dopo un Ferragosto complesso

La situazione degli incendi resta sotto osservazione in provincia dell’Aquila e nel Chietino.

Nel territorio aquilano sono tre i fronti indicati ancora nelle operazioni di spegnimento: Bisegna, Roccacasale-Corfìnio e Rocca di Cambio. A Bisegna è stato assegnato un Canadair, mentre è stato attivato anche l’elicottero regionale Lince Rossa.

Sul posto operano cinque organizzazioni di volontariato, con 18 volontari e quattro mezzi, insieme a un’unità operativa boschiva. Più articolato il dispositivo a Roccacasale-Corfìnio, dove è stato assegnato un Canadair e ne è stato richiesto un altro al Centro operativo aereo unificato. In azione anche l’elicottero Lupo Grigio. Sul terreno sono presenti sette organizzazioni di volontariato, con 24 volontari e sette mezzi, oltre alle squadre dei vigili del fuoco previste dalla programmazione.

A Rocca di Cambio il direttore delle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco ha richiesto l’intervento di un Canadair, già assegnato. Sul posto opera una squadra di volontari composta da quattro persone e un mezzo.

Nel Chietino, a Roio del Sangro, l’incendio è ancora in fase di spegnimento. Si attende l’arrivo del direttore delle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco; sul posto è presente un’organizzazione di volontariato con tre operatori e un mezzo. Situazione sotto controllo, invece, a Bucchianico, dove sono impegnate due organizzazioni di volontariato, con sei volontari e un mezzo, oltre a un’unità operativa boschiva. Il quadro evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione soprattutto sui fronti più impegnativi dell’Aquilano, dove l’impiego contemporaneo di Canadair, elicotteri, vigili del fuoco e volontari testimonia la complessità delle operazioni.

Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non vengono forniti dati sull’estensione delle aree interessate né sulle eventuali cause dei roghi.

Nella giornata di ieri, inoltre, si è verificata un’emergenza nell’emergenza: durante la mattinata quattro dei 7 mezzi aerei in azione sui diversi fronti sono andati fuori uso a seguito di rilevamento di avarie.

Un Ferragosto di fuoco che, ha precisato il direttore dell’Agenzia di Protezione civile, Maurizio Scelli, «non ha precedenti».